Strategia Euro/Yen

Data: 12/02/18 06:15:00 Type: NANSC

Nella giornata di venerdì il cambio euro/yen è sceso in area 132-131,95 prima di iniziare una veloce risalita che ha riportato le quotazioni a quota 133,20. La struttura tecnica di breve termine appare contrastata: prima di poter iniziare una risalita di una consistenza sarà pertanto necessaria una fase laterale di riaccumulazione. Un rimbalzo dovrà affrontare un primo ostacolo a quota 134,80-134,85 e una seconda barriera in area 135,75-135,85. Da un punto di vista grafico, tuttavia, solo una discesa sotto 131,95 potrebbe fornire un nuovo segnale ribassista. (riproduzione riservata)
Gianluca Defendi

(MFIU – Milano Finanza Intelligence Unit)


Strategia Dollaro/Yen

Data: 12/02/18 07:10:00 Type: NANSC

Nella giornata di venerdì il cambio dollaro/yen è sceso fino a quota 108 prima di risalite verso 108,80. La situazione tecnica appare contrastata: prima di poter iniziare una risalita di una consistenza sarà pertanto necessaria una fase laterale di riaccumulazione. Una nuova dimostrazione di forza arriverà con il ritorno sopra 109,80. Da un punto di vista grafico, tuttavia, solo il superamento di 110,50 potrebbe fornire un segnale rialzista (con un primo target in area 111,10-111,20). Decisamente negativa invece una discesa sotto quota 108. (riproduzione riservata)
Gianluca Defendi

(MFIU – Milano Finanza Intelligence Unit)


Strategia Euro/dollaro

Data: 12/02/18 07:20:00 Type: NANSC|MFTGED

Nella giornata di venerdì il cambio euro/dollaro ha subito una rapida correzione ed è sceso in area 1,2210-1,2205. La situazione tecnica di breve termine rimane contrastata, con alcuni indicatori che registrano tuttavia un rafforzamento della pressione ribassista (Macd e Sar, ad esempio, si sono girati in posizione short). Un’ulteriore flessione può spingere le quotazioni verso i successivi supporti grafici situata in area 1,2195-1,2190 prima e attorno a 1,2170-1,2165 in un secondo momento. Soltanto il ritorno sopra 1,24 potrebbe fornire una nuova dimostrazione di forza. (Gianluca Defendi)

(MFIU – Milano Finanza Intelligence Unit)


Strategia Dax future

Data: 12/02/18 07:45:00 Type: MFANAHP|SPA

Nella seduta di venerdì il Dax future (scadenza marzo 2018) è sceso fino ad un minimo di 11.900 punti prima di iniziare un veloce recupero intraday che ha riportato i prezzi sopra 12.200. La situazione tecnica rimane precaria (gli indicatori direzionali si trovano ancora in posizione short) anche se il forte ipervenduto di breve termine può impedire un ulteriore cedimento e favorire una pausa di consolidamento. Da un punto di vista grafico, tuttavia, soltanto il ritorno 12.650 potrebbe fornire una dimostrazione di forza. Un rimbalzo dovrà comunque affrontare un duro ostacolo in area 12.850-12.900 punti.

L’Eurostoxx50 future (scadenza marzo 2018) è sceso fino a quota 3.256 punti prima di iniziare un veloce recupero che ha riportato i prezzi a ridosso di 3.350. Il quadro tecnico rimane precario: un rimbalzo dovrà infatti affrontare un primo ostacolo a quota 3.430 e una seconda barriera in area 3.465-3.470 punti. Prima di poter iniziare una risalita di una certa consistenza sarà pertanto necessaria un’adeguata fase laterale di riaccumulazione. (riproduzione riservata)

Gianluca Defendi

(MFIU – Milano Finanza Intelligence Unit)


Data: 12/02/18 08:30:00 Type: CHF

È stata una giornata negativa sul mercato azionario italiano che ha subito una rapida correzione e si è portato a ridosso di un’importante area di supporto. Il Ftse Mib future (scadenza marzo 2018), dopo un’apertura a quota 22.320, è salito in area 22.350-22.365 punti, prima di accusare una brusca flessione che ha spinto i prezzi a quota 21.750-21.735. La situazione tecnica rimane precaria anche se il forte ipervenduto di breve termine può impedire un ulteriore cedimento e favorire una fase riaccumulativa. Un rimbalzo dovrà affrontare un primo ostacolo in area 22.370-22.420 e una seconda barriera a ridosso di 22.570. Solo il ritorno sopra i 23.000 punti potrebbe fornire una dimostrazione di forza. Un nuovo segnale di debolezza arriverà invece con una discesa sotto i 22.000 punti. Strategia operativa intraday. Long a 22.100 con target a 22.200 prima, a 22.280 poi e in area 22.370-22.380 successivamente. Stop a 22.000. (riproduzione riservata)

(MFIU – Milano Finanza Intelligence Unit)


Data: 12/02/18 12:00:00 Type: CHF

Mattinata positiva per il Ftse Mib future, che ha subito esordito in territorio positivo, mostrando un’ottima capacità di reazione dopo le recenti difficoltà: il derivato ha infatti aperto a 22.400 punti e ha provato anche un veloce allungo fino a ridosso di quota 22.500 prima di tornare sui propri passi. L’aspetto più interessante riguarda però la volatilità, che appare in netta contrazione rispetto alle ultime sedute. In termini operativi, l’avvio sprint del future non ha concesso molte opportunità: non è stato infatti possibile l’ingresso long a 22.100 e a questo punto diventa difficile rincorrere la dinamica del derivato. L’unica opportunità sarebbe quella di cogliere un’eventuale ondata correttiva, che potrebbe scaturire dal cedimento dei minimi intraday a 22.290 punti, con un target potenziale posto proprio a 22.100. Strategie operative intraday. Tra i segnali proposti in tabella, l’unico scattato regolarmente è lo short su Moncler, che ha già sfiorato anche il primo target. (riproduzione riservata)

(MFIU – Milano Finanza Intelligence Unit)


Data: 12/02/18 15:45:00 Type: CAL|{CALCE}|MEA|WORANAL|{MSNANA}|{MSNCORP}|SPA

Listini americani ben avviati in questo inizio di settimana in attesa del discorso del presidente Donald Trump sul bilancio e del dato sull’inflazione, in programma per mercoledì. L’indice Dow Jones avanza dell’1,4% a 24.530 punti, l’S&P500 guadagna l’1,2% a 2.651 punti e il Nasdaq accelera a +1,29% a 6.964 punti. L’Office of Management and Budget (Omb) statunitense ha confermato che la Casa Bianca proporrà una spesa addizionale di 200 miliardi di dollari per le infrastrutture, da aggiungere ai fondi per l’esercito, la sicurezza e per l’assistenza ai veterani. Oltre a questa spesa addizionale, l’amministrazione proporrà di ridurre il deficit di 3.000 miliardi di dollari entro i prossimi dieci anni tramite “una serie di riforme di spesa” che puntano a ridurre i costi in eccesso.

Ma l’evento più importante nei prossimi giorni riguarda la pubblicazione del dato sull’inflazione negli Stati Uniti prevista per mercoledì, che aiuterà a capire se i timori di un’accelerazione al rialzo dei prezzi che hanno fatto decollare i rendimenti sull’obbligazionario siano eccessivi oppure giusitificati. Nonostante i buoni rialzi registrati dai principali indici venerdì scorso, complessivamente la scorsa settimana complessivamente il Dow Jones e l’S&P 500 hanno perso il 5,2% mentre il Nasdaq Composite ha lasciato sul terreno il 5,1%.

Secondo Jameel Ahmad, Global Head of Currency Strategy & Market Research di Fxtm, “non si deve sottovalutare il fatto che la volatilità ha raggiunto livelli intensi sui mercati azionari globali, ma non ci sono ragioni per essere eccessivamente preoccupati”, dal momento che “non sono stati registrati simili livelli di volatilitá su altre asset class come i cambi: questo indica che si tratta più di un tema dell’azionario e non un segnale di preoccupazione sullo stato di salute dell’economia globale. Più volte era stato sottolineato che le valutazioni dell’azionario erano troppo tirate”, ha aggiunto l’esperto, “e dunque il recente sell-off è stato probabilmente solo una correzione”.

Sul fronte valutario, cambio euro/dollaro stabile a 1,2253. Secondo gli strategist di Unicredit, lo stimolo fiscale contenuto nel bilancio biennale firmato venerdì scorso da Donald Trump potrebbe avere un effetto negativo per il biglietto verde. Le misure previste, infatti, aumenteranno significativamente il debito pubblico di Washington, fattore che nell’attuale contesto di piena occupazione statunitense minaccia di “spedire gli asset dominati dal biglietto verde in un circolo vizioso di maggiori premi sul rischio e crescente vulnerabilitá a potenziali ribassi”.

Per quanto riguarda i titoli da monitorare oggi, aprono in rialzo sia Qualcomm (+1,59%) sia Broadcom (+1,83%), che discuteranno mercoledì sull’offerta di acquisizione da 121 miliardi di dollari presentata da quest’ultima. Nel frattempo Broadcom si è assicurata un prestito da 100 miliardi di dollari per finanziare la sua offerta di acquisizione ostile della rivale attraverso un sindacato di 12 banche, tra cui Bank of America, Citigroup, Deutsche Bank, JPMorgan Chase e Morgan Stanley.

Buon avvio anche per Comcast (+1,11%). Il più grande operatore via cavo degli Stati Uniti sta pensando di rilanciare la sua offerta per l’acquisizione delle attività dell’intrattenimento di 21st Century Fox, dopo che la precedente non era andata in porto, pur avendo un valore del 15% superiore a quella di Disney. Quest’ultima ha siglato un deal carta contro carta con Fox a dicembre per un valore complessivo di 52,4 miliardi di dollari. Il gruppo dei Murdoch aveva respinto l’offerta da circa 60 miliardi di dollari di Comcast, dicendo che sarebbe andata incontro a troppi rischi di antitrust.

Csra balza del 31,44% dopo che General Dynamics ha annunciato un’offerta per rilevare il gruppo di servizi informatici per 40,75 dollari per azione.

Contrastate invece Alphabet (+1,23%) e Facebook (-0,14%), dopo che il gigante dei prodotti di largo consumo Unilever (+1,35%) ha minacciato di ritirare i propri investimenti pubblicitari su alcune piattaforme digitali, tra cui il popolare social network e Google, che “creano divisioni” nella società o che non proteggono efficacemente i minori.

(MFIU – Milano Finanza Intelligence Unit)