Strategia Euro/dollaro

Data: 10/11/17 06:35:00 Type: NANSC|MFTGED

Nella giornata di giovedì il cambio euro/dollaro ha compiuto un veloce recupero ed è risalito fino a quota 1,1650. Nonostante questo rimbalzo la situazione tecnica rimane ancora precaria: un primo segnale di tenuta arriverà soltanto con il ritorno sopra 1,17. Un rimbalzo dovrà comunque affrontare un duro ostacolo in area 1,1735-1,1750. Prima di poter iniziare un movimento rialzista di una certa consistenza sarà pertanto necessaria un’adeguata fase laterale di riaccumulazione. Pericolosa invece una discesa sotto 1,1575 anche se, da un punto di vista grafico, un nuovo segnale ribassista arriverà con la rottura di 1,1550, con un primo target in area 1,1510-1,1505 e un secondo obiettivo attorno a 1,1470. (Gianluca Defendi)

(MFIU – Milano Finanza Intelligence Unit)


Strategia Dax future

Data: 10/11/17 07:45:00 Type: MFANAHP|SPA

Nella seduta di giovedì il Dax future (scadenza settembre 2017) ha subito una brusca correzione ed è sceso in area 13.200-13.175 punti. Il trend di fondo rimane positivo tecnico rimane costruttivo ma, prima di poter tentare un nuovo allungo, sarà necessaria una pausa di consolidamento al di sopra del supporto posto in area 13.050-13.035 punti. Da un punto di vista grafico, infatti, soltanto una discesa sotto 12.900 potrebbe provocare un’inversione ribassista di tendenza. Difficile per adesso ipotizzare il superamento della resistenza posta a 13.500 punti.

Anche l’Eurostoxx50 future (scadenza settembre 2017) ha subito una brusca correzione, con i prezzi che sono scesi fino a quota 3.605 punti. La struttura tecnica di breve termine si è indebolita: un’ulteriore flessione può spingere i prezzi verso il sostegno situato in area 3.580-3.575 punti. Un segnale negativo arriverà soltanto con una discesa sotto quota 3.570. (riproduzione riservata)

Gianluca Defendi

(MFIU – Milano Finanza Intelligence Unit)


Strategia Ftse Mib future

Data: 10/11/17 08:30:00 Type: CHF

È stata una giornata negativa sul mercato azionario italiano che ha subito una pericolosa correzione e si è portato a ridosso di un’importante area di supporto. Il Ftse Mib future (scadenza dicembre 2017), dopo un’apertura a 22.855 punti, si è appoggiato a quota 22.800 prima di rimbalzare verso 22.930. Da quest’ultimo livello è poi iniziata una rapida flessione, con i prezzi che sono scesi sotto i 22.600 punti. Il trend primario rimane ancora rialzista ma, prima di poter tentare un nuovo allungo, sarà necessaria una fase riaccumulativa. Da un punto di vista grafico, infatti, soltanto il breakout di 23.100 potrebbe fornire un nuovo segnale long. Pericolosa invece una discesa sotto 22.550 in quanto potrebbe innescare un’ulteriore flessione verso il successivo supporto grafico situato in area 22.470-22.450 punti. Strategia operativa intraday. Short su rimbalzo verso 22.820 con target a 22.730-22.720 prima, a quota 22.630 poi e in area 22.480-22.460 successivamente. Stop a 22.940. (riproduzione riservata)

(MFIU – Milano Finanza Intelligence Unit)


Strategia Dollaro/Yen

Data: 10/11/17 09:20:00 Type: NANSC

Nella giornata di giovedì il cambio dollaro/yen ha subito una brusca correzione, con le quotazioni che sono scese verso il supporto grafico situato in area 113-112,90. La situazione tecnica rimane pertanto contrastata: da un punto di vista grafico, infatti, un nuovo segnale rialzista arriverà soltanto con il breakout di 114,75. Pericolosa una discesa sotto 112,90 in quanto potrebbe innescare un’ulteriore flessione verso 112,60-112,55 prima e attorno a 112,35-112,30 in un secondo momento. Soltanto la rottura del sostegno posto in area 111,65-111,50 potrebbe provocare un’inversione ribassista di tendenza. (riproduzione riservata)
Gianluca Defendi

(MFIU – Milano Finanza Intelligence Unit)


Strategia Euro/Yen

Data: 10/11/17 09:40:00 Type: NANSC

Nella giornata di giovedì il cambio euro/yen è sceso in area 131,53-131,50 prima di iniziare un veloce recupero intraday che ha spinto le quotazioni fino a quota 132,20. La situazione tecnica di breve periodo rimane contrastata: un segnale di forza arriverà soltanto con il ritorno sopra 133,15. Prima di poter iniziare una risalita di una certa consistenza sarà pertanto necessaria un’adeguata fase laterale di riaccumulazione. Il cedimento di quota 131,35 fornirà invece un segnale ribassista con target a 131,05-131 prima e attorno a 132,75-132,70 successivamente. (riproduzione riservata)
Gianluca Defendi

(MFIU – Milano Finanza Intelligence Unit)


Strategia FtseMib future intraday

Data: 10/11/17 10:40:00 Type: CHF

Mattinata negativa sul mercato azionario italiano che prosegue nella sua correzione e si dirige verso un’importante area di supporto. Il Ftse Mib future (scadenza dicembre 2017), dopo un’apertura a quota 22.580, è salito fino ad un massimo intraday di 22.640 punti prima di accusare un’ulteriore flessione che ha spinto i prezzi a ridosso di quota 22.500. La situazione tecnica di breve termine appare contrastata: prima di poter iniziare una risalita di una certa consistenza sarà pertanto necessaria un’adeguata fase laterale di riaccumulazione. Un’ulteriore flessione può invece riportare i prezzi verso il sostegno,  grafico e volumetrico, situato in area 21.340-21.300 punti. Strategie operative intraday. Nessuno dei titoli proposti in tabella ha fatto scattare il relativo segnale operativo. (riproduzione riservata)

(MFIU – Milano Finanza Intelligence Unit)


Data: 10/11/17 14:30:00 Type: CAL|EPS|EURANAL|{MSNANA}|{MSNMECO}|SPA

“Mentre la Bank of England, procedendo con il suo primo rialzo dei tassi di interesse in 10 anni, ha comunicato che nel 2018 potrebbe essere necessaria un’ulteriore stretta monetaria, noi continuiamo a pensare che questo non sia l’inizio di un ciclo di rialzi”. Lo ha affermato Gero Jung, chief economist di Mirabaud Asset Management.

“Uno dei motivi principali è che l’incertezza relativa alla Brexit probabilmente peserà sull’attività economica del paese. Per quanto riguarda la politica monetaria nel voto della scorsa settimana, che ha visto 7 membri del Monetary Policy Commitee su 2 a favore di un aumento dei tassi di interesse , non si rilevano grandi cambiamenti nelle previsioni della Bank of England”, ha spiegato il manager. “In effetti, la crescita del pil dovrebbe ancora raggiungere l’1,6% quest’anno, in calo rispetto all’1,7% dell’anno scorso, ma le previsioni sono rimaste invariate all’1,6% e all’1,7% per i prossimi due anni”.

“Inoltre”, ha aggiunto l’esperto, “notiamo che secondo queste previsioni, la bilancia commerciale dovrebbe migliorare soprattutto a causa della debole attività di importazione. La banca centrale si aspetta che le importazioni crescano solo dello 0,25% il prossimo anno, per poi diminuire dello stesso ammontare nel 2019. Si tratta di una percentuale molto più bassa della media di crescita del 3,4% registrata negli ultimi sei anni. Nel complesso”, ha concluso, “constatiamo che lo scenario di base generale è delineato su una Brexit morbida, una prospettiva piuttosto ottimistica”.

(MFIU – Milano Finanza Intelligence Unit)


Data: 10/11/17 16:10:00 Type: CAL|MEA|WORANAL|{MSNANA}|SPA

Dopo la chiusura negativa registrata ieri i principali listini statunitensi aprono leggermente in ribasso, con il Dow Jones e il Nasdaq che cedono rispettivamente lo 0,16 e lo 0,06%. Sullo sfondo i dubbi del mercato circa i tagli delle tasse promessi dall’amministrazione Trump. Come hanno affermato gli economisti di Intesa Sanpaolo, il sentiero della riforma fiscale Usa, a solo una settimana dal suo annuncio, “è, come atteso, già tortuoso”, puntualizzando che il Senato ha presentato la propria versione con alcune differenze rispetto al testo della Camera, come per esempio il taglio dell’aliquota sui profitti delle imprese da 35% a 20%, che dovrebbe iniziare nel 2019. La commissione finanza discuterà il testo la prossima settimana, con l’obiettivo di un voto in aula intorno al giorno del Ringraziamento. Nelle prossime settimane il dibattito continuerà a evidenziare differenze fra le due versioni della legge, ma secondo gli esperti “il costo di non approvare la riforma sarà talmente alto da indurre le parti a trovare un compromesso”.

Nel frattempo, sul mercato obbligazionario il benchmark decennale cede 12/32 e rende il 2,37%, mentre il trentennale arretra di un punto pieno con un rendimento del 2,85%.

Il calendario macroeconomico di oggi prevede il rilascio da parte dell’Università del Michigan della lettura preliminare di novembre sulla fiducia dei consumatori. L’indice si è attestato a 97,8 punti, in calo rispetto al valore precedente di 100,7 e al di sotto della previsione degli economisti di 104 punti.

Tra i titoli in evidenza si segnala Walt Disney, che apre a +3,45% nonostante un calo dei ricavi trimestrali del 2,8% e una diminuzione dell’utile netto a 1,75 miliardi di dollari da 1,77. A risollevare il titolo, l’annuncio di una quarta trilogia di “Star Wars”.

News Corp, proprietaria del Wall Street Journal, apre a +3,73%. La società è tornata all’utile nel trimestre dopo la perdita registrata un anno fa grazie a un più rigido controllo delle spese che compensa un calo della pubblicità su carta stampata. I ricavi sono saliti a 2,06 miliardi di dollari da 1,97.

Dopo essere salito dell’8,5% nel pre-borsa, prese di profitto su Hertz Global Holdings che procede ora in calo dello 0,5% dopo la pubblicazione di un utile trimestrale migliore delle attese malgrado la cancellazione di alcune prenotazioni a causa degli uragani. Il gruppo ha segnalato di essere entrato in un periodo di domanda debole e di investimenti importanti.

Rimane in parità Nordstrom (+0.02%) nonostante l’annuncio di un calo dello 0,9% delle vendite a fine ottobre, una performance peggiore delle attese, con gli uragani che hanno limitato l’affluenza ai suoi grandi magazzini di Porto Rico, Florida e Texas.

La società di private equity Carlyle Group sta valutando la vendita o la quotazione in borsa di Ortho-Clinical Diagnostics, una società di diagnostica che potrebbe essere valutata più di sette miliardi di dollari, compreso il debito, secondo quanto riferito da fonti vicine al dossier. Carlyle aveva acquisito la società da Johnson & Johnson nel 2014 per quattro miliardi di dollari. Il titolo apre la seduta in rialzo dello 0,93%.

Apre invece leggermente in ribasso Cbs, che cede lo 0.17% dopo che un tribunale australiano ha respinto il ricorso di tre azionisti che si opponevano all’acquisto del gruppo televisivo Ten Network Holdings.

Infine, Equifax cede per ora l’1,56% in seguito all’annuncio di una contrazione dell’utile trimestrale e di ricavi sotto le stime, dopo un cyberattacco che ha permesso agli hacker di accedere alle informazioni personali di oltre 145 milioni di persone.

(MFIU – Milano Finanza Intelligence Unit)