Strategia Euro/dollaro

Data: 10/01/18 06:15:00 Type: NANSC|MFTGED

Nella giornata di martedì il cambio euro/dollaro ha subito un veloce correzione, con le quotazioni che sono scese fino a 1,1915. Nonostante questa flessione la situazione tecnica di breve termine rimane ancora costruttiva: da un punto di vista grafico, tuttavia, soltanto il breakout di 1,2090 potrebbe fornire un nuovo segnale rialzista di tipo direzionale. Importante invece la tenuta del sostegno situato in area 1,1920-1,1910 in quanto può favorire la costruzione di una base accumulativa. Difficile per adesso ipotizzare un’inversione ribassista di tendenza. (Gianluca Defendi)

(MFIU – Milano Finanza Intelligence Unit)


Strategia Euro/Yen

Data: 10/01/18 06:25:00 Type: NANSC

Nella giornata di martedì il cambio euro/yen ha subito una brusca correzione, con le quotazioni che sono scese in area 134,10-134. La struttura grafica di breve termine appare contrastata: prima di poter iniziare una risalita di una certa consistenza sarà pertanto necessaria un’adeguata fase laterale di riaccumulazione. Un’ulteriore flessione può spingere le quotazioni verso il sostegno situato a ridosso di 133,60-133,50. Solo il breakout di 136,40 potrebbe fornire un nuovo segnale rialzista di tipo direzionale. (riproduzione riservata)
Gianluca Defendi

(MFIU – Milano Finanza Intelligence Unit)


Strategia Dollaro/Yen

Data: 10/01/18 06:35:00 Type: NANSC

Nella giornata di martedì il cambio dollaro/yen ha subito una veloce correzione ed è sceso in area 112,40-112,35. La situazione tecnica di breve termine rimane ancora contrastata: prima di poter iniziare una risalita di una certa consistenza sarà pertanto necessaria un’adeguata fase laterale di riaccumulazione. Da un punto di vista grafico, infatti, soltanto una discesa sotto quota 112 potrebbe provocare un’inversione ribassista di tendenza. Un rimbalzo dovrà invece affrontare un duro ostacolo in area 113,55-113,60. (riproduzione riservata)
Gianluca Defendi

(MFIU – Milano Finanza Intelligence Unit)


Strategia Dax future

Data: 10/01/18 07:45:00 Type: MFANAHP|SPA

Nella seduta di martedì il Dax future (scadenza marzo 2018) ha tentato un nuovo allungo ma è stato respinto da quota 13.420. La situazione tecnica sta comunque migliorando, con diversi indicatori che registrano un rafforzamento della pressione rialzista. Prima di un ulteriore allungo (che avrà un primo target a quota 13.450 e un secondo obiettivo attorno a 13.475 punti) è comunque probabile una fase laterale di consolidamento al di sopra del sostegno situato in area 13.200-13.190 punti, necessaria per scaricare il forte ipercomprato di brevissimo termine.

Anche l’Eurostoxx50 future (scadenza marzo 2018) ha tentato un ulteriore allungo ma non è riuscito a superare quota 3.620. Il quadro tecnico sta comunque migliorando: prima di poter tentare un ulteriore allungo (che avrà una prima proiezione teorica a ridosso di quota 3.650) è comunque probabile una pausa di consolidamento al di sopra del sostegno posto a 3.570 punti. (riproduzione riservata)

Gianluca Defendi

(MFIU – Milano Finanza Intelligence Unit)


Strategia Ftse Mib future

Data: 10/01/18 08:30:00 Type: CHF

È stata una seduta positiva sul mercato azionario italiano che ha compiuto un nuovo allungo e si è portato a ridosso di una solida area di resistenza. Il Ftse Mib future (scadenza marzo 2018), dopo un’apertura a quota 22.760, ha compiuto un veloce balzo in avanti ed è salito a 22.900 prima e fino ad un picco di 22.975 punti in un secondo momento. Nonostante il recente recupero la situazione tecnica di breve termine rimane ancora contrastata: il superamento della barriera, grafica e psicologica, dei 23.000 punti potrà infatti avvenire soltanto dopo un’adeguata fase laterale di riaccumulazione, necessaria per scaricare il forte ipercomprato registrato dagli oscillatori più reattivi. Un’eventuale correzione troverà un primo sostegno in area 22.770-22.750 e un secondo supporto a quota 22.650-22.630. Strategia operativa intraday. Short a quota 22.930 con target a 22.830-22.820 prima, in area 22.770-22.730 poi e attorno a 22.650 successivamente. Stop a 23.030. (riproduzione riservata)

(MFIU – Milano Finanza Intelligence Unit)


Strategia FtseMib future intraday

Data: 10/01/18 10:40:00 Type: CHF

Mattinata positiva sul mercato azionario italiano che prosegue nel suo movimento rialzista di breve termine e si porta a contatto con una solida area di resistenza. Il Ftse Mib future (scadenza marzo 2018), dopo un’apertura a quota 22.890, ha compiuto un veloce balzo in avanti ed è salito verso la soglia psicologica dei 23.000 punti. Nonostante il recente recupero la situazione tecnica di breve termine rimane ancora contrastata (anche se la pressione rialzista è aumentata in modo evidente): prima di un ulteriore allungo è quindi probabile una fase laterale di consolidamento, necessaria per scaricare il forte ipercomprato registrato dagli oscillatori più reattivi. Un’eventuale correzione troverà un primo sostegno in area 22.770-22.750 e un secondo supporto a quota 22.650-22.630. Strategie operative intraday. Nessuno dei titoli proposti in tabella ha fatto scattare il relativo segnale operativo. (riproduzione riservata)

(MFIU – Milano Finanza Intelligence Unit)


Data: 10/01/18 18:00:00 Type: CAL|{CALCI}|MEA|{MSNANA}|{MSNBAN}|{MSNCORP}|SPA

Seduta brillante per Piazza Affari, in controtendenza rispetto alle altre piazze europee e trascinata da un comparto bancario in grande spolvero. Il Ftse Mib ha chiuso infatti la seduta in rialzo dello 0,66% a 23.157 punti, mentre hanno chiuso col segno meno Francoforte (-0,78%), Parigi (-0,35%). La notizia di un lieve calo a novembre per le sofferenze lorde nei bilanci delle banche italiane, contenuta all’interno del bollettino “Banche e moneta” di Banca d’Italia, ha giovato portato una ventata d’aria fresca sul settore. A fine novembre il totale delle sofferenze lorde in capo agli istituti di credito residenti in Italia ammontava a 173,070 miliardi di euro contro i 173,782 miliardi mese precedente.

Mentre in tema di Banche centrali, secondo Jorgen Kjaersgaard, Head Global Credit di AllianceBernstein, la Bce non perderà l’appetito per i corporate bond. “Mentre la Banca centrale europea si appresta a ridurre il programma di Quantitative easing portandolo da 60 a 30 miliardi di euro l’anno, il volume di acquisti in obbligazioni corporate parte del Corporate Sector Purchase Programme  è atteso rimanere sostanzialmente invariato”, ha affermato l’esperto. “Nonostante la dichiarata intenzione di dimezzare la mole del quantitative easing, in realtà il volume degli acquisti di obbligazioni corporate rimanga intorno ai 5 miliardi di euro mensili, rispetto ai 6-7 miliardi del 2017.  “In prospettiva”, ha concluso esperto, “a fine settembre, ovvero al termine del quantitative easing, la Bce potrebbe avere in portafoglio circa 175 miliardi di euro di bond societari. I proventi dei titoli a scadenza saranno poi, con ogni probabilità, reinvestiti da Francoforte, per un ammontare che potrebbe oscillare tra i 10 e i 25 miliardi di euro l’anno.”

Lo spread Btp/Bund ha archiviato la seduta poco mosso a 156,16 punti base rispetto ai 156,591 della chiusura di ieri, in una giornata ricca di emissioni. Per quanto riguarda l’Italia, il Tesoro ha collocato 7,5 miliardi di euro di Bot a 1 anno con il rendimento che è sceso su un nuovo minimo storico al -0,42% rispetto al -0,407% di dicembre e con rapporto di copertura a 1,41.

Le indiscrezioni di stampa in base alle quali la Cina sarebbe in procinto di rallentare la propria esposizione ai titoli di Stato americani hanno spinto al rialzo i rendimenti dei Treasury statunitensi. Ciò ha contribuito ulteriormente a rafforzare la performance del settore bancario, con Intesa (+4,58%), Mediobanca (+2,35%), Bper (+3,98%), Ubi (+2,58%) e Bpm (+4,78%). La notizia, d’altro canto, ha penalizzato fortemente il settore utility, che ha portato a una seduta negativa per A2A (-2,8%), Snam (-2,12%), Enel (-1,88%), Italgas (-1,8%) e Terna (-1,42%).

Acquisti su Leonardo (+0,83% a 10,9 euro). Ubs ha tagliato il prezzo obiettivo dell’azione da 16 a 13 euro, livello che resta comunque sopra gli attuali prezzi di Borsa. La raccomandazione resta invece buy. Gli analisti hanno rivisto il proprio modello di valutazione che ora è caratterizzato da un maggiore focus sulla cassa. In generale, gli esperti mantengono una visione positiva su Leonardo in vista del nuovo piano industriale che sarà presentato alla fine di gennaio e che Ubs pensa sarà un catalizzatore per i prezzi di Borsa del titolo.

S.Ferragamo ha guadagnato l’1% a 22,24 euro, nonostante Barclays abbia abbassato il prezzo obiettivo del titolo a 21 da 23 euro, confermando la raccomandazione equalweight. Gli analisti ritengono che il fattore chiave per la società siano le vendite a parità di perimetro. Tra gli altri titoli del lusso, Moncler ha chiuso in calo dell’1,91% a 25,62 euro, così come Ynap (-0,19% a 30,76 euro) e Luxottica (-1,94% a 50,65 euro).

Sul resto del listino si segnalano le sedute deludenti di B.Cucinelli (-6,57% a 27 euro), penalizzata dal fatto che l’azionista di riferimento Fedone ha ceduto attraverso un accelerated bookbuilding il 6% del capitale a 26 euro per azione, e Hera (-3,04% a 3 euro) nel giorno della pubblicazione del piano al 2021.

Molto bene invece MutuiOnline (+7,75% a 15,02 euro) e Gima TT (+5,63% a 18,2 euro) che ha beneficiato della promozione di Kepler Cheuvreux a buy.

(MFIU – Milano Finanza Intelligence Unit)