Strategia Dollaro/Yen

Data: 09/01/18 06:10:00 Type: NANSC

Nella giornata di lunedì il cambio dollaro/yen ha subito una veloce correzione ed è sceso in area 112,90-112,85. La situazione tecnica di breve termine rimane ancora contrastata: prima di poter iniziare una risalita di una certa consistenza sarà pertanto necessaria un’adeguata fase laterale di riaccumulazione. Un rimbalzo dovrà infatti affrontare un duro ostacolo in area 113,55-113,60. Una chiara dimostrazione di forza arriverà con il breakout di 113,75. Da un punto di vista grafico, tuttavia, soltanto una discesa sotto quota 112 potrebbe provocare un’inversione ribassista di tendenza. (riproduzione riservata)
Gianluca Defendi

(MFIU – Milano Finanza Intelligence Unit)


Strategia Euro/dollaro

Data: 09/01/18 06:15:00 Type: NANSC|MFTGED

Nella giornata di lunedì il cambio euro/dollaro ha subito un veloce correzione, con le quotazioni che sono scese fino a 1,1955. Nonostante questa flessione la situazione tecnica di breve termine rimane ancora costruttiva: da un punto di vista grafico, tuttavia, soltanto il breakout di 1,2090 potrebbe fornire un nuovo segnale rialzista, (con target teorici a 1,2120 prima e in area 1,2140-1,2145 in un secondo momento). Un’ulteriore correzione potrebbe spingere le quotazioni verso il sostegno situato in area 1,1920-1,1910. Difficile per adesso ipotizzare un’inversione ribassista di tendenza. (Gianluca Defendi)

(MFIU – Milano Finanza Intelligence Unit)


Strategia Euro/Yen

Data: 09/01/18 06:30:00 Type: NANSC

Nella giornata di lunedì il cambio euro/yen ha subito una veloce correzione, con le quotazioni che sono scese in area 135,10-135. Nonostante questa flessione la struttura grafica di breve termine rimane ancora costruttiva: prima di un ulteriore balzo in avanti (che avrà un primo target in area 136,90-136,95), è comunque probabile una fase laterale di consolidamento. Soltanto una discesa sotto 134,50 potrebbe annullare i recenti progressi e provocare un’inversione ribassista di tendenza. (riproduzione riservata)
Gianluca Defendi

(MFIU – Milano Finanza Intelligence Unit)


Strategia Dax future

Data: 09/01/18 07:30:00 Type: MFANAHP|SPA

Nella seduta di lunedì il Dax future (scadenza marzo 2018) ha compiuto un veloce spunto rialzista ed è salito in area 13.400-13.410 punti. La situazione tecnica di breve termine sta quindi migliorando, con diversi indicatori che registrano un rafforzamento della pressione rialzista. Prima di un ulteriore allungo (che avrà un primo target a ridosso di quota 13.450) è comunque probabile una fase laterale di consolidamento al di sopra del sostegno situato in area 13.200-13.190 punti.

Anche l’Eurostoxx50 future (scadenza marzo 2018) ha compiuto un veloce balzo in avanti ed è salito fino a quota 3.613 punti. Il quadro tecnico di breve periodo sta quindi migliorando: prima di poter tentare un ulteriore allungo (che avrà una prima proiezione teorica a ridosso di quota 3.650) è comunque probabile una pausa di consolidamento al di sopra del sostegno posto a 3.570 punti. (riproduzione riservata)

Gianluca Defendi

(MFIU – Milano Finanza Intelligence Unit)


Strategia Ftse Mib future

Data: 09/01/18 08:15:00 Type: CHF

È stata una seduta positiva sul mercato azionario italiano che ha compiuto un nuovo allungo e si è portato a ridosso di una solida area di resistenza. Il Ftse Mib future (scadenza marzo 2018), dopo un’apertura a quota 22.780, è salito fino ad un massimo intraday a 22.820 punti prima di accusare una rapida correzione che si è arrestata in area 22.630-22.620. Nonostante il recente recupero la situazione tecnica di breve termine rimane ancora contrastata: prima di poter iniziare una risalita di una certa consistenza sarà pertanto necessaria un’adeguata fase riaccumulativa. Importante, sotto questo punto di vista, la tenuta dei supporti grafici situati a 22.550-22.540 prima e in area 22.470-22.450 in un secondo momento. Un nuovo balzo in avanti avrà invece un primo target in area 22.880-22.900 e un secondo obiettivo a 22.960-22.980 punti. Strategia operativa intraday. Short su allungo verso 22.890-22.900 con target a 22.820-22.810 prima, in area 22.730-22.720 poi e attorno a 22.630 successivamente. Stop a 23.000. (riproduzione riservata)

(MFIU – Milano Finanza Intelligence Unit)


Strategia FtseMib future intraday

Data: 09/01/18 11:00:00 Type: CHF

Mattinata positiva sul mercato azionario italiano che prosegue nel suo movimento rialzista di breve termine e si è porta a contatto con una solida area di resistenza. Il Ftse Mib future (scadenza marzo 2018), dopo un’apertura a quota 22.760, ha compiuto un veloce balzo in avanti ed è salito fino a 22.900 punti. Nonostante il recente recupero la situazione tecnica di breve termine rimane ancora contrastata: un nuovo spunto rialzista avrà invece un primo target in area 22.960-22.980 punti. Il superamento della barriera, grafica e psicologica, dei 23.000 punti potrà avvenire soltanto dopo un’adeguata fase laterale di riaccumulazione. Strategie operative intraday. Nessuno dei titoli proposti in tabella ha fatto scattare il relativo segnale operativo. Solo Buzzi Unicem ha sfiorato l’ingresso long di un solo tick (minimo a 11,83 con un nostro livello d’entrata a 11,82). (riproduzione riservata)

(MFIU – Milano Finanza Intelligence Unit)


Data: 09/01/18 15:55:00 Type: CAL|{CALCE}|MEA|WORANAL|{MSNANA}|{MSNCORP}|{MSNMECO}|SPA

Ennesima apertura all’insegna del segno più per Wall Street, in un clima particolarmente positivo che, al momento, non accenna a fermarsi. Dopo aver aggiornato i record in chiusura ieri, l’S&P 500 e il Nasdaq aprono la giornata in rialzo, rispettivamente, dello 0,16% e dello 0,11% a quota 2.751 e 7.165 punti. Ancora meglio il Dow Jones, ieri in leggera flessione, in rialzo dello 0,25% a 25.346 punti.

Vista l’assenza di dati macroeconomici particolarmente significativi, gli investitori restano in attesa della pubblicazione dell’inflazione negli Stati Uniti e dell’avvio della stagione delle trimestrali previsto per venerdì. “Fatico veramente a trovare brutte notizie al momento”, ha affermato Rob Carnell di Ing, mentre gli esperti di Goldman Sachs fanno notare che “per la prima volta dal 2010, l’economia mondiale sta battendo gran parte delle previsioni. Ci aspettiamo che questo momento di forza prosegua”.

Sul fronte valutario il dollaro continua a recuperare terreno: il Wsj Dollar Index, che confronta il biglietto verde con altre sedici valute, tratta in rialzo dello 0,19% a 86,06 punti, con il cross euro/dollaro in calo a quota 1,1928. “La Banca centrale europea sembrava comunque non essere preoccupata dal recente rafforzamento dell’euro durante la riunione di dicembre”, hanno dichiarato gli analisti di Societe Generale.

Tra i singoli titoli quotati a New York, apertura negativa per Alibaba Group (-0,8%) proiettata verso le Borse asiatiche. Il fondatore Jack Ma ha dichiarato che il colosso cinese dell’e-commerce “prenderà in seria considerazione” la quotazione a Hong Kong, soprattutto alla luce del duro colpo ricevuto di recente, quando le autorità di regolamentazione americane hanno bocciato l’acquisizione della texana MoneyGram International da parte di Ant Financial Services Group, controllata finanziaria di Alibaba.

AT&T, la seconda compagnia telefonica degli Usa, cede l’1,19% dopo aver sciolto un accordo siglato in precedenza con Huawei per la vendita di smartphone prodotti dal colosso cinese dell’elettronica, anche se non è ancora chiaro il motivo di tale azione. Secondo alcune indiscrezioni di stampa, la compagnia americana si è tirata indietro a un passo dalla firma, su pressione di alcuni membri del Senato e del Committee on Intelligence del Congresso Usa, che il 20 dicembre scorso hanno inviato una lettera alla Federal Communications Commission sottolineando i rischi per la sicurezza nazionale derivanti dai piani di espansione di Huawei.

Sotto pressione Apple, che cede lo 0,38% e rimane nel mirino di alcuni suoi investitori, che in una lettera aperta hanno chiesto alla società di prendere dei provvedimenti per aumentare il controllo sui dispositivi e studiarne gli effetti sugli utenti, chiedendo anche alla compagnia di aiutare i genitori a limitare l’uso dell’iPhone fra i più giovani. In un un comunicato stampa pubblicato ieri sera, Apple ha affermato che il suo software per dispositivi mobili giá include estesi metodi di controllo per diversi tipi di contenuti e applicazioni, aggiungendo che alcuni di questi erano già stati offerti ai consumatori fin dall’inizio del 2008.

Buona apertura, per Target Corporation (+2,44%): la catena di grandi magazzini  ha alzato le stime sui profitti del quarto trimestre fiscale citando vendite superiori alle attese nel periodo natalizio. La società ora si attende ora utile rettificato per azione tra 1,30 e 1,40 dollari, contro il precedente range tra 1,05 e 1,25 dollari. Mentre le vendite comparate, quelle dei negozi aperti da almeno un anno, dovrebbero salire del 3,4%, in linea con la crescita vista a novembre e dicembre e al di sopra delle stime degli analisti dell’1,4%.

GoPro crolla del 6,63% sulla scia delle notizie negative di ieri. La società ha previsto, infatti, un taglio di oltre il 20% della forza lavoro, l’uscita dal mercato dei droni e ha fornito un outlook deludente per il quarto trimestre fiscale, quello che comprende la cruciale stagione dello shopping natalizio. GoPro conta di ridurre il suo organico a meno di mille persone dalle attuali 1.254 e si aspetta inoltre ricavi trimestrali per 340 milioni di dollari, ben al di sotto delle stime degli analisti per 472 milioni. La ristrutturazione comporterà oneri tra i 23 e i 33 milioni di dollari, che si faranno sentire soprattutto nel primo trimestre del nuovo anno fiscale.

Infine, Under Armour cala del 2,5% dopo il downgrade di Susquehanna da neutral a negative, con prezzo obiettivo confermato a 11 dollari, più basso del 31% rispetto alla chiusura di ieri a 15,98 dollari.

(MFIU – Milano Finanza Intelligence Unit)


Data: 09/01/18 18:00:00 Type: CAL|{CALCI}|ITAANAL|MEA|{MSNANA}|{MSNBAN}|{MSNCORP}|SPA

Un’altra giornata positiva per Piazza Affari, che conferma il sentiment particolarmente positivo dei mercati sulla scia delle performance registrate nel corso del 2017, grazie ai dati macroeconomici che indicano una ripresa sempre più diffusa. Il Ftse Mib di Milano ha chiuso questa seconda seduta settimanale in rialzo dello 0,70% a 23.004 punti. Bene anche le altre borse europee, con Francoforte a +0,13%, Parigi a +0,67% e Londra a +0,45%.

“L’azionario globale è visto salire dell’8% nel 2018”, hanno affermato gli strategist di Citigroup, secondo cui “i rialzi maggiori dovrebbero avvenire sui mercati emergenti e in Europa”, sulla base della “continua forza dell’economia globale”. A consolidare, oggi, il trend rialzista di questo inizio d’anno hanno contribuito gli ottimi dati macro tedeschi, che hanno confermato il ruolo di Berlino quale traino della ripresa economica in Europa. La produzione industriale in Germania, hanno sottolineato gli esperti di Unicredit, a novembre “è balzata del 3,4% su base mensile” e “non ci possono essere dubbi sul fatto che la ripresa continui senza ostacoli all’inizio del 2018 o addirittura acceleri ulteriormente”, in attesa della pubblicazione del pil 2017 atteso per giovedì.

Mentre sul fronte nazionale, a migliorare ulteriormente l’umore degli investitori sono stati i dati sul mercato del lavoro: a novembre il tasso d’occupazione si è attestato al 58,4% (ai livelli del 2008), mentre quello di disoccupazione è sceso all’11%. Lo spread Btp/Bund ha terminato la seduta in leggero allargamento a 156,591 punti base rispetto ai 154,963 della chiusura di ieri. Secondo gli economisti di Intesa Sanpaolo, nel 2018 i bond della periferia dell’Eurozona registreranno una performance peggiore di quelli dei Paesi core in un contesto di riprezzamento dell’obbligazionario a livello globale. Gli esperti ritengono che saranno le questioni politiche italiane, con le elezioni il prossimo 4 marzo, e le emissioni di titoli di Stato, al netto del quantitative easing, i fattori a pesare sui differenziali con il Bund.

A Piazza Affari ha brillato Fineco (+4,89% a 9,34 euro), che ha beneficiato del rialzo del target price da parte di Kepler Chevreux (da 8,8 a 10 euro), sostenuto da una raccolta annuale superiore alle attese. Fineco, infatti, ha comunicato ieri di aver raccolto nel 2017 5,9 miliardi di euro (+18% rispetto al 2016), battendo le attese di 5,1 miliardi.

In luce anche Fiat (+1,99% a 18,47 euro) che ha proseguito anche oggi il suo rally dovuto, in primis, alla riforma fiscale Usa e beneficiando del giudizio di Barclays che ha alzato il prezzo obiettivo sul titolo da 18 a 21 euro e rivisto al rialzo la stima sull’utile per azione da 3,1 a 3,66 euro per il 2018. Gli investitori, inoltre, attendono il discorso del ceo Marchionne previsto per il prossimo 15 gennaio.

Seduta positiva anche per Stm (+1,86% a 19,710 euro) ha confermato la guidance per il quarto trimestre 2017 per quanto riguarda i ricavi, previsti in crescita del +10% su base trimestrale, e ha comunicato la data di pubblicazione dei risultati che sarà il prossimo 25 gennaio.

Invariata Enel a 5,325, tornata sul mercato dei capitali offrendo un green bond al 2026 con un rendimento che dovrebbe attestarsi sui 65 punti base sopra il tasso swap.

Poco mossa Brembo (+0,08% a 13,26 euro), che ha ammesso la possibile difettosità del flottante della pompa freno radiale anteriore, venduta tra il 2015 e il 2017 per alcuni modelli di motociclette con marchio Aprilia, Ducati, KTM, MV Agusta, TM Racing, Moto Morini, Horex, ma che non coinvolge i kit di ricambio. Secondo gli analisti di Equita sim la notizia, seppur negativa, avrà un impatto modesto e di natura più qualitativa che quantitativa.

In rialzo, ma comunque poco mossa, anche Atlantia (+0,22% a 27,06 euro) non particolarmente scossa dalla notizia della conferma dell’autorizzazione concessa dalla Cnmv (la Consob spagnola) per promuovere un’offerta su Abertis.

Nel comparto bancario Intesa +1,14%, Bper +1,74%, Banco Bpm +1,19%. Bene anche Unicredit (+0,67% a 16,48 euro) su cui l’agenzia di rating Moody’s ha modificato l’outlook da stabile a positivo, confermando inoltre il giudizio a lungo termine a Baa1, mentre ha chiuso in territorio negativo Mediobanca (-0,16%).

Scivola, invece, Salvatore Ferragamo (-1,87% a 22,02 euro) su cui Ubs ha tagliato il giudizio da neutral a sell, con prezzo obiettivo rivisto al ribasso da 22 a 19 euro. Gli analisti hanno citato i timori in merito al fatto che la ripresa “like-for-like” (a parità di condizioni) nel 2018 possa deludere, abbassando le previsioni sull’ebitda 2018 a 240 milioni di euro, del 10% più basso rispetto al consenso.

Fuori dal listino principale in luce Fincantieri (+3,88% a 1,473 euro), che continua a correre in virtù dell’ultima commessa vinta dalla controllata Vard e dell’impostazione tecnica positiva del titolo, e B.Cucinelli (+1,23% a 28,9 euro) grazie alle vendite preliminari 2017 pubblicate ieri a mercati chiusi.

Infine, sul segmento Aim First Capital (+6,06% a 10,50 euro) ha festeggiato la plusvalenza di 6,2 milioni di euro realizzata con la cessione della quota detenuta dal 2010 in Cembre, uno dei più rilevanti capital gain dall’inizio della propria attività.

(MFIU – Milano Finanza Intelligence Unit)