Strategia Euro/Yen

Data: 08/11/17 06:15:00 Type: NANSC

Nella giornata di martedì il cambio euro/yen si è scontrato con quota 132,40 e ha subito una rapida correzione, con le quotazioni che sono scese in area 131,85-131,80. La situazione tecnica di breve periodo rimane pertanto contrastata: prima di poter iniziare una risalita di una certa consistenza sarà pertanto necessaria un’adeguata fase laterale di riaccumulazione. Da un punto di vista grafico, infatti solo il cedimento di quota 131,45 potrebbe fornire un segnale ribassista, con target teorici a 131,10-131,05 prima e attorno a 132,75-132,70 successivamente. Un segnale di forza arriverà soltanto con il ritorno sopra 133,50. (riproduzione riservata)
Gianluca Defendi

 

(MFIU – Milano Finanza Intelligence Unit)


Strategia Euro/dollaro

Data: 08/11/17 07:10:00 Type: NANSC|MFTGED

Nella giornata di martedì il cambio euro/dollaro ha subito una nuova flessione ed è sceso fino a quota 1,1555. La struttura tecnica rimane pertanto precaria, con i vari indicatori direzionali che si trovano ancora in posizione short. Solo il forte ipervenduto di breve termine può impedire un ulteriore cedimento (che avrà un primo target a 1,1530 e un secondo obiettivo in area 1,1510-1,1505) e favorire una pausa di consolidamento. Un segnale di tenuta arriverà soltanto con il ritorno sopra 1,17. Un rimbalzo dovrà comunque affrontare un duro ostacolo in area 1,1735-1,1750. Prima di poter iniziare un movimento rialzista di una certa consistenza sarà pertanto necessaria un’adeguata fase laterale di riaccumulazione. (Gianluca Defendi)

(MFIU – Milano Finanza Intelligence Unit)


Strategia Dax future

Data: 08/11/17 07:45:00 Type: MFANAHP|SPA

Nella seduta di martedì il Dax future (scadenza settembre 2017) è salito fino ad un picco di 13.533 punti prima di accusare una brusca e improvvisa correzione che ha riportato i prezzi in area 13.360-13.350 punti. Il quadro tecnico rimane costruttivo ma il forte ipercomprato di breve termine può impedire un ulteriore balzo in avanti e innescare una fisiologica pausa di consolidamento. Un’ulteriore correzione troverà invece un primo sostegno in area 13.250-13.235 punti e un secondo supporto a quota 13.050-13.040. Soltanto una discesa sotto 12.900 potrebbe provocare un’inversione ribassista di tendenza.

Anche l’Eurostoxx50 future (scadenza settembre 2017) ha subito una veloce correzione, con i prezzi che sono scesi fino a quota 3.645-3.643 punti. La struttura tecnica di breve termine rimane costruttiva ma, da un punto di vista grafico, soltanto il breakout di quota 3.700 potrebbe fornire un nuovo segnale rialzista, con un primo target a quota 3.715-3.717 e un secondo obiettivo a 3.725-3.727 punti. Un’ulteriore correzione troverà invece un valido sostegno in area 3.620-3.615 punti. (riproduzione riservata)

Gianluca Defendi

 

(MFIU – Milano Finanza Intelligence Unit)


Strategia Ftse Mib future

Data: 08/11/17 08:45:00 Type: CHF

È stata una giornata contrastata sul mercato azionario italiano che ha tentato un nuovo allungo e si è portato a ridosso di una solida area di resistenza. Il Ftse Mib future (scadenza dicembre 2017), dopo un’apertura a 23.030, è salito fino a quota 23.090 punti prima di accusare una rapida correzione che ha spinto i prezzi in area 22.980-22.960. Da questa zona è poi iniziato un importante recupero che ha spinto il derivato a ridosso di 23.100. La struttura tecnica di breve termine rimane costruttiva ma, da un punto di vista grafico, solo il breakout di 23.100 potrebbe fornire un nuovo segnale rialzista (con target teorici a 21.160-23.170 prima e attorno a 23.230-23.250 in un secondo momento). Un’eventuale correzione troverà invece un primo sostegno a ridosso di 22.850 e un secondo supporto in area 22.750-22.730. Pericolosa soltanto una discesa sotto 22.660. Strategia operativa intraday. Short su rimbalzo verso 23.040 con target a 22.940 prima, a quota 22.890-22.880 poi e in area 22.800-22.780 successivamente. Stop a 23.100. (riproduzione riservata)

(MFIU – Milano Finanza Intelligence Unit)


Strategia Dollaro/Yen

Data: 08/11/17 10:00:00 Type: NANSC

Nella giornata di martedì il cambio dollaro/yen ha tentato un recupero ma non è riuscito a superare quota 114,35. La situazione tecnica rimane pertanto contrastata: da un punto di vista grafico, infatti, un nuovo segnale rialzista arriverà soltanto con il breakout di 114,75, con un primo target a quota 115 e un secondo obiettivo in area 115,20-115,25. Un’eventuale correzione troverà invece un primo supporto a ridosso di quota 113. Pericolosa una discesa sotto 112,90 in quanto potrebbe innescare un’ulteriore flessione verso 112,60-112,55 prima e attorno a 112,35-112,30 in un secondo momento. Soltanto la rottura del sostegno posto in area 111,65-111,50 potrebbe provocare un’inversione ribassista di tendenza. (riproduzione riservata)
Gianluca Defendi

(MFIU – Milano Finanza Intelligence Unit)


Strategia FtseMib future intraday

Data: 08/11/17 10:25:00 Type: CHF

Mattinata negativa sul mercato azionario italiano che accusa una rapida correzione, alimentata dalla marcata debolezza del comparto bancario, e si porta a ridosso di un’importante area di supporto. Il Ftse Mib future (scadenza dicembre 2017), dopo un’apertura a quota 22.960, ha fatto registrare un picco intraday a 22.980 punto prima di subire una rapida flessione che si è arrestata a 22.760 punti. La struttura tecnica di breve termine rimane costruttiva ma, da un punto di vista grafico, soltanto il breakout di 23.100 potrebbe fornire un nuovo segnale rialzista. Pericolosa invece una discesa sotto 22.660 in quanto potrebbe innescare un’ulteriore flessione verso il successivo supporto grafico situato in area 22.470-22.450 punti. Strategie operative intraday. Nessuno dei titoli proposti in tabella ha fatto scattare il relativo segnale operativo. (riproduzione riservata)

(MFIU – Milano Finanza Intelligence Unit)


Data: 08/11/17 12:00:00 Type: CAL|EPS|WORANAL|WORVALUT|{MSNANA}|{MSNMECO}|SPA

“L’insieme dei mercati emergenti è al momento in una ottima situazione e abbiamo registrato buoni rendimenti del debito in valuta locale e forte”, ha affermato Paul McNamara, direttore degli investimenti per le strategie emerging markets di GAM, “con la prima leggermente più performante dell’ultima poiché più esposta ai movimenti dei rendimenti dei Treasury statunitensi. Visto che sia il 2016 che il 2017 (a oggi) sono stati un periodo proficuo, è naturale chiedersi quanto a lungo possa durare questo momento positivo”.

Il manager ha fatto tuttavia notare che, in questo senso, il debito dei mercati emergenti in valuta locale è sia una storia di crescita sia una storia strettamente legata alla crescita e al dollaro statunitense, e nessuno di questi due elementi è al momento motivo di preoccupazione. Anzi, il contesto della crescita globale è al di fuori dell’ordinario, visti il sentiment europeo ai livelli più alti dal 2007, il sondaggio Ifo che mostra valori mai visti prima e la fiducia dei consumatori statunitensi ai massimi dal 2003. “I dati macro sono piuttosto impressionanti a livello trasversale, giustificando questi indicatori da bull market”.

L’esperto ha evidenziato che la crescita del credito si è stabilizzata e, nonostante si mantenga molto bassa, l’impulso sta migliorando. Come conseguenza, i tassi di crescita dei mercati emergenti sembrano indirizzati nuovamente verso i livelli del 4% circa (dal 2%), supportati dal solido slancio riscontrato nel mondo sviluppato.

“L’effetto del dollaro sulla storia del debito dei mercati emergenti in valuta locale non si sta comportando in maniera troppo lineare”, ha spiegato McNamara, “dal momento in cui la tradizionale correlazione sembra essersi in qualche modo persa quest’anno. Normalmente, a fronte di una svalutazione del dollaro pari all’1% rispetto alle principali valute, perde l’1,4% rispetto alle valute dei mercati emergenti. Ciò non si è verificato nel corso della prima metà del 2017 e tuttavia abbiamo assistito al previsto dietrofront dei mercati emergenti a seguito dell’accelerazione del dollaro avvenuta tra settembre e ottobre. Ne segue che un periodo prolungato di dollaro forte vada considerato come un rischio, in particolare se la Fed assumerà una posizione più restrittiva. La logica di fondo rimane tuttavia quella secondo cui le performance degli asset Emergenti dovrebbero continuare a essere positive fintantoché la crescita globale si mantiene solida”.

Con i movimenti valutari che influiscono in maniera sostanziale sui rendimenti, secondo l’esperto è importante tenere a mente che le valute sono particolarmente vulnerabili ai deficit della bilancia dei pagamenti. “L’abbiamo visto nel 2008, quando le esportazioni dei mercati emergenti verso i Paesi sviluppati sono crollate a seguito della crisi finanziaria globale, e di nuovo nel 2013 quando il precedente boom del credito dei mercati emergenti ha spinto le importazioni”. Nell’ultimo esempio, il collasso dei prezzi degli asset dei mercati emergenti non era assolutamente legato al taper tantrum, anche se viene ancora citato come il fattore primario. Il manager di GAM ha puntualizzato che, allo stato attuale, le economie dei mercati emergenti presentano un surplus commerciale di circa 8 miliardi al mese, e questo non dipende in maniera particolare dal prezzo delle materie prime. “Di conseguenza, la combinazione di una forte crescita nel mondo sviluppato e di surplus commerciali dei mercati emergenti ci rende tranquilli rispetto all’esposizione verso il debito dei mercati emergenti. Crediamo, inoltre, che questo rally possa continuare ancora per un po’ in assenza di eventi che possano portare a un contesto di risk-off su scala globale”, ha concluso.

(MFIU – Milano Finanza Intelligence Unit)


Data: 08/11/17 16:05:00 Type: CAL|MEA|WORANAL|{MSNANA}|SPA

Aprono in leggero calo i principali indici borsistici statunitensi, con il Dow Jones che cede lo 0,08%, l’S&P 500 lo 0,11% e il Nasdaq lo
0,04% in una giornata in cui l’attenzione degli investitori è concentrata principalmente sulla stagione delle trimestrali (è prevista per oggi la pubblicazione dei conti di Humana e Twenty-First Century Fox) e sulla riforma fiscale americana. Sul comparto obbligazionario, i benchmark decennale e trentennale cedono 2/32 rendendo rispettivamente il 2,31% e il 2,77%.

Secondo Jonathan Mackay, strategist di Schroeders, un anno dopo l’insediamento di Donald Trump alla Casa Bianca gli operatori hanno ormai realizzato che il piano di riduzione della pressione fiscale sarà differente da quanto inizialmente previsto. “Ci sono buone probabilità di riuscita della riforma, ma sarà diversa da quella presentata dai Repubblicani fino a ora”, ha commentato lo strategist. Mentre secondo Nathan Sheets, capo economista di Pgim, “La modifica della normativa dovrebbe far aumentare la crescita degli Stati Uniti nel corso del prossimo anno, anche se tuttora non si riesce a capire se ciò riuscirà a far aumentare gli investimenti delle imprese. Si tratta di un esperimento coraggioso”.

Piuttosto scarna l’agenda degli appuntamenti di oggi per i dati macroeconomici, in cui l’unica lettura rilevante è data dal valore delle scorte settimanali Eia dei prodotti petroliferi (la cui pubblicazione è prevista attorno 16,30). La lettura più attesa rimane quella prevista per venerdi, riguardante la fiducia delle famiglie a novembre rilevata dall’Università del Michigan, prevista in ulteriore rialzo a 104 punti rispetto al precedente valore di 100,7. In una giornata povera di dati macroeconomici “vale la pena tenere d’occhio l’andamento del petrolio, che è calato durante la notte” hanno commentato gli strategist di Ig. L’andamento dell’oro nero è stato infatti influenzato da diversi fattori, tra i quali le tensioni politiche in Arabia Saudita. Inoltre, gli esperti hanno precisato che “durante la riunione informale dell’Opec, è stato rivista al rialzo la domanda mondiale di greggio, dando supporto ai prezzi”.

Tra i singoli titoli da tenere d’occhio, apertura pessima per Snap (-10,98%) che sta ridisegnando la sua applicazione Snapchat nel tentativo di raggiungere un pubblico più ampio, dopo che gli analisti sono rimasti delusi dalla crescita trimestrale degli utenti.

Apertura in rialzo per Marriott International (+1,4%), che ha rivisto al rialzo la sua previsione di utile annuale per la terza volta quest’anno e ha anche alzato la parte bassa della forchetta di previsione dei ricavi legata alle stanze disponibili, grazie alla robusta domanda della clientela business.

In lieve calo Twitter (-0,05%) dopo aver annunciato che aumenterà da 140 a 280 i caratteri dei suoi tweet in tutto il mondo.

Viacom – Paramount Pictures, unità di Viacom, cede lo 0,66% dopo aver annunciato che il progetto della cinese Huahua Media di investire un miliardo di dollari (863 milioni di euro) nel gruppo per contribuire al finanziamento delle sue produzioni è stato abbandanto a causa delle modifiche della legislazione cinese sugli investimenti all’estero.

Balzo per Take Two – Interactive (+11,28%) che ha alzato le sue previsioni di ricavi annuali, oltre ad aver registrato vendite trimestrali superiori alle attese grazie al successo dell’ultima versione dei suoi videogiochi “NBA 2K18” e “Grand Theft Auto V”.

Crolla invece Lendingclub (-17,03%) in seguito all’annuncio da parte della società di una perdita più forte delle attese e ricavi inferiori ale previsioni nel quarto trimestre. Nel pre-market il titolo ha perso il 18,7%.

(MFIU – Milano Finanza Intelligence Unit)