Strategia Euro/Yen

Data: 08/01/18 06:00:00 Type: NANSC

Nella giornata di venerdì il cambio euro/yen ha compiuto un veloce balzo in avanti ed è salito fino a quota 136,65. La struttura grafica di breve termine rimane ancora costruttiva, con i vari indicatori direzionali che si trovano ancora in posizione long. Prima di un ulteriore balzo in avanti, che avrà un primo target in area 136,90-136,95, è comunque probabile una fase laterale di consolidamento al di sopra di quota 135,50-135,40. Solo una discesa sotto 134,50 potrebbe provocare un’inversione ribassista di tendenza. (riproduzione riservata)
Gianluca Defendi

(MFIU – Milano Finanza Intelligence Unit)


Strategia Dollaro/Yen

Data: 08/01/18 06:50:00 Type: NANSC

Nella giornata di venerdì il cambio dollaro/yen ha compiuto un veloce recupero e si è portato a ridosso di 113,30. Nonostante questo rimbalzo la situazione tecnica di breve termine rimane ancora contrastata: prima di poter iniziare una risalita di una certa consistenza sarà pertanto necessaria un’adeguata fase laterale di riaccumulazione. Un ulteriore recupero dovrà affrontare un duro ostacolo in area 113,55-113,60. Una chiara dimostrazione di forza arriverà solo con il breakout di 113,75. Da un punto di vista grafico, tuttavia, soltanto una discesa sotto quota 112 potrebbe provocare un’inversione ribassista di tendenza. (riproduzione riservata)
Gianluca Defendi

(MFIU – Milano Finanza Intelligence Unit)


Strategia Euro/dollaro

Data: 08/01/18 07:00:00 Type: NANSC|MFTGED

Nella giornata di venerdì il cambio euro/dollaro è stato respinto da quota 1,2085 e ha subito un veloce correzione, con le quotazioni che sono scese fino a 1,2025. La situazione tecnica di breve termine rimane ancora costruttiva, con i vari indicatori direzionali che si trovano anche in posizione long. Da un punto di vista grafico, tuttavia, solo il breakout di 1,2090 potrebbe fornire un nuovo segnale rialzista, con target teorici a 1,2120 prima e in area 1,2140-1,2145 in un secondo momento. Il ritorno sotto 1,20 potrebbe invece innescare una rapida correzione verso il sostegno situato a ridosso di 1,1940. Difficile per adesso ipotizzare un’inversione ribassista di tendenza. (Gianluca Defendi)

(MFIU – Milano Finanza Intelligence Unit)


Strategia Dax future

Data: 08/01/18 07:45:00 Type: MFANAHP|SPA

Nella seduta di venerdì il Dax future (scadenza marzo 2018) ha compiuto un veloce spunto rialzista e si è portato a ridosso di quota 13.340. La situazione tecnica di breve termine sta quindi migliorando, con diversi indicatori che registrano un rafforzamento della pressione rialzista. Prima di un ulteriore allungo (che avrà un primo target in area 13.385-13.400 punti) è comunque probabile una fase laterale di consolidamento al di sopra del sostegno posto a 13.200-13.190 punti.

Anche l’Eurostoxx50 future (scadenza marzo 2018) ha compiuto un veloce balzo in avanti ed è salito verso la solida barriera grafica posta in area 3.600-3.603 punti. Il quadro tecnico di breve periodo sta quindi migliorando anche se, prima di poter tentare un ulteriore allungo (che avrà una prima proiezione teorica a ridosso di quota 3.650), è probabile una pausa di consolidamento sopra di 3.570 punti. (riproduzione riservata)

Gianluca Defendi

(MFIU – Milano Finanza Intelligence Unit)


Strategia Ftse Mib future

Data: 08/01/18 08:15:00 Type: CHF

È stata una seduta positiva sul mercato azionario italiano che ha compiuto un nuovo allungo e si è portato a ridosso di una solida area di resistenza. Il Ftse Mib future (scadenza marzo 2018), dopo un’apertura a 21.455 punti, si è appoggiato a quota 21.440 prima di allungare con una certa decisione verso 22.600 prima e attorno a 22.690 successivamente. Nonostante questo rialzo la situazione tecnica di breve termine rimane ancora contrastata: un ulteriore allungo dovrà infatti affrontare un duro ostacolo in area 22.750-22.760 punti. Prima di poter iniziare una risalita di una certa consistenza sarà pertanto necessaria un’adeguata fase laterale di riaccumulazione. Importante, sotto questo punto di vista, la tenuta dei supporti situati a 22.550-22.540 prima e in area 22.470-22.450 in un secondo momento. Strategia operativa intraday.Short su allungo verso 22.750-22.760 con target a 22.660-22.650 prima, in area 22.560-22.550 e attorno a 22.480 successivamente. Stop a 22.820. (riproduzione riservata)

(MFIU – Milano Finanza Intelligence Unit)


Strategia FtseMib future intraday

Data: 08/01/18 10:10:00 Type: CHF

Mattinata contrastata sul mercato azionario italiano che, dopo il veloce spunto rialzista delle ultime sedute, consolida attorno alla parità senza fornire particolari spunti operativi. Il Ftse Mib future (scadenza marzo 2018), dopo un’apertura a quota 22.780, è salito fino ad un massimo intraday a 22.820 punti prima di accusare una rapida correzione che ha spinto i prezzi fino a 22.620. La situazione tecnica di breve termine rimane ancora contrastata: prima di poter iniziare una risalita di una certa consistenza sarà pertanto necessaria un’adeguata fase laterale di riaccumulazione. Importante, sotto questo punto di vista, la tenuta dei supporti grafici situati a 22.550-22.540 prima e in area 22.470-22.450 in un secondo momento. Strategie operative intraday. Tra i titoli proposti in tabella è scattato solo il segnale short su Buzzi Unicem. (riproduzione riservata)

(MFIU – Milano Finanza Intelligence Unit)


Data: 08/01/18 15:45:00 Type: CAL|{CALCE}|MEA|WORANAL|{MSNANA}|{MSNCORP}|SPA

Avvio debole per i listini statunitensi dopo il rally che ha caratterizzato la prima settimana del 2018 e, in generale, tutto il 2017. L’indice Dow Jones apre infatti in calo dello 0,13% a 25.262 punti, l’S&P500 cede lo 0,12% a 2.739 punti mentre rimane sulla parità il Nasdaq a 7.134 punti (-0,04%). L’aumento delle aspettative di inflazione decennali, ampiamente sopra il 2%, livelli massimi dai mesi successivi all’elezione di Donald Trump, è stato uno dei fattori alla base della performance brillante dei listini. “Si tratta probabilmente”, hanno spiegato gli strategist di Mps Capital Services, “dell’impatto dell’approvazione della riforma fiscale, cui si accompagna anche un incremento del tasso di approvazione dell’operato del presidente, ritornato sopra il 40%”.

Inoltre, a spronare la propensione al rischio sui mercati, secondo gli strategist di Ig, “sono stati i dati macro, soprattutto gli indici Pmi, che hanno mostrato a dicembre ancora una progressione dell’attività economica in diverse aree. La crescita continua a guadagnare forza in maniera sincronizzata a livello mondiale, un aspetto che apre a una revisione dei dati sul Pil nei prossimi mesi”. Per gli esperti “i mercati hanno beneficiato anche di un clima geopolitico piú disteso, dopo che il leader nordcoreano Kim Jong-un ha fatto sapere di voler incontrare gli esponenti della Corea del Sud” domani. Tuttavia a gennaio, a detta degli strategist, potrebbe verificarsi una correzione dopo i forti guadagni recenti dei principali listini statunitensi, sebbene l’outlook per il 2018 rimanga ampiamente positivo sottolineando che erano circa 10 anni che non si registravano risultati così buoni nella prima settimana di gennaio.

Secondo gli esperti, infatti, lo spostamento degli operatori verso asset più rischiosi riflette certamente il miglioramento del ciclo economico, ma potrebbe anche essere un risultato di breve periodo dovuto alle aspettative degli investitori sugli effetti della riforma fiscale approvata dall’amministrazione Trump prima delle festività natalizie.

Sul fronte macroeconomico, nessun appuntamento di rilievo previsto per oggi. Craig Erlam, Senior Market Analyst di Oanda, ha fatto notare che i dati più importanti arriveranno venerdì, con la pubblicazione delle vendite al dettaglio e l’inflazione negli Usa a dicembre. Lo stesso giorno inizierà anche la stagione delle trimestrali Usa, che per l’analista “sarà un aspetto chiave per gli investitori nelle prossime settimane”.

Tra i singoli titoli quotati a New York, il colosso farmaceutico statunitense Pfizer cede lo 0,65% dopo aver deciso rinunciare agli investimenti per la ricerca di nuovi farmaci per il trattamento delle malattie degenerative come Alzheimer e Parkinson. La società, che intende licenziare 300 ricercatori nel settore delle neuroscienze ad Andover e Cambridge, nello Stato del Massachusetts, e a Groton, in Connecticut, ha spiegato che i fondi finora indirizzati per lo studio di queste patologie verranno destinati ad altri programmi di ricerca, precisando comunque che non rinuncerà alla lotta contro le malattie neurodegenerative.

Nvidia avanza invece del 3,71% in seguito all’annuncio della partnership con i due colossi del settore auto Volkswagen e Uber per la realizzazione di funzionalità di intelligenza artificiale, ma anche con Aurora che sviluppa sistemi di auto a guida autonoma, con il provider digitale cinese Baidu e con la casa automobilistica ZF.

Mentre Amazon e Caterpillar festeggiano le promozioni: il primo titolo dell’1,73% dopo che gli analisti di Credit Suisse hanno alzato il prezzo obiettivo di 25 dollari a 1.410 dollari, mentre il secondo avanza dello 0,83% dopo che JP Morgan che ha alzato la raccomandazione da neutral a overweight.

Celgene (-0,29%), società biofarmaceutica americana, ha siglato un deal per acquisire Impact Biomedicines, compagnia specializzata nelle tecnologie per la cura delle malattie del sangue, per 7 miliardi di dollari. Celgene pagherà in anticipo 1,1 miliardi di dollari e nel caso in cui Impact riuscisse a raggiungere alcuni target di approvazione regolatoria, metterà sul tavolo altri 1,4 miliardi di dollari. Inoltre, se le vendite nette globali dovessero superare i 5 miliardi di dollari, potrebbe arrivare un’altra somma di 4,5 miliardi.

(MFIU – Milano Finanza Intelligence Unit)