Strategia Dollaro/Yen

Data: 07/02/18 06:05:00 Type: NANSC

Nella giornata di martedì il cambio dollaro/yen è sceso in area 108,50-108,45 prima di iniziare un veloce recupero che ha spinto le quotazioni fino a 109,65. La situazione tecnica appare contrastata: prima di poter iniziare una risalita di una consistenza sarà pertanto necessaria una fase laterale di riaccumulazione. Una prima dimostrazione di forza arriverà soltanto con il superamento di quota 110,50, con un primo target in area 111,10-111,20. Un nuovo segnale ribassista arriverà invece con una discesa sotto 108,40. (riproduzione riservata)
Gianluca Defendi

(MFIU – Milano Finanza Intelligence Unit)

 

Strategia Euro/Yen

Data: 07/02/18 06:15:00 Type: NANSC

Nella giornata di martedì il cambio euro/yen è sceso fino a quota 134 prima di iniziare un veloce recupero intraday che ha spinto le quotazioni in area 135,75-135,80. La struttura tecnica di breve termine appare contrastata: un nuovo allungo dovrà affrontare un primo ostacolo a ridosso di 136,30 e una seconda barriera attorno a quota 136,85-137. Pericolosa invece una discesa sotto quota 134 in quanto può innescare un’ulteriore correzione verso il successivo supporto grafico situato in area 133,30-133,20. (riproduzione riservata)
Gianluca Defendi

(MFIU – Milano Finanza Intelligence Unit)

 

Strategia Euro/dollaro

Data: 07/02/18 06:50:00 Type: NANSC|MFTGED

Nella giornata di martedì il cambio euro/dollaro è sceso in area 1,2315-1,2310 prima di rimbalzare verso 1,2380. La situazione tecnica rimane costruttiva ma, da un punto di vista grafico, soltanto il breakout della barriera posta a 1,2520-1,2535 potrebbe fornire un nuovo segnale rialzista, con un primo target in area 1,2580-1,2590. Difficile per adesso ipotizzare un’inversione ribassista di tendenza. Un’eventuale correzione può spingere le quotazioni verso 1,2270-1,2260 prima e in area 1,2225-1,2215 successivamente. (Gianluca Defendi)

(MFIU – Milano Finanza Intelligence Unit)

 

Strategia Dax future

Data: 07/02/18 07:45:00 Type: MFANAHP|SPA

Nella seduta di martedì il Dax future (scadenza marzo 2018) è sceso fino ad un minimo di 12.070 punti prima di iniziare un veloce recupero intraday, con i prezzi che sono rimbalzati oltre quota 12.600. La situazione tecnica rimane precaria (gli indicatori direzionali si trovano infatti in posizione short) anche se il forte ipervenduto di breve termine può impedire un ulteriore cedimento e favorire una fase laterale di consolidamento. Un ulteriore recupero troverà un primo ostacolo a quota 12.750 e una seconda barriera in area 12.850-12.900 punti. Anche l’Eurostoxx50 future (scadenza marzo 2018) ha compiuto un veloce recupero intraday e si è portato a ridosso di quota 3.470. Il quadro tecnico rimane precario: da un punto di vista grafico, infatti, un segnale di tenuta arriverà soltanto con il ritorno sopra i 3.505 punti. (riproduzione riservata)

(MFIU – Milano Finanza Intelligence Unit)

 

Strategia Ftse Mib future

Data: 07/02/18 08:30:00 Type: CHF

È stata una seduta negativa sul mercato azionario italiano che ha subito un’ulteriore flessione alimentata, in particolare, dalla marcata debolezza del comparto industriale. Il Ftse Mib future (scadenza marzo 2018), dopo un’apertura in ampio gap-down a 22.105 punti, è sceso fino ad un minimo intraday a quota 21.910 prima di iniziare un veloce recupero che si è arrestato a 22.630 punti. La situazione tecnica rimane precaria, con diversi indicatori che registrano un chiaro rafforzamento della pressione ribassista. Il forte ipervenduto di breve termine può comunque impedire un ulteriore cedimento e favorire una fase laterale di consolidamento. Prima di poter iniziare una risalita di una certa consistenza sarà comunque necessaria un’adeguata fase laterale di riaccumulazione. Un rimbalzo dovrà comunque affrontare un primo ostacolo a quota 22.850 e una seconda barriera attorno a 22.950-22.970 punti. Strategia operativa intraday. Short su rimbalzo verso 22.880 con target a 22.760 prima, a quota 22.660 poi e attorno a 22.570-22.550 successivamente. Stop a 23.010. (riproduzione riservata)

(MFIU – Milano Finanza Intelligence Unit)

 

Strategia FtseMib future intraday

Data: 07/02/18 10:15:00 Type: CHF

Mattinata nervosa sul mercato azionario italiano che, dopo la brusca flessione delle ultime sedute, non riesce a rimbalzare con decisione, indebolito dall’incerto comportamento del comparto bancario. Il Ftse Mib future (scadenza marzo 2018), dopo un’apertura in ampio a 22.570 punti, non è riuscito a superare quota 22.600 e ha accusato una veloce correzione intraday, con i prezzi che sono scesi verso i 22.400 punti. La situazione tecnica rimane pertanto precaria anche se il forte ipervenduto di breve termine può impedire un ulteriore cedimento e favorire una fase laterale di consolidamento. Prima di poter iniziare una risalita di una certa consistenza sarà comunque necessaria un’adeguata fase laterale di riaccumulazione. Un rimbalzo dovrà comunque affrontare un primo ostacolo a quota 22.850 e una seconda barriera attorno a 22.950-22.970 punti. Strategie operative intraday. Nessuno dei titoli proposti in tabella ha fatto scattare il relativo segnale operativo. (riproduzione riservata)

(MFIU – Milano Finanza Intelligence Unit)

 

Data: 07/02/18 15:45:00 Type: CAL|{CALCE}|MEA|WORANAL|{MSNANA}|SPA

Partenza a due velocità per Wall Street, all’indomani del rimbalzo che ha seguito il cosiddetto “lunedì nero” delle borse americane. L’indice Dow Jones avanza in avvio dello 0,27% a 24.980 punti, mentre l’S&P500 guadagna lo 0,36% a 2.703 punti. Sotto la parità il Nasdaq, che cede lo 0,13% a 7.106 punti.

Il recente “flash crash” non preoccupa il presidente della Federal Reserve di Dallas, Robert Kaplan, secondo il quale “alcune correzioni di mercato sono salutari, e non hanno implicazioni sulle condizioni finanziarie”. Secondo il banchiere centrale, infatti, “un po’ di volatilità sui mercati può essere una cosa positiva” e non è in grado di influenzare la salute dell’economia in generale. Il numero uno della Fed di Dallas ha aggiunto che l’aumento dei salari non implicherà automaticamente una crescita dell’inflazione. Proprio la pressione inflativa è uno dei principali timori della borsa americana, visto che potrebbe spingere l’Istituto centrale ad aumentare il numero di rialzi nel 2018.

E in merito alla dinamica dei prezzi al consumo, Nadège Dufossé, Cfa, Head of Asset Allocation di Candriam Investors Group, ha spiegato che “Il vero motivo alla base del crollo improvviso del mercato azionario americano di lunedì è stato un sell-off tecnico, non una paura legata all’inflazione, come dimostrato dal calo dei rendimenti obbligazionari durante il sell-off azionario”. Per il prossimo biennio, Candriam prevede tre scenari: col 60% di probabilità, il mercato obbligazionario statunitense si renderà conto che non è in arrivo alcuna recessione e si adatterà rapidamente al percorso previsto dalla Fed di tre rialzi dei tassi per quest’anno e di altri tre nel 2019; con una probabilità del 15%, invece, si verificherà un boom degli investimenti e una ripresa della produttività, grazie agli effetti della riforma fiscale che indurrà le imprese a investire di più in modo stabile con un forte aumento della produttività. In questo contesto, l’inflazione rimarrà contenuta e la Fed si atterrà al suo piano, i mercati azionari continueranno a crescere, sostenuti dagli incrementi degli utili, e l’incremento dei tassi a lungo termine non provocheranno un rallentamento dell’economia; infine, con il 25% di probabilità, i mercati cominceranno a temere un’impennata dell’inflazione e i tassi di interesse di lungo termine aumenteranno in maniera significativa, causando un calo nel mercato azionario.

Sul fronte macroeconomico si segnala la crescita della richiesta settimanale di mutui negli Stati Uniti. Nella settimana al 2 febbraio, l’indice che misura il volume delle richieste si è attestato a 416,3 punti, in rialzo dello 0,7% rispetto ai 413,4 punti della settimana precedente.

Inoltre, le scorte settimanali di greggio Usa sono risultate pari a 420,254 milioni di barili, in aumento di 1,895 milioni di barili rispetto alla settimana precedente ma inferiore al consenso che prevedeva un aumento di 2,5 milioni. Le scorte settimanali di benzina sono invece risultate pari a 245,474 milioni di barili, 3,414 milioni in più rispetto alla scorsa settimana e decisamente superiori alle attese del consenso (+0,7 milioni).

Nel frattempo prosegue la stagione delle trimestrali. A mercati chiusi saranno pubblicati i risultati di 21st Century Fox e Tesla Motors, che in attesa dei conti aprono rispettivamente a +0,36% e +2,06%. Mentre Snap vola a +29,67% nonostante nel quarto trimestre abbia raddoppiato la propria perdita a 350 milioni di dollari rispetto ai 169 milioni dello stesso periodo dello scorso anno, ma comunque in maniera inferiore rispetto alle attese di Factset che prevedeva invece un rosso di 409 milioni. Meglio delle attese anche i ricavi, cresciuti del 72% rispetto a un anno fa a 285,7 milioni di dollari. Nel periodo, Snap ha anche aggiunto 8,9 milioni di utenti giornalieri, pari al 5% in più rispetto al terzo trimestre, che ha portato il numero complessivo a 187 milioni. Si è trattato della crescita più rilevante di utenti dal terzo trimestre 2016, quando la società non era ancora quotata in borsa.

Bene nel settore dei social media anche Twitter (+3,09%), grazie alla revisione al rialzo di target price da parte di Deutsche Bank, che ritiene che la società stia facendo progressi per quanto riguarda la crescita degli utenti e il rilancio della raccolta pubblicitaria.

Poco sotto la parità Walt Disney (-0,08%), che grazie agli effetti della riforma fiscale ha registrato, nei tre mesi al 30 dicembre 2017 che per la società corrispondono al primo trimestre fiscale, un utile netto di 4,4 miliardi di dollari, con un rialzo del 78% rispetto allo stesso periodo del 2016.

Infine, Gilead avanza dell’1,79% nonostante il dimezzamento delle vendite dei farmaci chiave contro l’epatite C. Sul titolo non pesa il giudizio di Morgan Stanley, che ha rivisto al ribasso il prezzo obiettivo da 87 a 84 dollari.

(MFIU – Milano Finanza Intelligence Unit)