Strategia Euro/Yen

Data: 06/11/17 06:05:00 Type: NANSC

Nella giornata di venerdì il cambio euro/yen ha subito una rapida correzione ed è sceso verso 132,30. La situazione tecnica di breve periodo rimane ancora contrastata: prima di poter iniziare una risalita di una certa consistenza sarà pertanto necessaria un’adeguata fase laterale di riaccumulazione. Da un punto di vista grafico, infatti solo una discesa sotto 131,45 potrebbe fornire un segnale ribassista e innescare una rapida flessione verso 131,10-131,05 prima e attorno a 132,75-132,70 successivamente. Un recupero dovrà invece affrontare un primo ostacolo a ridosso di 133,50. (riproduzione riservata)
Gianluca Defendi

(MFIU – Milano Finanza Intelligence Unit)


Strategia Dollaro/Yen

Data: 06/11/17 06:15:00 Type: NANSC

Nella giornata di venerdì il cambio dollaro/yen ha compiuto un veloce balzo in avanti e si è portato ridosso della barriera posta in area 114,45-144,50. La situazione tecnica rimane è migliorata: da un punto di vista grafico, tuttavia, un nuovo segnale rialzista arriverà soltanto con il breakout di 114,50, con un primo target a 114,90 e un secondo obiettivo in area 115,20-115,25. Pericolosa invece una discesa sotto 112,90 in quanto può innescare una rapida correzione verso 112,60-112,55 prima e attorno a 112,35-112,30 in un secondo momento. Soltanto la rottura del supporto statico posto in area 111,65-111,50 potrebbe provocare un’inversione ribassista di tendenza.  (riproduzione riservata)
Gianluca Defendi

(MFIU – Milano Finanza Intelligence Unit)


Strategia Euro/dollaro

Data: 06/11/17 06:30:00 Type: NANSC|MFTGED

Nella giornata di venerdì il cambio euro/dollaro ha subito una rapida correzione e si è portato a ridosso del sostegno posto a quota 1,16. La struttura tecnica rimane pertanto precaria, con i vari indicatori direzionali che si trovano ancora in posizione short. La rottura di 1,16 fornirà pertanto un nuovo segnale ribassista con target teorici a 1,1575 prima, in area 1,1550-1,1545 poi e attorno a 1,1525-1,1520 successivamente. Un primo segnale di tenuta arriverà solo con il ritorno sopra 1,17. Un rimbalzo dovrà comunque affrontare un duro ostacolo in area 1,1735-1,1750. Prima di poter iniziare un movimento rialzista di una certa consistenza sarà pertanto necessaria un’adeguata fase laterale di riaccumulazione. (Gianluca Defendi)

(MFIU – Milano Finanza Intelligence Unit)


Strategia Dax future

Data: 06/11/17 07:45:00 Type: MFANAHP|SPA

Nella seduta di venerdì il Dax future (scadenza settembre 2017) hanno tentato un nuovo allungo ma non sono riuscite a superare quota 13.500. Il quadro tecnico rimane comunque costruttivo e solo il forte ipercomprato di breve termine può impedire un ulteriore balzo in avanti (che avrà un primo target in area 13.540-13.545 e un secondo obiettivo a ridosso di 13.570). Un’eventuale correzione troverà invece un primo sostegno in area 13.250-13.235 punti e un secondo supporto a quota 13.050-13.040. Soltanto una discesa sotto 12.900 potrebbe provocare un’inversione ribassista di tendenza.

L’Eurostoxx50 future (scadenza settembre 2017) ha subito una veloce correzione, con i prezzi che sono scesi fino a quota 3.671 punti. Nonostante questa flessione la struttura tecnica di breve termine rimane ancora costruttiva: da un punto di vista grafico, tuttavia, solo il breakout di quota 3.700 potrebbe fornire un nuovo segnale rialzista, con un primo target a quota 3.715-3.717 e un secondo obiettivo a 3.725-3.727 punti. Un’ulteriore correzione troverà invece un valido sostegno in area 3.620-3.615 punti. (riproduzione riservata)

Gianluca Defendi

(MFIU – Milano Finanza Intelligence Unit)


Strategia Ftse Mib future

Data: 06/11/17 08:30:00 Type: CHF

È stata una giornata contrastata sul mercato azionario italiano che, complice la marcata debolezza del comparto bancario, ha subito una veloce correzione ma rimane all’interno di una solida tendenza rialzista di breve termine. Il Ftse Mib future (scadenza dicembre 2017), dopo un’apertura a quota 23.040, ha fatto registrare un massimo intraday a 23.065 punti prima di accusare una rapida correzione che ha spinto i prezzi fino a 22.910. La struttura tecnica rimane costruttiva (i vari indicatori direzionali si trovano ancora in posizione long) ma, prima di poter tentare un ulteriore allungo, è necessaria una pausa di consolidamento al di sopra del sostegno posto in area 22.750-22.730. Pericolosa solo una discesa sotto 22.660 in quanto potrebbe innescare una rapida flessione verso il successivo supporto grafico situato in area 22.470-22.450 punti. Strategia operativa intraday. Long su correzione verso 22.740 con target a 22.830-22.840 prima, a quota 22.900 poi e in area 22.960-22.980 successivamente. Stop a 22.660. (riproduzione riservata)

(MFIU – Milano Finanza Intelligence Unit)


Strategia Ftse Mib future

Data: 06/11/17 11:30:00 Type: CHF

Mattinata contrastata per il Ftse Mib future, che ha pagato un’iniziale correzione per poi subito reagire, limitando così il disavanzo parziale. Dopo un’apertura a 22.945 punti e un veloce spunto fino a 22.985, il derivato ha disegnato una brusca ondata correttiva fino a ridosso di 22.850: su questo livello i prezzi hanno quindi costruito una pronta reazione, che ha riportato il benchmark di piazza Affari verso i livelli iniziali, smorzando sul nascere la possibile dinamica ribassista. Il quadro tecnico rimane complessivamente positivo, anche se si conferma l’opportunità di una pausa di consolidamento, con possibile pullback fino a 22.750-22.730. Pericolosa invece solo una discesa sotto 22.660. Strategie operative intraday. Tra i segnali proposti in tabella, sono scattati regolarmente i due long su Recordati e Snam, mentre Fiat Chrysler non ha ancora raggiunto la soglia d’ingresso. (riproduzione riservata)

(MFIU – Milano Finanza Intelligence Unit)


Data: 06/11/17 16:30:00 Type: CAL|MEA|WORANAL|SPA

Apertura col segno più per i principali listini statunitensi, con il Dow Jones a +0,06% e il Nasdaq leggermente meglio a +0,24%, in una giornata in cui l’attenzione degli investitori è concentrata principalmente su due fronti: da una parte l’iter di approvazione della riforma fiscale voluta dall’amministrazione Trump, che inizierà la sua strada nelle commissioni della Camera Usa; dall’altra i prezzi del petrolio, che viaggiano sui massimi livelli da due anni a questa parte.

Secondo Jan Hatzius, capo economista di Goldman Sachs, “C’è una buona probabilità che i tagli alle tasse diventino legge a inizio 2018”, mentre secondo gli strategist di IG “Il dibattito al Congresso Usa è molto forte e i repubblicani faranno pressione per arrivare a una legge entro il giorno del Ringraziamento (23 novembre). Il compito sarà arduo, ma per Trump potrebbe essere la prima vera vittoria dalla sua elezione”.

Sul fronte macroeconomico, come confermano gli economisti di Intesa San Paolo, la settimana si prospetta piuttosto scarna in termini di dati. L’unica lettura degna di nota riguarderà la fiducia delle famiglie, rilevata dall’Università del Michigan a novembre, prevista in ulteriore rialzo.

Nel frattempo all’interno della Fed, dopo l’ufficializzazione del cambio al vertice voluto dal presidente Donald Trump, continua il turnover: William Dudley, il presidente della Federal Reserve di New York, si dimetterà a metà del 2018, sei mesi prima della scadenza naturale del suo termine a gennaio 2019. Secondo alcune fonti l’addio anticipato di Dudley è stato pianificato da tempo e non ha nulla a che fare con la decisione di Donald Trump di non confermare Janet Yellen alla guida dell’istituto dopo la scadenza del suo primo mandato. L’addio di Dudley segue quello del vicepresidente Stanley Fischer, che il mese scorso ha lasciato il posto a Randal Quarles.

Sul sentiment dei mercati stanno infine pesando, anche se in misura leggera, le ultime dichiarazioni del Governatore della Banca centrale cinese, Zhou Xiaochuan, secondo il quale il sistema finanziario cinese ha diversi rischi davanti a sé e necessita di ulteriori riforme e di maggiore apertura per poterli affrontare. Il banchiere ha spiegato che “Il nostro sistema finanziario è tutto sommato buono, sebbene sia soggetto a rischi nascosti, complessi e potenzialmente improvvisi, contagiosi e dannosi”.

Tra i singoli titoli in evidenza oggi, parte bene Broadcom (+1,37%) che ha presentato un’offerta per il fornitore di chip per smartphone Qualcomm in una transazione valutata 130 miliardi di dollari.

Tonfo per Sprint e T-Mobile (che hanno aperto rispettivamente a -13,34 e -5,28%), dopo aver annunciato sabato scorso di aver annullato i colloqui di fusione per creare una più forte società wireless Usa. Il titolo Sprint perde l’11,5% nel pre-borsa.

Amazon (+0,45%) sta tagliando i prezzi dei prodotti dei venditori terzi sul suo sito Web. Lo “sconto fornito da Amazon” si applica su vari prodotti, compresi giochi e gadget tecnologici in vista della stagione delle feste, nel tentativo di competere con rivali come Wal-Mart.

Vendite su Twitter (-1,66%) nonostante il giudizio di Citigroup, che ha alzato il rating da sell a neutral e il target price da 15 a 20 dollari.

Buona partenza per Anthem (+2,4%), che nominerà Gail Boudreaux come nuovo ad al posto di Joseph Swedish, che si dimetterà dopo oltre quattro anni alla guida di una delle più grosse assicurazioni sanitarie Usa.

Infine, Netflix (+0,2%) ha chiuso i rapporti con Kevin Spacey, tra i suoi attori di punta e protagonista dalla popolare serie “House of Cards”, dopo le diverse accuse di molestie sessuali nei suoi confronti.

(MFIU – Milano Finanza Intelligence Unit)