Strategia Euro/dollaro

Data: 06/02/18 06:05:00 Type: NANSC|MFTGED

Nella giornata di lunedì il cambio euro/dollaro è stato respinto da quota 1,2520 e ha accusato una veloce correzione. La situazione tecnica rimane costruttiva ma, da un punto di vista grafico, soltanto il breakout di 1,2535 potrebbe fornire un nuovo segnale rialzista, con target teorici a 1,2560-1,2565 prima e in area 1,2590-1,2595 in un secondo momento. Difficile per adesso ipotizzare un’inversione ribassista di tendenza. Un segnale di debolezza arriverà solo con il ritorno sotto 1,2335: il cedimento di quest’ultimo livello può infatti innescare una veloce correzione verso 1,2270-1,2260 prima e in area 1,2225-1,2215 successivamente. (Gianluca Defendi)

(MFIU – Milano Finanza Intelligence Unit)


Strategia Dax future

Data: 06/02/18 06:45:00 Type: MFANAHP|SPA

Nella seduta di lunedì il Dax future (scadenza marzo 2018) ha subito una brusca ondata ribassista ed è sceso fino a quota 12.150 punti. La situazione tecnica si è quindi indebolita, con diversi indicatori che registrano un marcato rafforzamento della pressione ribassista. Solo il forte ipervenduto di breve termine può impedire un ulteriore cedimento (che avrà un primo target a ridosso dei 12.000 punti) e favorire una pausa di consolidamento. Difficile per adesso ipotizzare il ritorno sopra i 12.750 punti.

Anche l’Eurostoxx50 future (scadenza marzo 2018) ha subito una brusca flessione ed è sceso fino a quota 3.353 punti. Il quadro tecnico si è deteriorato e solo il forte ipervenduto può impedire un’ulteriore flessione che avrà un primo target in area 3.305-3.300 punti. Segnale di tenuta soltanto con il ritorno sopra i 3.505 punti. (riproduzione riservata)
Gianluca Defendi

(MFIU – Milano Finanza Intelligence Unit)


Strategia Ftse Mib future

Data: 06/02/18 08:15:00 Type: CHF

È stata una seduta negativa sul mercato azionario italiano che ha subito un nuova flessione e si dirige verso un’importante area di supporto. Il Ftse Mib future (scadenza marzo 2018), dopo un’apertura in gap-down a 22.965 punti, è sceso fino a quota 22.850 prima di iniziare un difficile recupero intraday che si è arrestato a ridosso di 23.100. Da quest’ultimo livello è poi iniziata una pericolosa correzione che ha spinto il derivato sotto i 22.800 punti. La situazione tecnica di breve termine rimane pertanto precaria, con diversi indicatori che registrano un rafforzamento della pressione ribassista. Un rimbalzo dovrà affrontare un primo ostacolo in area 23.860-23.880 e una seconda barriera a 23.050 punti. Prima di poter iniziare una risalita di una certa consistenza sarà pertanto necessaria un’adeguata fase laterale di riaccumulazione. Strategia operativa intraday. Short su rimbalzo in area 22.860-22.880 con target a 22.760 prima, a quota 22.660 poi e attorno a 22.570-22.550 successivamente. Stop a 23.960. (riproduzione riservata)

(MFIU – Milano Finanza Intelligence Unit)


Strategia Euro/Yen

Data: 06/02/18 10:00:00 Type: NANSC

Nella giornata di lunedì il cambio euro/yen ha subito una rapida correzione ed è sceso fino a quota 134,90. La struttura tecnica di breve termine rimane costruttiva ma, prima di poter tentare un nuovo allungo, è probabile una fase laterale di consolidamento. Pericolosa invece una discesa sotto 134,90 in quanto può innescare un’ulteriore correzione verso il successivo supporto grafico situato in area 134,20-134,15. (riproduzione riservata)
Gianluca Defendi

(MFIU – Milano Finanza Intelligence Unit)


Strategia Dollaro/Yen

Data: 06/02/18 10:25:00 Type: NANSC

Nella giornata di lunedì il cambio dollaro/yen ha subito una veloce correzione ed è sceso fino a quota 109. La situazione tecnica appare contrastata: prima di poter iniziare una risalita di una consistenza (che avrà come target teorici l’area 110,85-110,90 prima e quota 111,20 in un secondo momento) è necessaria una fase laterale di riaccumulazione. Importante, sotto questo punto di vista, la tenuta del supporto situato in area 108,60-108,40. (riproduzione riservata)
Gianluca Defendi

(MFIU – Milano Finanza Intelligence Unit)


Strategia FtseMib future intraday

Data: 06/02/18 10:30:00 Type: CHF

Mattinata negativa sul mercato azionario italiano che prosegue nella sua discesa, alimentata dalla marcata debolezza del comparto industriale. Il Ftse Mib future (scadenza marzo 2018), dopo un’apertura in ampio gap-down a 22.105 punti, è sceso fino ad un minimo intraday a quota 21.910 prima di iniziare un veloce recupero che ha riportato i prezzi a ridosso di 22.550. La situazione tecnica si è deteriorata, con diversi indicatori che registrano un chiaro rafforzamento della pressione ribassista. Il forte ipervenduto di breve termine può impedire un ulteriore cedimento e favorire una fase laterale di consolidamento. Prima di poter iniziare una risalita di una certa consistenza sarà comunque necessaria un’adeguata fase laterale di riaccumulazione. Un rimbalzo dovrà comunque affrontare un primo ostacolo a quota 22.850 e una seconda barriera attorno a 22.950-22.970 punti. Strategie operative intraday. Nessuno dei titoli proposti in tabella ha fatto scattare il relativo segnale operativo. (riproduzione riservata)

(MFIU – Milano Finanza Intelligence Unit)


Data: 06/02/18 15:40:00 Type: CAL|{CALCE}|MEA|WORANAL|{MSNANA}|{MSNCORP}|{MSNMECO}|SPA

Wall Street riparte nuovamente in rosso dopo la giornata da panico di ieri, che ha visto le borse statunitensi registrare la peggiore seduta dall’estate del 2011. L’indice Dow Jones cede in apertura l’1,07% a 24.085 punti, il Nasdaq arretra dell’1,06% a 6.900 punti mentre l’S&P500 lascia sul terreno lo 0,56% a 2.634 punti. Secondo Eoin Murray, responsabile degli investimenti di Hermes Investment Management, all’indomani del sell-off sui mercati americani, vi sono sia buone che cattive notizie per gli investitori. “Quella buona è che non credo che questa sia la grande correzione del mercato che stiamo anticipando da tempo. Lo scenario”, spiega l’esperto, “conferma un’ economia forte, con fondamentali aziendali decenti, e dopo un periodo di una o due settimane prevediamo che i mercati si stabilizzeranno, anche se saranno meno spumeggianti. La cattiva notizia”, prosegue Murray, “è che attualmente i numeri indicano che gli investitori in Etf, nelle strategie quantitative e nei Cta a bassa volatilità con leva finanziaria sono quelli più colpiti dal sell off”. Secondo il manager, che prevede ulteriori perdite per questa settimana e per la prossima, una “tempesta perfetta” dei rialzi dei tassi, le politiche di bilancio delle banche centrali e l’inflazione determineranno una correzione del mercato molto più ampia nel 2019. Mentre sul fronte valutario, il cambio euro/dollaro tratta a 1,2337.

Non rassicurano i mercati statunitensi le dichiarazioni del presidente della Federal Reserve di St. Louis, James Bullard, secondo cui gli ultimi dati del mercato del lavoro Usa non innescheranno un aumento dell’inflazione. A detta del banchiere centrale, il report di venerdì scorso è stato “positivo”, ma è necessario fare “molta attenzione ad interpretare le notizie del mercato del lavoro come un aumento automatico dell’inflazione”. Bullard ha puntualizzato che “il legame empirico fra mercato del lavoro e queste variabili si è spezzato”. Per il numero uno della Fed di St. Louis ciò significa che gli ultimi dati non si trasformeranno in pressioni inflazionarie nel modo in cui sperano i banchieri centrali. I mercati finanziari sono stati sotto pressione, perché gli investitori e gli economisti iniziano a pensare che la Banca centrale Usa possa aumentare i tassi più di tre volte quest’anno. Tuttavia, Bullard ha segnalato che “le aspettative di inflazione sono aumentate e stanno pian piano convergendo verso il target del Fomc”. Infine, il banchiere centrale ha aggiunto che è normale aspettarsi un calo della crescita nel 2018 e nel 2019, ma è possibile che la riforma fiscale possa far aumentare gli investimenti.

Sul fronte macroeconomico, la bilancia commerciale degli Stati Uniti ha registrato a dicembre un deficit di 53,12 miliardi di dollari, ai massimi da nove anni e in aumento rispetto al dato del mese precedente a 50,43 miliardi, rivisto leggermente al ribasso dai 50,5 miliardi stimati precedentemente. Il dato è risultato superiore a quello atteso dagli economisti che si aspettavano un disavanzo di 51,7 miliardi di dollari.

Tra i titoli da monitorare oggi, la compagnia automobilistica statunitense General Motors guadagna in apertura il 3,64% nonostante abbia annunciato una perdita di 5,2 miliardi di dollari nel quarto trimestre, legata a 7,3 miliardi di dollari di oneri straordinari per l’impatto della riforma fiscale statunitense. Al netto di questa voce il dato è tuttavia risultato positivo di 1,65 dollari ad azione, meglio delle attese degli analisti. I ricavi sono scesi da 39,9 a 37,72 miliardi di dollari, nonostante le forti vendite in Cina e negli Usa.

Debole Lululemon Athletica, che cede l’1,68% in seguito alle dimissioni del ceo Laurent Potdevin a causa di alcuni comportamenti che non hanno soddisfatto le aspettative della società. Potdevin aveva assunto questo ruolo nel 2014 e ha chiesto che le sue dimissioni abbiano effetto immediato.

Sotto la parità anche Pfizer (-0,43%). Secondo quanto emerge da uno studio clinico, il farmaco Xtandi, associato ad una terapia ormonale, ha ridotto del 71% il rischio di aggravamento o di morte per i malati di cancro alla prostata. Ben intonata, invece, Fresh Del Monte Produce (+2,04%) che ha annunciato l’acquisto di Nann Packing per 361 milioni di dollari in contanti.

(MFIU – Milano Finanza Intelligence Unit)