Strategia Dollaro/Yen

Data: 05/12/17 06:15:00 Type: NANSC

Nella giornata di lunedì il cambio dollaro/yen è stato respinto da quota 113,10 e ha subito una veloce correzione, con le quotazioni che sono scese fino a quota 112,35. La situazione tecnica appare contrastata precaria: pericolosa una discesa sotto 111,40 anche se, da un punto di vista grafico, un nuovo segnale ribassista arriverà soltanto con il cedimento del sostegno situato in area 111-110,85. Il forte ipervenduto può comunque impedire un ulteriore cedimento e favorire una fase riaccumulativa, premessa indispensabile per poter iniziare una risalita di una certa consistenza. (riproduzione riservata)
Gianluca Defendi

(MFIU – Milano Finanza Intelligence Unit)


Strategia Euro/Yen

Data: 05/12/17 06:30:00 Type: NANSC

Nella giornata di lunedì il cambio euro/yen è stato respinto da quota 134,05 e ha accusato una veloce correzione, con le quotazioni che sono scese fino a 133,25. La struttura grafica di breve termine rimane pertanto contrastata: soltanto il breakout della resistenza posta a quota 134,50 potrebbe infatti fornire un chiaro segnale rialzista. Un’ulteriore correzione dovrebbe invece arrestarsi in area 132,20-132,05. Pericolosa invece una discesa sotto 131,70 anche se, da un punto di vista grafico, soltanto il cedimento del sostegno posto a quota 131,20 potrebbe provocare un’inversione ribassista di tendenza. (riproduzione riservata)
Gianluca Defendi

(MFIU – Milano Finanza Intelligence Unit)


Strategia Euro/dollaro

Data: 05/12/17 07:20:00 Type: NANSC|MFTGED

Nella giornata di lunedì il cambio euro/dollaro ha subito una veloce correzione ed è sceso fino a quota 1,1830. Nonostante questa flessione la situazione tecnica di breve termine rimane ancora costruttiva: da un punto di vista grafico, tuttavia, soltanto il breakout della resistenza posta in area 1,1950-1,1960 potrebbe fornire un nuovo segnale rialzista e aprire ulteriori spazi di crescita (con target teorici a 1,1990-1,1995 prima e attorno a 1,2020-1,2025 in un secondo momento). Importante comunque la tenuta del sostegno situato a 1,1830-1,1820 in quanto può favorire la costruzione di una solida base accumulativa. (Gianluca Defendi)

(MFIU – Milano Finanza Intelligence Unit)


Strategia Bund future

Data: 05/12/17 07:30:00 Type: NANSC|MFTGBF

Nella seduta di lunedì il Bund future (scadenza dicembre 2017) ha subito una veloce correzione ed è sceso fino a quota 162,81. Nonostante questa flessione la situazione tecnica di breve termine rimane costruttiva: da un punto di vista grafico, tuttavia, solo il breakout di 163,40 potrebbe fornire un nuovo segnale rialzista, con target teorici a 163,70 prima e in area 163,95-163,98 punti in un secondo momento. Soltanto una discesa sotto 162,25 potrebbe annullare i recenti progressi e innescare una flessione di una certa consistenza. (Gianluca Defendi)

(MFIU – Milano Finanza Intelligence Unit)


Strategia Dax future

Data: 05/12/17 07:45:00 Type: MFANAHP|SPA

Nella seduta di lunedì il Dax future (scadenza dicembre 2017) ha compiuto un veloce recupero ed è risalito fino a quota 13.115 punti. La struttura tecnica di breve termine rimane contrastata: da un punto di vista grafico, infatti, soltanto il breakout della barriera posta a 13.190-13.200 punti potrebbe provocare un’inversione rialzista di tendenza (con un primo target in area 13.335-13.350 e un secondo obiettivo attorno a 13.415-13.425 punti). Al ribasso, invece, un segnale short arriverà solo con una discesa sotto i 12.800 punti.

Anche l’Eurostoxx50 future (scadenza dicembre 2017) ha compiuto un veloce recupero ed è risalito in area 3.580-3.583 punti. La struttura tecnica di breve termine rimane ancora contrastata: soltanto il breakout di quota 3.618 potrebbe fornire una chiara dimostrazione di forza (con un primo obiettivo in area 3.642-3.645 punti). (riproduzione riservata)

Gianluca Defendi

(MFIU – Milano Finanza Intelligence Unit)


Strategia Ftse Mib future

Data: 05/12/17 08:15:00 Type: CHF

È stata una giornata positiva sul mercato azionario italiano che, dopo la pericolosa correzione di venerdì scorso, ha compiuto un veloce recupero ma è rimasto al di sotto di una solida area di resistenza. Il Ftse Mib future (scadenza dicembre 2017), dopo un’apertura a quota 22.395, è sceso fino ad un minimo intraday di 22.265 punti prima di salire oltre 22.400. Nonostante questo rimbalzo la situazione tecnica di breve periodo rimane ancora contrastata: da un punto di vista grafico, infatti, soltanto il breakout della barriera posta a 22.600 punti potrebbe fornire un segnale rialzista. Importante comunque la tenuta del sostegno situato in area 21.120-22.080 punti in quanto può favorire una fase riaccumulativa, premessa indispensabile per poter iniziare una risalita di una certa consistenza. Strategia operativa intraday. Short su rimbalzo 22.380 con target a 22.280-22.270 prima, a 22.200 poi e attorno a 22.150-22.130 successivamente. Stop stretto a 22.430. (riproduzione riservata)

(MFIU – Milano Finanza Intelligence Unit)


Strategia FtseMib future intraday

Data: 05/12/17 10:40:00 Type: CHF

Mattinata contrastata sul mercato azionario italiano che ha tentato un recupero ma è rimasto al di sotto di una solida area di resistenza. Il Ftse Mib future (scadenza dicembre 2017), dopo un’apertura a quota 22.360, è salito fino ad un picco intraday a 22.480 punti prima di accusare una rapida correzione che ha riportato i prezzi sui valori iniziali. La situazione tecnica di breve periodo rimane pertanto contrastata: da un punto di vista grafico, infatti, soltanto il breakout della barriera posta a 22.600 punti potrebbe fornire un segnale rialzista. Importante comunque la tenuta del sostegno situato in area 21.120-22.080 punti in quanto può favorire una fase riaccumulativa, premessa indispensabile per poter iniziare una risalita di una certa consistenza. Strategie operative intraday. Nessuno dei titoli proposti in tabella ha fatto scattare il relativo segnale operativo. Azimut ha fatto registrare un massimo intraday proprio a 15,76 euro, nostro livello d’entrata short mentre Fineco è scesa sotto 8,37 ma deve ancora superarlo. (riproduzione riservata)

(MFIU – Milano Finanza Intelligence Unit)


Data: 05/12/17 16:00:00 Type: CAL|{CALCE}|MEA|WORANAL|{MSNANA}|{MSNCORP}|SPA

Avvio contrastato per Wall Street, dove il Dow Jones viaggia in ribasso dello 0,16% a 24.250 punti, mentre il Nasdaq prosegue a +0,47% a 6807 punti. Dopo il calo registrato ieri, gli investitori sono concentrati su come i titoli delle aziende del settore tecnologico assorbiranno gli effetti della riforma fiscale.

Dopo il via libera del Senato nel fine settimana, le discussioni tra le due camere per l’approvazione definitiva dei tagli fiscali dovrebbero iniziare la prossima settimana. “Sembra che gli investitori siano ansiosi di capire come verrà conciliata la riforma fiscale nella forma approvata dal Senato Usa con quella che ha avuto il via libera alla Camera, prima che il Presidente Trump possa apporre la firma e renderla legge”, ha osservato Hussein Sayed, Chief market strategist di Fxtm. “Senza dubbio le differenze tra le due Camere sono ampie. Comunque, è nel miglior interesse dei Repubblicani portare a casa la riforma, altrimenti rischiano di perdere la maggioranza alle elezioni di novembre 2018”, ha aggiunto l’esperto. Sulle aspettative legate alla riforma, ieri il Dow Jones ha toccato un nuovo massimo storico a 24.534 punti, spinto soprattutto dal comparto bancario.

Sono scesi, invece, i titoli appartenenti al comparto tecnologico, settore che quest’anno ha sovraperformato il mercato e che ora gli investitori temono sia sopravvalutato. Il comparto, infatti, ha quasi raddoppiato il proprio valore nel corso dell’anno e i titoli si sono rivelati vulnerabili sul fronte tributario. Come spiegato da Giuseppe Sersale, strategist di Anthilia, “il settore non è ben posizionato per avvantaggiarsi al meglio del taglio alle tasse: molte blue chip ne pagano pochissime avendo dimensioni globali e godendo di un efficienza fiscale, come noto, elevatissima”. Inoltre, ha aggiunto lo strategist, “si tratta di un settore a multipli elevati, più vulnerabile a possibili rialzi dei tassi e a un rafforzamento del dollaro, vista la provenienza internazionale di larga parte dei ricavi. Aggiungiamoci che molti titoli hanno corso parecchio ed ecco che le prese di beneficio non sorprendono più di tanto”.

Sul fronte macroeconomico, a ottobre si è registrato un aumento dell’8,6% del deficit commerciale statunitense a 48,73 miliardi di dollari, a causa del rallentamento delle esportazioni e di un aumento delle importazioni di petrolio e altri beni. Gli economisti si attendevano, invece, un valore di 47,5 miliardi di dollari. Mentre il pmi dei servizi, nella lettura finale di novembre, si è attestato a 54,5 punti, in rialzo rispetto ai 53,6 di ottobre. Gli economisti di Ihs Markit hanno sottolineato il rallentamento della crescita dell’output del settore servizi, sui minimi da 5 mesi.

Tra i singoli titoli, sulla parità Apple (+0,03%) dopo che il Tribunale europeo ha stabilito che il marchio ‘Mi Pad’ della cinese Xiaomi non può essere registrato come marchio dell’Unione europea per dispositivi elettronici e servizi di telecomunicazione, respingendo il ricorso della società cinese che aveva chiesto all’Ufficio dell’Unione europea per la proprietà intellettuale (Euipo) di registrare il segno denominativo ‘Mi Pad’. Apple si è opposta alla registrazione facendo valere il suo marchio anteriore Ipad, registrato per prodotti e servizi identici o simili. Il Tribunale ha confermato inoltre che “sulla base del confronto e tenuto conto dell’uguaglianza o della somiglianza tra i prodotti e servizi coperti dai due segni, l’Euipo ha correttamente dichiarato che esiste un rischio di confusione per il pubblico”.

Rally per Regal Entertainment Group (+9,02%) dopo che Cineworld, secondo operatore di cinema in Europa, ha siglato l’accordo per acquisire il gruppo per 3,6 miliardi di dollari. Dal deal nascerà una compagnia con oltre 9.000 schermi cinematografici, in grado di competere con Amc Entertainment di Dalian Wanda, a cui fanno capo Odeon & Uci Cinemas Group in Europa. Cineworld ha messo sul piatto 23 dollari per ogni azione di Regal. Il deal sarà finanziato da un mix di debito e aumento di capitale per 2,28 miliardi di dollari.

Bene anche Snap (+5,4%) che beneficia della promozione di Barclays a “overweight” con prezzo obiettivo a 18 dollari.

McDonald’s avanza dell’1.49% in seguito alla raccomandazione buy sul titolo da parte di Jefferies.

Scivola invece Toll Brothers (-8.84%) dopo la pubblicazione di conti trimestrali inferiori alle attese e la previsione di una contrazione del margine lordo nel 2018.

Infine, tonfo anche per Heron Therapeutics che cede il 10,35% dopo aver annunciato ieri un collocamento di azioni.

(MFIU – Milano Finanza Intelligence Unit)


Data: 05/12/17 18:00:00 Type: CAL|{CALCI}|EURANAL|ITAANAL|MEA|{MSNANA}|{MSNCORP}|SPA

In risposta al rallentamento registrato attorno a metà seduta, il FtseMib di Piazza Affari è riuscito a rimbalzare terminando la giornata di contrattazioni a 22.416 punti, in rialzo dello 0,24% dopo aver toccato un minimo intraday di 22.261 punti. Chiusura col segno meno, invece, per le altre principali piazze europee: il Dax30 di Francoforte ha ceduto lo 0,08%, mentre il Cac40 di Parigi e il Ftse100 di Londra hanno lasciato sul terreno rispettivamente lo 0,26% e lo 0,16%.

L’umore degli investitori è stato influenzato dai dati macroeconomici che hanno fornito segnali contrastanti. Nell’Eurozona, ad esempio, si è verificata una battuta d’arresto dei consumi a ottobre. Le vendite realizzate dal commercio al dettaglio hanno infatti segnato una contrazione dell’1,1% rispetto al mese precedente, dopo la crescita dello 0,8% di settembre. Non ha aiutato anche il rallentamento della crescita del settore servizi tedesco, ai minimi da tre mesi a novembre a causa dell’impasse politica, che segue la mancata formazione del governo. Il Pmi finale per i servizi è sceso a 54,3 da 54,7 di ottobre, rivelandosi più debole della stima flash di 54,9 punti.

Indicazioni positive, invece, dall’indice Pmi composito dell’Eurozona definitivo di novembre, che si è attestato a 57,5 punti, oltre i 56 di ottobre e in linea al consenso. Buona anche la lettura relativa all’Italia, dove il dato ha registrato un valore di 54,7 punti rispetto ai 52,1 di ottobre. I Pmi dell’Eurozona “sono leggermente superiori alle attese, e attestano ancora una volta la solidità dell’economia europea”, ha commentato Robert Baron, partner di Deltahedge. Secondo l’esperto “per ora non c’è nulla che possa modificare la situazione positiva”. Infatti, il mercato valutario “è stato tranquillo, non c’è stata animosità sul cambio”, ha aggiunto l’esperto, ribadendo che “servono altri dati macroeconomici per cambiare la situazione”. Il cross euro/dollaro è sceso a quota 1,1824, in ribasso dello 0,17%, mentre lo spread btp/bund ha chiuso in lieve calo a 138,09 punti base, col rendimento del decennale all’1,709%.

Tra i titoli di Piazza Affari, in luce Mediaset (+2,46% a 3,24 euro), con gli occhi puntati sul consiglio di amministrazione di Telecom I. (+0,50% a quota 0,7095 euro) che, secondo indiscrezioni di stampa, darà mandato al management di studiare l’acquisto di un importante pacchetto di contenuti del Biscione, compreso quello che resta della stagione primaverile della Champions League e della Serie A. Inoltre, continua l’analisi della Consob sul dossier relativo alla salita di Vivendi nel capitale di Mediaset, come sottolineato dal presidente della Consob, Giuseppe Vegas, anche in vista della scadenza del suo mandato il 14 dicembre. Mediobanca Securities ha confermato sul titolo Mediaset la raccomandazione outperform e il prezzo obiettivo a 3,76 euro. Secondo gli analisti, gli aggiornamenti recenti sul fronte della raccolta pubblicitaria sono “incoraggianti”.

Ancora in calo Prysmian, che ha ceduto l’1,32%. Dopo l’acquisizione di General Cable, l’ad Valerio Battista ha sottolineato che la società ha in cantiere altre acquisizioni di piccola taglia da effettuare nei prossimi mesi. La società sta inoltre valutando un aumento di capitale da 500 milioni di euro. Banca Imi ha alzato sia la raccomandazione sul titolo da add a buy, sia il prezzo obiettivo passato da 29,9 a 34,8 euro.

Tra i titoli del comparto bancario, Unicredit +0,59%, Mediobanca -0,62%, Intesa Sanpaolo -0,57%, Generali -0,33%. In particolare, Creval (-2,54% a 1,418 euro) ha sottoscritto un accordo per la cessione di un portafoglio costituito da crediti non performing secured ad Hoist Finance per un valore lordo di libro di circa 24 milioni di euro, a fronte di una valorizzazione complessiva del portafoglio pari al 58% circa del gross book value. Mentre per Carige (+1% a 0,0101 euro) a un giorno dalla chiusura dell’aumento di capitale, è salita a 460 milioni di euro la copertura dell’operazione tra impegni, disponibilità e sottoscrizioni. 130 milioni sono stati garantiti pro-quota dagli azionisti storici, tra cui Malacalza, Volpi e Spinelli; 130 milioni sono stati messi a disposizione complessivamente dal Credito Fondiario, dalla Sga e da Chenavari Investment Managers, che si è aggiudicata ieri la società di credito al consumo Creditis, partecipando all’aumento dell’istituto della Lanterna per un importo fino a 40 milioni; altri 35 milioni pro-rata sono stati messi sul piatto dal Fondo Algebris (10 milioni) e da Banca Ifis; mentre altri 45 milioni giungono dai bondholder che intendono aderire all’aumento per la parte di loro competenza.

In luce Moncler (+2,65% a 23,67 euro) che ha beneficiato del fatto che Deutsche Bank ha alzato la raccomandazione sul titolo da hold a buy, con prezzo obiettivo passato da 25,7 a 26,2 euro. “Crediamo che l’investment case di Moncler possa essere sintetizzato in tre E”, hanno spiegato gli analisti: “espansione (dei negozi), estensione (del marchio), eccellenza, con focus particolare sul cliente”.

Poco mossa Eni (+0,07% a 13,90 euro). Preoccupa la situazione della Libia, perché l’instabilità “crea incertezza perché lavoriamo sul lungo termine, in ogni caso la maggior parte della nostra attività avviene offshore, a centinaia di chilometri dalla costa, e ciò garantisce una certa tranquillità”. Lo ha indicato l’ad Claudio Descalzi parlando con i giornalisti a margine di un convegno su Unione europea e Africa. “La nostra prima preoccupazione è per le persone e in questo caso il personale è tutto libico: siamo lì da tantissimo tempo, lavoriamo con una joint venture e i dipendenti sono a casa loro. In questi sei anni non ci sono stati incidenti”. Descalzi ha indicato anche che “la Libia deve essere aiutata a trovare sviluppo e i libici devono essere aiutati attraverso il dialogo, non divisi”. Per l’ad, anche se il percorso è ancora lungo, “sentir parlare di elezioni è estremamente positivo”.

Cnh Industrial (+1,92% a 11,12 euro) ha annunciato questa mattina che la controllata Cnh Industrial Capital Llc ha istituito un nuovo programma di commercial paper per l’emissione di titoli a breve termine, unsecured e non subordinati su base “private placement”. I titoli saranno garantiti da Cnh Industrial Capital America Llc e da New Holland Credit Company Llc.

Bene Enel (+1,01% a 5,525 euro) che ha riferito che c’è spazio per nuovi investimenti nelle rinnovabili in Italia nei prossimi tre anni, oltre a quelli già previsti nel piano strategico 2018-2020 pari a 7 miliardi di euro. “C’è un grande spazio. E’ qualcosa che valuteremo nel corso del prossimo anno quando le cose saranno più chiare”, ha anticipato quest’oggi l’amministratore delegato di Enel, Francesco Starace, nel corso del suo intervento al convegno “L’Italia e le energie rinnovabili”, organizzato nella sede del colosso energetico.

Cattolica Ass. (-0,06% a 9,02 euro) ha lanciato oggi un bond Tier2 per un importo di 500 milioni di euro, con scadenza trentennale e richiamabile dopo 10 anni.

(MFIU – Milano Finanza Intelligence Unit)