Strategia Euro/Yen

Data: 05/02/18 06:25:00 Type: NANSC

Nella giornata di venerdì il cambio euro/yen ha compiuto un veloce balzo in avanti ed è salito fino a quota 137,50. La struttura tecnica di breve termine è quindi migliorata, con diversi indicatori che registrano un rafforzamento della pressione rialzista. Dopo una breve pausa di consolidamento è possibile pertanto un ulteriore allungo, con un primo target a 137,75 un secondo obiettivo a ridosso di quota 138. Pericolosa solo una discesa sotto 135,50 in quanto può innescare una rapida correzione verso il successivo supporto situato in area 135-134,90. (riproduzione riservata)
Gianluca Defendi

(MFIU – Milano Finanza Intelligence Unit)

 

Strategia Euro/dollaro

Data: 05/02/18 06:55:00 Type: NANSC|MFTGED

Nella giornata di venerdì il cambio euro/dollaro non è riuscito a superare quota 1,2520 e ha accusato una veloce correzione. La situazione tecnica rimane pertanto costruttiva ma, da un punto di vista grafico, solo il breakout di 1,2535 potrebbe fornire un nuovo segnale rialzista, con target a 1,2560-1,2565 prima e in area 1,2590-1,2595 in un secondo momento. Difficile per adesso ipotizzare un’inversione ribassista di tendenza. Un segnale di debolezza arriverà solo con il ritorno sotto 1,2335: il cedimento di quest’ultimo livello può innescare una veloce correzione verso 1,2270-1,2260 prima e in area 1,2225-1,2215 successivamente. (Gianluca Defendi)

(MFIU – Milano Finanza Intelligence Unit)

 

Strategia Dollaro/Yen

Data: 05/02/18 07:40:00 Type: NANSC

Nella giornata di venerdì il cambio dollaro/yen ha compiuto un veloce recupero e si è portato a ridosso di quota 110,50. La situazione tecnica sta migliorando, con alcuni indicatori che registrano un rafforzamento della pressione rialzista (Macd e Parabolic Sar si sono infatti girati in posizione long). Dopo una breve pausa di consolidamento è possibile un ulteriore allungo verso 110,85-110,90 prima e attorno a 111,20 in un secondo momento. Prima di poter iniziare una risalita di una certa consistenza sarà pertanto necessaria un’adeguata fase laterale di riaccumulazione. Importante, sotto questo punto di vista, la tenuta del supporto situato a ridosso di quota 109,60. Pericoloso solo il ritorno sotto 109,20. (riproduzione riservata)
Gianluca Defendi

(MFIU – Milano Finanza Intelligence Unit)

 

Strategia Dax future

Data: 05/02/18 07:45:00 Type: MFANAHP|SPA

Nella seduta di venerdì il Dax future (scadenza marzo 2018) ha accusato una brusca flessione con i prezzi che sono scesi fino a quota 12.700 punti. La situazione tecnica si è quindi indebolita, con diversi indicatori che registrano un marcato rafforzamento della pressione ribassista. Solo il forte ipervenduto di breve termine può impedire un ulteriore cedimento (che avrà un primo target in area 12.635-12.630 e un secondo obiettivo a quota 12.560-12.550) e favorire una pausa di consolidamento. Improbabile tuttavia il ritorno sopra i 13.000 punti.

Anche l’Eurostoxx50 future (scadenza marzo 2018) ha subito una brusca flessione ed è sceso fino a quota 3.490 punti. Il quadro tecnico si è indebolito: un’ulteriore flessione può spingere i prezzi in area 3.480-3.475 prima e a quota 3.460-3.455 in un secondo momento. Improbabile tuttavia il ritorno sopra i 3.580 punti. (riproduzione riservata)

Gianluca Defendi

(MFIU – Milano Finanza Intelligence Unit)

 

Strategia Ftse Mib future

Data: 05/02/18 08:15:00 Type: CHF

È stata una seduta negativa sul mercato azionario italiano che ha subito un brusca flessione ed è sceso al di sotto di un’importante area di supporto.  Il Ftse Mib future (scadenza marzo 2018), dopo un’apertura a 23.545 punti, si è subito indebolito è sceso in area 23.200-23.190. Nel pomeriggio il derivato ha poi accusato un’ulteriore ondata ribassista che ha spinto i prezzi fino ad un minimo intraday a 23.110 punti. La situazione tecnica di breve termine è quindi peggiorata, con diversi indicatori che registrano un rafforzamento della pressione ribassista. Un’ulteriore discesa avrà un primo target a quota 23.020-23.010 punti e un secondo obiettivo in area 22.960-23.940. Solo il ritorno sopra 23.600 potrebbe fornire una nuova dimostrazione di forza. Strategia operativa intraday. Short su rimbalzo verso 23.230-23.240 con target a 23.150-23.140 prima, in area 23.040-23.020 poi e attorno a 22.960-22.950 successivamente. Stop a 23.350. (riproduzione riservata)

(MFIU – Milano Finanza Intelligence Unit)

 

Strategia FtseMib future intraday

Data: 05/02/18 11:10:00 Type: CHF

Mattinata negativa sul mercato azionario italiano che prosegue nella sua correzione alimentata, in particolare, dalla marcata debolezza del comparto industriale. Il Ftse Mib future (scadenza marzo 2018), dopo un’apertura in gap-down a 22.965 punti, è sceso fino a quota 22.850 prima di iniziare un difficile recupero intraday che ha riportato i prezzi a ridosso di 23.100. La situazione tecnica di breve termine rimane pertanto precaria, con diversi indicatori che registrano un rafforzamento della pressione ribassista. Un rimbalzo dovrà affrontare un primo ostacolo in area 23.240-23.260 e una seconda barriera a 23.350 punti. Prima di poter iniziare una risalita di una certa consistenza sarà comunque necessaria un’adeguata fase laterale di riaccumulazione. Strategie operative intraday. Tra i titoli proposti in tabella è scattato solo il segnale short su Azimut. (riproduzione riservata)

(MFIU – Milano Finanza Intelligence Unit)

 

Data: 05/02/18 15:45:00 Type: CAL|{CALCE}|MEA|WORANAL|{MSNANA}|{MSNCORP}|SPA

Wall Street apre la settimana nuovamente in territorio negativo dopo aver chiuso venerdì scorso col più forte ribasso da settembre 2016. Il Dow Jones in avvio cede lo 0,89% a 25.293 punti, in scia all’S&P500 (-0,76% a 2.739 punti) e al Nasdaq (-0,77% a 7.185 punti). Il sentiment degli investitori continua a risentire del rialzo dei rendimenti dei Treasury, con il costo di finanziamento decennale di Washington che ha raggiunto i livelli massimi da 4 anni superando quota 2,8%, attualmente al 2,843%.

“Il rally dei rendimenti dovrebbe continuare a mettere sotto pressione le Borse Usa come abbiamo visto la scorsa settimana”, conferma Roland Kaloyan, head of European equity strategy di Societe Generale, secondo il quale per l’azionario “sarà difficile assorbire costi di finanziamento” dei bond “più elevati”. In questo momento “l’andamento dei tassi è probabilmente il driver principale delle tensioni attuali sui mercati finanziari, con gli operatori che forse stanno iniziando a scontare una ripresa dell’inflazione negli Usa più rapida del previsto. Venerdì ha infatti sorpreso al rialzo la crescita dei salari che si è attestata al massimo dal 2009”, aggiungono gli strategist di Mps Capital Services.

Per questi motivi, secondo Nicholas Wall, gestore del fondo Old Mutual Strategic Absolute Return Bond di Old Mutual Global Investors (Omgi), il nuovo Presidente della Federal Reserve, Jerome Powell, ha davanti a sé un compito difficile, visto che erediterà “valutazioni altissime degli asset e un’economia che cresce oltre il suo potenziale”. Secondo l’esperto, l’economia statunitense sta già viaggiando alla massima velocità e rimangono poche capacità non utilizzate nell’economia, “soprattutto se si considera l’impatto della recente riforma fiscale. Di conseguenza le probabilità che l’inflazione cominci ad aumentare notevolmente in questo contesto sono molto alte. Un possibile scenario”, prosegue Wall, “indica che Powell potrebbe dover tenere in considerazione questo aumento e sacrificare la crescita economica per preservare la credibilità della Fed nella gestione dell’inflazione”.

Sul fronte macroeconomico, l’indice Ism servizi degli Usa si è attestato a 59,9 punti a gennaio, in aumento rispetto ai 56 di dicembre e ben al di sopra delle attese del consenso a 56,3 punti. Mentre il Pmi servizi, nella lettura definitiva di gennaio, è sceso a 53,3 punti dai 53,7 di dicembre, ma si è comunque attestato in linea al preliminare a quota 53,3. Il dato, puntualizzano gli economisti di Ihs Markit, è sui minimi da nove mesi.

Tra i titoli da monitorare oggi, Broadcom (+2,12%) ha alzato la sua offerta ostile per acquisire Qualcomm (-2,15%), proponendo 82 dollari per azione (60 in contanti e il resto in titoli), dopo averne offerti 70 lo scorso novembre. Finora, gli assalti del produttore di microprocessori con sede a Singapore sono stati respinti dal rivale statunitense. Broadcom ha detto che la sua offerta è la “migliore e la finale” e rappresenta un premio del 24% rispetto al valore del titolo Qualcomm venerdì scorso. Il valore dell’operazione è di 146 miliardi di dollari, debito incluso.

In rosso anche Boeing (-2,49%), i cui vertici stanno valutando un possibile accordo con il governo canadese per la consegna di 88 caccia da combattimento. La compagnia americana dovrà decidere entro la prossima settimana.

Bene invece Apple in apertura (+0,39%). Apple Music, la piattaforma di musica in streaming della società di Cupertino, è vicina a sorpassare Spotify come numero di abbonati negli Stati Uniti, secondo quanto riportato dal Wall Street Journal.

Quanto a Monsanto (+0,3%), Bayer ha presentato alcune proposte alla Commissione europea per tentare di ottenere il via libera all’acquisizione della società statunitense da 63,5 miliardi di dollari, secondo quanto reso noto dallo stesso Esecutivo europeo che ha esteso il periodo di esame fino al 5 aprile.

Infine, festeggiano Xerox (+2,39%), su cui Ubs ha alzato la raccomandazione da neutral a buy, e Sprint (+0,12%), su cui Keybanc ha rivisto il rating da underweight a sector weight.

(MFIU – Milano Finanza Intelligence Unit)