Strategia Dax future

Data: 04/01/18 07:45:00 Type: MFANAHP|SPA

Nella seduta di mercoledì il Dax future (scadenza marzo 2018) ha compiuto un veloce recupero e si è portato a ridosso di quota 13.120. Nonostante questo rimbalzo la situazione tecnica rimane precaria: il forte ipervenduto di breve termine può comunque impedire un ulteriore cedimento e favorire un fase laterale di consolidamento. Un ulteriore recupero dovrà comunque affrontare un primo ostacolo a quota 13.065-13.070, una seconda resistenza attorno a 13.135 e un terzo ostacolo a 13.190-13.200 punti.

Anche l’Eurostoxx50 future (scadenza marzo 2018) ha compiuto un veloce recupero ed è risalito fino ad un picco intraday di 3.508 punti. Nonostante questo rimbalzo il quadro tecnico rimane contrastato. Un nuovo recupero dovrà infatti affrontare un duro ostacolo in area 3.527-3.530 punti. Da un punto di vista grafico, poi, soltanto il ritorno sopra 3.550 potrebbe fornire una dimostrazione di forza. (riproduzione riservata)

Gianluca Defendi

(MFIU – Milano Finanza Intelligence Unit)


Strategia Ftse Mib future

Data: 04/01/18 08:30:00 Type: CHF

È stata una seduta altalenante per il mercato azionario italiano che ha tentato un recupero ma è rimasto al di sotto di una solida area di resistenza. Il Ftse Mib future (scadenza marzo 2018), dopo un’apertura a 21.785, ha subito una rapida correzione che ha spinto i prezzi fino a quota 21.620 punti. Da quest’ultimo livello è poi iniziata una veloce risalita, con i prezzi che sono rimbalzati verso 22.850. La situazione tecnica rimane ancora precaria anche se il forte ipervenduto di breve termine può impedire un ulteriore cedimento e favorire una pausa di consolidamento. Un rimbalzo dovrà invece affrontare un primo ostacolo a quota 21.910-21.920 e una seconda barriera in area 22.020-22.050 punti. Difficile per adesso ipotizzare il ritorno al di sopra di quest’ultimo livello. Strategia operativa intraday. Short su rimbalzo verso 21.960-21.980 con target a 21.880-21.860 prima, a quota 21.780 poi e in area 21.700-21.690 successivamente. Stop a 22.060. (riproduzione riservata)

(MFIU – Milano Finanza Intelligence Unit)


Strategia Euro/dollaro

Data: 04/01/18 09:25:00 Type: NANSC|MFTGED

Nella giornata di mercoledì il cambio euro/dollaro ha subito un veloce pullback, con le quotazioni che sono comunque rimaste al di sopra di 1,20. Nonostante questa correzione la situazione tecnica di breve termine rimane ancora costruttiva: dopo una breve pausa di consolidamento sopra 1,1960-1,1950 è possibile infatti un ulteriore allungo, con target teorici a 1,21 prima e attorno a 1,2125-1,2130 in un secondo momento. Pericoloso solo il ritorno sotto 1,1850 in quanto potrebbe innescare una rapida correzione verso 1,1780-1,1770. Fondamentale comunque la tenuta del sostegno situato a 1,1720-1,1715: soltanto una discesa sotto questa zona potrebbe provocare un’inversione ribassista di tendenza. (Gianluca Defendi)

(MFIU – Milano Finanza Intelligence Unit)


Strategia Euro/Yen

Data: 04/01/18 09:35:00 Type: NANSC

Nella giornata di mercoledì il cambio euro/yen ha subito una veloce correzione, con le quotazioni che si sono portate a ridosso di 134,80. La struttura grafica di breve termine rimane ancora costruttiva, con i vari indicatori direzionali che si trovano ancora in posizione long. Prima di poter effettuare un ulteriore balzo in avanti (che avrà un primo target in area 135,90-135,95) è comunque probabile una fase laterale di consolidamento al di sopra del sostegno situato a ridosso di 134,50. Difficile per adesso ipotizzare un’inversione ribassista di tendenza. (riproduzione riservata)
Gianluca Defendi

(MFIU – Milano Finanza Intelligence Unit)


Strategia Dollaro/Yen

Data: 04/01/18 10:25:00 Type: NANSC

Nella giornata di mercoledì il cambio dollaro/yen ha tentato un recupero ma non è riuscito a superare quota 112,50. La situazione tecnica di breve termine appare contrastata: prima di poter iniziare una risalita di una certa consistenza sarà pertanto necessaria un’adeguata fase laterale di riaccumulazione. Pericolosa una discesa sotto quota 112 in quanto potrebbe innescare una rapida correzione verso il successivo sostegno statico situato a ridosso di 111,40. Un rimbalzo dovrà invece affrontare un duro ostacolo in area 113,35-113,40. Da un punto di vista grafico, tuttavia, soltanto il breakout di 113,75 potrebbe fornire un nuovo segnale rialzista. (riproduzione riservata)
Gianluca Defendi

(MFIU – Milano Finanza Intelligence Unit)


Strategia FtseMib future intraday

Data: 04/01/18 11:00:00 Type: CHF

Mattinata decisamente positiva sul mercato azionario italiano che, sostenuto dal recupero del comparto bancario e dal nuovo allungo di quello energetico, registra un progresso di oltre un punto percentuale. Il Ftse Mib future (scadenza marzo 2018), dopo un’apertura a quota 21.865, ha compiuto un veloce balzo in avanti ed è salito in area 22.050-22.070 prima e attorno a 22.150 successivamente. Nonostante questo rialzo la situazione tecnica di breve termine rimane ancora contrastato: un ulteriore allungo dovrà affrontare un duro ostacolo in area 22.280-22.300 e una seconda barriera a ridosso di 22.400-22.420. Solo il ritorno sopra questa zona potrebbe provocare un’inversione rialzista di tendenza. Prima di poter iniziare una risalita di una certa consistenza sarà pertanto necessaria un’adeguata fase laterale di consolidamento al di sopra del sostegno situato in area 21.750-21.700 punti. Strategie operative intraday. A causa di un’apertura già in deciso rialzo nessuno dei titoli proposti in tabella ha fatto scattare il relativo segnale operativo. (riproduzione riservata)

(MFIU – Milano Finanza Intelligence Unit)


Data: 04/01/18 16:00:00 Type: CAL|{CALCE}|MEA|WORANAL|{MSNANA}|{MSNCORP}|{MSNMECO}|SPA

Se ieri è stato l’indice Ism manifatturiero, cresciuto a sorpresa nel mese di dicembre, a trainare l’umore degli operatori, oggi il centro della scena è occupato dalla lettura relativa alla stima Adp di dicembre sull’occupazione nel settore privato. Dopo il triplo record registrato ieri, oggi i listini di Wall Street hanno aperto nuovamente in territorio positivo, con il Dow Jones in rialzo dello 0,60% a 25.072 punti, il Nasdaq che avanza dello 0,28% a 7.085 punti e l’S&P500 a +0,46% a 2.725 punti.

La stima Adp dei nuovi occupati non agricoli privati a dicembre si è attestata a 250.000 unità, ben al di sopra delle attese del consenso, che vedeva una crescita più contenuta a 190.000 unità. Tale indicatore spiega il cambiamento dell’impiego nel settore privato, basato su un sottoinsieme di dati retributivi, aggregati e anonimi, che rappresenta circa 400.000 clienti commerciali, un dato rilevante in vista dell’appuntamento di domani con le letture relative ai nuovi posti di lavoro nei settori non agricoli, il tasso di disoccupazione e la retribuzione media oraria.

“L’economia globale sembra forte ed è questo che sta spingendo i listini”, ha commentato Mark Heppenstall, chief investment officer di Penn Mutual Asset Management. Nel frattempo lo scenario emerso dai verbali del Federal Open Market Committee, secondo gli economisti di Intesa Sanpaolo “è in linea con quanto già noto, ma vi è incertezza sull’evoluzione” della situazione “nel 2018 dovuta al fatto che l’economia è al pieno impiego mentre arriverà nuovo stimolo fiscale”. Gli esperti hanno puntualizzato che la Fed “continuerà a seguire da vicino l’inflazione, che è il principale elemento di incertezza per il sentiero dei tassi, con rischi sia verso l’alto che verso il basso. Alla prossima riunione non ci dovrebbero essere modifiche alla politica monetaria, in attesa di maggiori informazioni”. Gli economisti di Intesa Sanpaolo si aspettano poi una variazione dei non farm payroll, in pubblicazione domani, intorno alle 200.000 unità.

Sempre sul fronte macro, le richieste settimanali di sussidi di disoccupazione negli Stati Uniti (dato destagionalizzato) sono cresciute di 3.000 unità a quota 250.000, peggio del consenso degli economisti contattati dal Wall Street Journal di 240.000 unità. Mentre il Pmi servizi, nella lettura definitiva di dicembre, è sceso a 53,7 punti dai 54,5 di novembre, ma si è comunque attestato al di sopra del dato preliminare a quota 52,4. Il dato è sui minimi da sette mesi.

Tra i titoli in evidenza oggi, Apple apre in rialzo dello 0,34%. Secondo Barclays, la compagnia di Cupertino potrebbe pagare il rallentamento delle batterie di iPhone nel 2018. Dopo aver ammesso di aver penalizzato artificialmente le vecchie versioni e chiesto ufficialmente scusa, Apple ha offerto agli utenti uno sconto sulle vecchie batterie (anche senza un test che ne confermi il calo delle prestazioni). Secondo gli analisti, però, la mossa potrebbe impattare sul prossimo bilancio non tanto per i costi dell’offerta ma perché gli utenti potrebbero essere incentivati a conservare il vecchio smartphone anziché passare a quello nuovo.

Intel, dopo il -3,4% segnato ieri, prosegue il trend negativo e cede il 3,39%. La società ha ammesso che un difetto dei suoi chip potrebbe consentire agli hacker di rubare dati e ha dichiarato che sta lavorando per trovare una soluzione che non rallenti in modo significativo i computer.

In calo dell’1,05% Tesla, dopo aver annunciato vendite deludenti nel quarto trimestre per quanto riguarda la Model 3. La compagnia di Elon Musk ha venduto solamente 1.550 unità della nuova berlina, ben al di sotto delle attese degli analisti (4.100), e ha rinviato di un trimestre l’obiettivo di produrre 5.000 modelli a settimana.

Onemain Holdings (+1,29%) ha confermato che un gruppo di fondi guidati da Apollo Global Management e Varde Partners acquisterà una posizione significativa nel capitale della società a 26 euro per azione.

Infine, su Snap Inc non pesa il taglio della raccomandazione da market perform a underperform da parte di Cowen and Company. Il titolo apre, infatti, in avanzo del 2,41%.

(MFIU – Milano Finanza Intelligence Unit)