Strategia FtseMib future

Data: 03/11/17 07:00:00 Type: CHF

E’ stata una giornata contrastata sul mercato azionario italiano che è salito sui nuovi massimi dell’anno prima di accusare una rapida correzione intraday. Il Ftse Mib future (scadenza dicembre 2017), dopo un’apertura a quota 22.960, ha infatti compiuto un veloce balzo in avanti e si è spinto fino ad un picco di 23.090 punti. Da quest’ultimo livello è poi iniziata una correzione tecnica che ha riportato i prezzi a ridosso di 22.900. La struttura tecnica di breve termine rimane costruttiva (i vari indicatori direzionali si trovano ancora in posizione long) ma, prima di poter tentare un ulteriore allungo, sarà necessaria una pausa di consolidamento al di sopra dell’area 22.750-22.730. Pericolosa invece una discesa sotto 22.660 in quanto potrebbe innescare un’ulteriore flessione verso il sostegno situato in area 22.470-22.450 punti. Strategia operativa intraday. Long su correzione verso 22.740 con target a 22.830-22.840 prima, a quota 22.900 poi e in area 22.960-22.980 successivamente. Stop a 22.660. (riproduzione riservata)

(MFIU – Milano Finanza Intelligence Unit)


Strategia Dax future

Data: 03/11/17 07:45:00 Type: MFANAHP|SPA

Nella seduta di giovedì il Dax future (scadenza settembre 2017) è sceso verso 13.400 prima di risalire in area 13.460-13.465 punti. Il quadro tecnico rimane pertanto costruttivo e solo il forte ipercomprato di breve termine può impedire il superamento di quota 13.500. Un’eventuale correzione/pullback troverà invece un primo sostegno in area 13.250-13.235 punti e un secondo supporto a quota 13.050-13.040. Da un punto di vista grafico, tuttavia, soltanto una discesa sotto 12.900 potrebbe provocare un’inversione ribassista di tendenza.

L’Eurostoxx50 future (scadenza settembre 2017) è sceso in area 3.670-3.667 punti per poi risalire verso 3.690. La struttura tecnica di breve termine rimane pertanto costruttiva: dopo una breve pausa di assestamento è possibile un nuovo allungo, con un primo target a quota 3.715 e un secondo obiettivo a 3.723-3.725 punti. Difficile per adesso ipotizzare un’inversione ribassista di tendenza. (riproduzione riservata)

Gianluca Defendi

(MFIU – Milano Finanza Intelligence Unit)


Strategia Dollaro/Yen

Data: 03/11/17 08:50:00 Type: NANSC

Nella giornata di giovedì il cambio dollaro/yen è sceso verso 113,55 prima di risalire fino a 114,10. La situazione tecnica rimane ancora contrastata: da un punto di vista grafico, infatti, un nuovo segnale rialzista arriverà soltanto con il breakout di 114,50, con un primo target a 114,90 e un secondo obiettivo in area 115,20-115,25. Pericolosa invece una discesa sotto 112,90 in quanto può innescare una rapida correzione verso 112,60-112,55 prima e attorno a 112,35-112,30 in un secondo momento. Soltanto la rottura del supporto statico posto in area 111,65-111,50 potrebbe provocare un’inversione ribassista di tendenza.  (riproduzione riservata)
Gianluca Defendi

(MFIU – Milano Finanza Intelligence Unit)


Strategia Euro/Yen

Data: 03/11/17 09:00:00 Type: NANSC

Nella giornata di giovedì il cambio euro/yen ha compiuto un veloce recupero e si è portato a ridosso di quota 133,15. La situazione tecnica di breve periodo rimane ancora contrastata: un allungo dovrà infatti affrontare un duro ostacolo a ridosso di quota 133,40-133,45. Prima di poter iniziare una risalita di una certa consistenza sarà pertanto necessaria un’adeguata fase laterale di riaccumulazione. Negativa invece una discesa sotto 131,45 in quanto può innescare una rapida flessione verso 131,15-131,10 prima e attorno a 132,80-132,75 successivamente. (riproduzione riservata)
Gianluca Defendi

(MFIU – Milano Finanza Intelligence Unit)


Strategia Euro/dollaro

Data: 03/11/17 09:15:00 Type: NANSC|MFTGED

Nella giornata di giovedì il cambio euro/dollaro si è appoggiato a quota 1,1615 e ha compiuto un veloce recupero, con le quotazioni che sono comunque rimaste al di sotto di 1,1690. La struttura tecnica rimane ancora precaria: un’ulteriore risalita, alimentata dal forte ipervenduto di brevissimo termine, dovrà affrontare un duro ostacolo in area 1,1730-1,1740. Prima di poter iniziare un movimento rialzista di una certa consistenza sarà comunque necessaria un’adeguata fase laterale di riaccumulazione. Un nuovo segnale ribassista arriverà invece con la rottura di 1,16 con target a 1,1575 prima e in area 1,1550-1,1545 in un secondo momento. (Gianluca Defendi)

(MFIU – Milano Finanza Intelligence Unit)


Strategia FtseMib future intraday

Data: 03/11/17 10:20:00 Type: CHF

Mattinata contrastata sul mercato azionario italiano che, dopo il veloce spunto rialzista delle ultime sedute, si prende una fisiologica pausa di assestamento. Il Ftse Mib future (scadenza dicembre 2017), dopo un’apertura a quota 23.040, ha fatto registrare un massimo intraday a 23.060 punti prima di accusare una rapida correzione che ha spinto i prezzi fino a 22.980. La struttura tecnica di breve termine rimane costruttiva (i vari indicatori direzionali si trovano infatti in posizione long) ma, prima di poter tentare un ulteriore allungo, è necessaria una pausa di consolidamento al di sopra del sostegno posto in area 22.750-22.730. Pericolosa solo una discesa sotto 22.660 in quanto potrebbe innescare una rapida flessione verso il successivo supporto grafico situato in area 22.470-22.450 punti. Strategie operative intraday. Tra i titoli proposti in tabella è scattato solo il segnale long su Mediobanca. (riproduzione riservata)

(MFIU – Milano Finanza Intelligence Unit)


Data: 03/11/17 16:05:00 Type: CAL|MEA|WORANAL|SPA

Apertura cauta per i principali listini statunitensi (Dow Jones -0,04%, Nasdaq +0,18%) in un’ultima seduta settimanale in cui i riflettori sono puntati sui dati riguardo l’occupazione di ottobre, percepiti come indizi sullo stato di salute del mercato del lavoro, e sulle prossime mosse da parte della Federal Reserve. Poco mosso anche il mercato obbligazionario: il benchmark decennale cede 0,5/32 e rende il 2,35%, quello trentennale sale di 1,5/32 e offre un tasso del 2,8279%.

Nel mese di ottobre il tasso di disoccupazione è calato al 4,1%, il minimo da dicembre 2000, valore di 3,1 punti percentuali più basso rispetto ad agosto 2013, quando si attestava al 7,2%, e all’interno della media tra il 4 e il 5% del periodo precedente alla recessione. Il dipartimento al Commercio ha rivisto al rialzo i numeri dei mesi precedenti: a settembre i nuovi salariati sono stati 18 mila, mentre la prima stima aveva messo in luce un calo di 33 mila posti, appunto il primo dal 2010, e in agosto sono stati 208 mila, contro i 169 mila della stima precedente. In totale, negli ultimi tre mesi sono stati aggiunti in media 162 mila posti al mese. Inoltre, considerando la revisione al rialzo del dato di settembre, negli Stati Uniti sono stati creati posti di lavoro ogni mese da ottobre 2010, fatto che ha consentito di riassorbire i quasi 16 milioni di posti andati in fumo durante la recessione (si è trattato della serie migliore da quella registrata tra il 1986 e il 1990).

Sul fronte Federal Reserve, ieri il presidente Donald Trump ha scelto Jerome Powell come nuovo numero uno della Banca centrale statunitense, fiducioso circa la continuità con la politica monetaria dell’uscente Janet Yellen. A Washington, i repubblicani hanno inoltre alzato il velo sulla riforma delle imposte promessa da Trump. I trader adesso vedono una chance del 98,2% di un rialzo dei tassi a dicembre, secondo FedWatch di CME Group.

Tra i titoli più in evidenza oggi Apple, balzata del 3% nel premarket, viaggia ora a +2,05% dopo una robusta previsione per le vendite della stagione delle feste di fine anno.

Starbucks, dopo aver segnato un -3,4% prima dell’avvio ufficiale, rimbalza a +2,62% dopo aver rivisto al ribasso le stime sull’utile e aver registrato vendite deludenti per effetto di una maggiore concorrenza.

Tonfo per AIG, che cede il 4,67% dopo aver accusato una perdita superiore alle attese a causa degli accantonamenti legati alle catastrofi naturali e dopo aver riferito di aver accantonato 836 milioni per far fronte alle perdite legate all’esercizio precedente.

(MFIU – Milano Finanza Intelligence Unit)