Strategia Euro/dollaro

Data: 02/02/18 07:00:00 Type: NANSC|MFTGED

Nella giornata di giovedì il cambio euro/dollaro si è appoggiato a quota 1,2385 ed ha compiuto un veloce balzo in avanti, con le quotazioni che sono salite fino a 1,25. La situazione tecnica rimane pertanto costruttiva (i vari indicatori direzionali si trovano ancora in posizione long): il breakout di 1,25 può innescare un ulteriore spunto rialzista, con target teorici a 1,2530-1,2535 prima, a quota 1,2560 poi e in area 1,2590-1,2595 in un secondo momento. Difficile per adesso ipotizzare un’inversione ribassista di tendenza. Un segnale di debolezza arriverà solo con il ritorno sotto 1,2335. (Gianluca Defendi)

(MFIU – Milano Finanza Intelligence Unit)


Strategia Dax future

Data: 02/02/18 07:45:00 Type: MFANAHP|SPA

Nella seduta di giovedì il Dax future (scadenza marzo 2018) ha accusato una brusca correzione con i prezzi che, dopo aver ceduto l’importante supporto grafico posto in area 13.160-13.155 punti, sono scesi fino a quota 12.965. La situazione tecnica si è quindi indebolita, con diversi indicatori che registrano un pericoloso rafforzamento della pressione ribassista. Solo il ritorno sopra i 13.300 punti potrebbe fornire un segnale di forza. Un’ulteriore flessione potrebbe spingere i prezzi a ridosso di quota 12.900.

Anche l’Eurostoxx50 future (scadenza marzo 2018) ha subito una rapida flessione ed è sceso fino a quota 3.563 punti. Il quadro tecnico si è indebolito: dopo un veloce pullback verso i 3.600 punti è possibile pertanto un’ulteriore flessione verso i 3.550 punti prima e in area 3.537-3.535 in un secondo momento. Da un punto di vista grafico, infatti, solo il ritorno sopra 3.650 potrebbe fornire una dimostrazione di forza. (riproduzione riservata)

Gianluca Defendi

(MFIU – Milano Finanza Intelligence Unit)


Strategia Ftse Mib future

Data: 02/02/18 08:30:00 Type: CHF

È stata una seduta contrastata sul mercato azionario italiano che è stato respinto da una solida resistenza grafica e ha accusato una brusca correzione intraday. Il Ftse Mib future (scadenza marzo 2018), dopo un’apertura a 23.630 punti, ha compiuto un veloce balzo in avanti ed è salito fino a quota 23.800. Da quest’ultimo livello è poi iniziata una rapida flessione, con il derivato che è sceso fino a 23.430 punti. La situazione tecnica di breve termine appare contrastata, con diversi indicatori che registrano tuttavia un rafforzamento della pressione ribassista. Un’ulteriore discesa avrà un primo target a quota 23.360-23.350 punti e un secondo obiettivo in area 23.280-23.260. Da un punto di vista grafico, tuttavia, un segnale ribassista arriverà soltanto con la rottura del sostegno posto a 23.250 punti. Al rialzo, invece, un nuovo segnale long arriverà soltanto con il breakout di quota 23.900. Strategia operativa intraday. Short su rimbalzo verso 23.690-23.700 con target a 23.600 prima, a quota 23.520-23.510 poi e in area 23.460-23.450 successivamente. Stop a 23.810. (riproduzione riservata)

(MFIU – Milano Finanza Intelligence Unit)


Strategia Euro/Yen

Data: 02/02/18 08:50:00 Type: NANSC

Nella giornata di giovedì il cambio euro/yen ha compiuto un veloce balzo in avanti ed è salito fino a quota 136,95. La struttura tecnica di breve termine è quindi migliorata, con diversi indicatori che registrano un rafforzamento della pressione rialzista. Dopo una breve pausa di consolidamento è possibile pertanto un ulteriore allungo, con un primo target in area 137,20-137,25 un secondo obiettivo attorno a 137,45-137,50. Pericolosa solo una discesa sotto 134,85 in quanto può innescare una rapida correzione verso il successivo supporto situato in area 134,30-133,15. (riproduzione riservata)
Gianluca Defendi

(MFIU – Milano Finanza Intelligence Unit)


Strategia Dollaro/Yen

Data: 02/02/18 09:15:00 Type: NANSC

Nella giornata di giovedì il cambio dollaro/yen ha compiuto un veloce recupero ed è risalito fino a quota 109,75. Nonostante questo rimbalzo la situazione tecnica rimane ancora negativa: un ulteriore recupero dovrà infatti affrontare un duro ostacolo in area 110,30-110,40. Prima di poter iniziare una risalita di una certa consistenza sarà pertanto necessaria un’adeguata fase laterale di riaccumulazione. Da un punto di vista grafico, tuttavia, soltanto il cedimento di quota 108,30 potrebbe fornire un nuovo segnale ribassista, con target teorici a 108-107,95 prima e attorno a 107,75-107,70 in un secondo momento. (riproduzione riservata)
Gianluca Defendi

(MFIU – Milano Finanza Intelligence Unit)


Strategia FtseMib future intraday

Data: 02/02/18 10:30:00 Type: CHF

Mattinata negativa sul mercato azionario italiano che prosegue nella sua correzione, alimentata dalla marcata debolezza del comparto bancario. Il Ftse Mib future (scadenza marzo 2018), dopo un’apertura a 23.545 punti, si è subito indebolito ed è sceso sotto 23.350. La situazione tecnica di breve termine sta quindi peggiorando, con diversi indicatori che registrano un rafforzamento della pressione ribassista. Pericoloso, in particolare, il cedimento del sostegno grafico posto a 23.250 punti in quanto potrebbe innescare un’ulteriore flessione verso 23.150-23.135 prima e attorno a 23.050 in un secondo momento. Solo il ritorno sopra 23.800 potrebbe fornire una dimostrazione di forza. Strategie operative intraday. Tra i titoli proposti in tabella è scattato solo il segnale short su Bper Banca. (riproduzione riservata)

(MFIU – Milano Finanza Intelligence Unit)


Data: 02/02/18 18:00:00 Type: CAL|{CALCI}|ITAANAL|MEA|{MSNANA}|{MSNBAN}|{MSNCORP}|SPA

Se ieri il Ftse Mib di Piazza Affari ha resistito alle massicce vendite abbattutesi sulle borse europee, oggi, dopo un timido tentativo di rialzo in seguito ai buoni dati sul mercato del lavoro Usa, il principale indice di Piazza Affari ha proseguito nella discesa chiudendo la settimana in ribasso dell’ 1,44% a 23.202 punti. Al momento, secondo gli analisti Bank of America – Merrill Lynch, le perdite dell’indice milanese rappresentano delle prese di profitto ed è presto per parlare dell’inizio di una netta correzione. La banca d’affari ha dichiarato che dai propri indicatori per gli asset rischiosi è emerso un segnale di vendita a fine gennaio ma che al momento sul mercato si sta verificando solo un ritracciamento salutare. In negativo anche le altre principali piazze Ue, in particolare il Dax di Francoforte, che ha chiuso con un -1,68%, a causa soprattutto di Deutsche Bank. In rosso anche Parigi (-1,64%) e Londra (-0,65%).

La grande attesa per il report sull’occupazione negli Stati Uniti è stata ben ripagata: a gennaio l’economia ha creato 200.000 posti di lavoro, ben oltre i 177.000 attesi dagli economisti, e il tasso di disoccupazione è rimasto stabile rispetto a dicembre al 4,1%, ai minimi da dicembre del 2000. Ha stupito inoltre il dato sui salari orari, cresciuti dello 0,34% su base mensile a 26,74 dollari, sopra le attese degli economisti che attendevano, invece, un rialzo dello 0,2%. Su base annua, la lettura ha evidenziato una crescita del 2,9%, la migliore dal giugno 2009. Di conseguenza il dollaro si è ripreso sull’euro, a 1,2448.

Intanto il membro del Direttivo Bce, Benoit Coeurè, ha ricordato la necessità di riforme all’interno dell’Eurozona, senza le quali “la prossima crisi potrebbe forzare la Banca centrale europea a testare i limiti del proprio mandato”. Se il contesto non dovesse cambiare, ha aggiunto il banchiere, la Bce potrebbe trovarsi nella posizione estremamente scomoda di dover portare i tassi d’interesse in territorio negativo o di dover comprare asset rischiosi, “oppure potrebbe portarci pericolosamente vicini al finanziamento monetario dei Governi”.

Lo spread tra Btp/Bund è risalito a 127 punti base dai 124,784 di ieri. Il differenziale era calato in misura significativa nelle scorse sedute e resta vicino ai minimi dal settembre 2016. La recente contrazione, spiegano gli strategist di Mps Capital Services, è “segno evidente di un parziale chiusura delle posizioni short, con il mercato che inizia a scommettere su una coalizione di governo” dopo le prossime elezioni di marzo, “in un contesto macroeconomico dell’Italia positivo”.

A Piazza Affari hanno chiuso in rialzo solo Mediobanca (+0,59% a 9,946 euro), autorizzata dalla Bce ad adottare sistemi interni di risk management per calcolare il rischio di credito sui clienti Corporate e gli altri segmenti di attività, e Ferrari (+0,58% a 103,8 euro), dopo un quarto trimestre 2017 migliore delle attese degli analisti e l’obiettivo di un raddoppio dell’ebitda rettificato entro il 2022, a 2 miliardi di euro. Gli analisti di Equita sim hanno alzato il prezzo obiettivo a 120 euro, confermando la raccomandazione buy.

Telecom Italia ha perso l’1,14% a 0,7094 euro. Mediobanca Securities in un report dedicato al settore Tmt italiano ha dichiarato che il titolo presenta il maggiore potenziale di rialzo. Secondo gli analisti sull’azione ci sono timori eccessivi, motivo che ne spiegherebbe la recente debolezza.

Male il comparto bancario, a eccezione della già citata Mediobanca: Unicredit -1,13%, Intesa Sanpaolo -0,73% in attesa del nuovo piano industriale che verrà presentato martedì prossimo, Banco Bpm -0,02% e Ubi -0,94%.

Vendite anche su Atlantia (-1,67% a 25,85). La società, tramite la controllata cilena Grupo Costanera, si è aggiudicata la gara per la concessione del progetto Conexiòn Vial Ruta 78 Hasta Ruta 68. Il costo previsto per la realizzazione dell’opera è di 200 milioni di euro.

Quanto a Prysmian (-1,63% a 27,69) ha acquisito, in seguito a una gara con bando europeo, un nuovo contratto del valore di circa 40 milioni di euro per la realizzazione del nuovo collegamento elettrico sottomarino fra l’isola di Capri e Sorrento (Napoli) da Terna Rete Italia, società interamente posseduta da Terna. Quest’ultima ha lasciato sul terreno il 2,33% a 4,731 euro.

Fuori dal listino principale, si segnala Banca Ifis (-3,88% a 36,18 euro) che oggi ha completato oggi l’acquisizione per 2 milioni di euro del 100% di Cap.Ital.Fin, società specializzata in finanziamenti rimborsabili mediante cessione del quinto dello stipendio.

Su Mondadori (-5,87% a 2,165 euro) Mediobanca Securities nel breve periodo fatica a vedere del potenziale di rialzo, considerando gli attuali prezzi di Borsa. Ma nel lungo termine la casa d’affari è piú ottimista: gli analisti hanno alzato il target price sul titolo da 2,23 a 2,4 euro, con rating neutral.

Infine, B.Farmafactoring (-5,69% a 6,05 euro) ha visto delle prese di beneficio in attesa dei risultati 2017 del 9 febbraio. Deutsche Bank ha confermato la propria visione positiva sull’azione (buy, con prezzo obiettivo a 7 euro) in vista dei conti.

(MFIU – Milano Finanza Intelligence Unit)