Strategia Dax future

Data: 02/01/18 07:45:00 Type: MFANAHP|SPA

Il Dax future (scadenza marzo 2018) ha subito una brusca correzione ed è sceso fino a quota 12.823 punti. La situazione tecnica di breve periodo si sta indebolendo, con diversi indicatori che registrano un rafforzamento della pressione ribassista. Dopo un veloce pullback verso 12.950-12.960 è possibile pertanto un’ulteriore flessione verso 12.760 prima, a quota 12.710 poi e in area 12.665-12.660 successivamente. Un rimbalzo dovrà invece affrontare un primo ostacolo a quota 13.065-13.070, una seconda resistenza attorno a 13.135 e un terzo ostacolo a 13.190-13.200 punti.

Anche l’Eurostoxx50 future (scadenza marzo 2018) ha accusato una brusca flessione, con i prezzi che sono scesi fino a quota 3.481 punti. Il quadro tecnico è quindi peggiorato: possibile pertanto un’ulteriore discesa verso 3.472-3.470 prima e in area 3.457-3.455 in un secondo momento. Un rimbalzo dovrà invece affrontare un duro ostacolo in area 3.535-3.540 punti. Difficile per adesso ipotizzare il ritorno sopra quest’ultimo livello. (riproduzione riservata)

Gianluca Defendi

(MFIU – Milano Finanza Intelligence Unit)


Data: 02/01/18 15:45:00 Type: CAL|{CALCE}|MEA|WORANAL|{MSNANA}|{MSNCORP}|SPA

Avvio positivo e ben intonato per Wall Street nella prima seduta del 2018, dopo la chiusura in territorio negativo registrata venerdì scorso dai principali listini statunitensi. Il Dow Jones ha aperto infatti in rialzo dello 0,48% a 24.838  punti, mentre il Nasdaq avanza dello 0,45% a 6.934 punti. Per il nuovo anno, Shoqat Bunglawala di Goldman Sachs Asset Management si aspetta che “l’espansione a livello globale prosegua e che ciò spinga l’azionario su nuovi massimi”. Secondo l’esperto, tuttavia, la corsa dei titoli dovrebbe rallentare “visto il ritmo forte che abbiamo visto di recente” e potrebbero verificarsi brevi periodi di volatilità in concomitanza con i prossimi aumenti del costo del denaro da parte della Federal Reserve.

Sul fronte valutario, il cambio euro/dollaro si è spinto in giornata fino a 1,2081 e ora scambia a 1,2046, con il Wsj Dollar Index che lascia sul terreno lo 0,36% a 85,66 punti. Secondo gli esperti di Commerzbank, il dollaro potrebbe indebolirsi ulteriormente, poiché “non ci sono fattori che possano spingere il biglietto verde al rialzo”. La riforma fiscale infatti non darà il supporto sperato all’economia statunitense, hanno spiegato gli analisti, e i rialzi dei tassi da parte della Fed “non portano il mercato a pensare alla normalizzazione della politica monetaria”. Secondo gli esperti, la recente dinamica del cross euro/dollaro è dovuta principalmente alle aspettative degli investitori sul fatto che il 2018 sarà l’anno della fine del programma di allentamento quantitativo della Banca centrale europea. “Il trend rialzista dipende più dalla forza della valuta europea che dalla diffusa debolezza dimostrata dal biglietto verde nel corso delle ultime due settimane”, hanno concluso gli analisti.

Tra i singoli titoli da tenere d’occhio oggi, Netflix guadagna il 2,87% in seguito al giudizio positivo degli analisti di Macquarie Research, che hanno alzato il rating sul titolo da neutral a outperform. I motivi principali dell’upgrade riguardano la nuova preferenza degli analisti per le aziende con modelli di abbonamento rispetto a quelle orientate alla pubblicità e una distribuzione in scala con una presenza internazionale, oltre a un miglioramento registrato in termini di ricavi e guadagni. Tuttavia, secondo gli analisti l’abrogazione da parte della Federal Communication Commission delle regole di neutralità della rete potrebbe rappresentare un grosso rischio se i fornitori di servizi internet decidessero di aumentare i prezzi della larghezza della banda.

Ben avviata anche Walt Disney (+1,16%). Il film “Star Wars: gli ultimi Jedi” ha ottenuto il record di incassi del 2017, raccogliendo 533 milioni di dollari in Usa e in Canada dal suo debutto a oggi. La pellicola, ora attesa alla prova del mercato cinese, continuerà a essere proiettata nelle sale cinematografiche nelle prossime settimane e, a livello mondiale, ha incassato 1,04 miliardi di dollari.

Tonfo, invece, per Weatherford International, che cede il 16,07% in seguito alla cessione di un pozzo petrolifero alla rivale Schlumberger per 430 milioni di dollari, abbandonando così i piani per una joint-venture.

In rialzo del 2,98% Abbott Laboratories dopo che Morgan Stanley e JPMorgan hanno promosso il titolo della società, portando la raccomandazione a “overweight”.

La società internet cinese Xunlei avanza del 4,87%. Il titolo beneficia dell’annuncio di Morgan Stanley, che ha dichiarato di avere il 5,1% della società.

Infine, Riot Blockchain cede l’1,83% dopo che il ceo John O’Rourke ha annunciato, sabato scorso, la vendita di quasi 30.000 azioni della società a prezzi compresi tra 28,45 e 28,90 dollari.

(MFIU – Milano Finanza Intelligence Unit)


Data: 02/01/18 18:00:00 Type: CAL|{CALCI}|ITAANAL|MEA|{MSNANA}|{MSNBAN}|{MSNCORP}|{MSNMECO}|SPA

Inizio d’anno altalenante per il FtseMib di Piazza Affari, che dopo la buona apertura ha virato verso il basso toccando un minimo intraday di 21.613 punti, per poi concludere annullando le perdite, terminando sostanzialmente invariato a quota 21.845 punti, in calo dello 0,04%. Il principale indice milanese aveva chiuso il 2017 lasciando sul terreno l’1,21%. Il rimbalzo di oggi è stato guidato dai titoli del comparto industriale, che hanno effettuato un’inversione di trend a partire dalla metà della seduta.

In rosso, invece, le altre principali borse europee, con il Cac di Parigi che ha lasciato sul terreno lo 0,67%, il Dax di Francoforte in calo dello 0,41% e il Ftse100 di Londra che ha terminato la seduta a -0,46%. Si allarga ancora lo spread btp/bund, che ha terminato oltre quota 160 a 163,724 punti base, mentre sul fronte valutario il cross euro/dollaro continua a scambiare attorno alla soglia di 1,20 a quota 1,2056 . Secondo gli esperti di Commerzbank, la recente dinamica del tasso di cambio è dovuta principalmente alle aspettative degli investitori sul fatto che il 2018 sarà l’anno della fine del programma di allentamento quantitativo della Banca centrale europea.

Sul fronte macroeconomico, la giornata è stata dominata dai dati relativi agli indici Pmi manifatturieri.  La lettura definitiva di dicembre relativa all’Eurozona si è attestata a 60,6 punti, nuovo massimo storico, in linea al consenso e in aumento rispetto ai 60,1 punti di novembre.

In Italia, invece, l’indice Pmi manifatturiero è sceso a sorpresa a 57,4 dal massimo da sei anni e mezzo di 58,3 registrato a novembre, confermandosi comunque ben sopra la soglia dei 50 punti, che separa le rilevazioni di crescita da quelle di contrazione del comparto. Il dato si è rivelato inferiore alle stime degli economisti che indicavano un’ulteriore salita dell’indice a 58,5. Mentre negli Stati Uniti, l’indice è salito, nella lettura definitiva di dicembre, a 55,1 punti dai 53,9 registrati a novembre, sui massimi da marzo del 2015.

Tra i titoli di Piazza Affari, dunque, bene il comparto industriale con Stm (+1,26% a 18,43 euro), Fca (+1,68% a 15,16 euro), su cui Mediobanca Securities ha confermato la raccomandazione outperform e il prezzo obiettivo a 20 euro, e Leonardo (+1,61% a 10,08 euro). Quest’ultima ha firmato con la Polizia di frontiera della Lettonia un contratto che prevede l’acquisto di due elicotteri monomotore AW119Kx con configurazione dedicata, un’opzione per un’ulteriore unità e servizi di addestramento per equipaggi e tecnici addetti alla manutenzione. Gli AW119Kx saranno consegnati dallo stabilimento Leonardo di Philadelphia nel 2019

In positivo anche il comparto petrolifero con Saipem (+0,42% a 3,822 euro), Tenaris (+0,68 a 13,25 euro) e Eni (+0,22% a 13,83 euro) sostenute dal recente andamento dei prezzi del greggio.

In calo Atlantia (-0,57% a 26,17 euro) dopo che il governo spagnolo venerdì scorso ha autorizzato Acs e la controllata tedesca Hochtief a rilevare Abertis in caso di successo della loro offerta pubblica di acquisto. L’offerta è comunque ancora in attesa del semaforo verde della Cnmv, la Consob Spagnola.

In rosso anche Enel (-0,49% a 5,105 euro). La controllata spagnola Endesa ha ottenuto dalla Bei 500 milioni di euro per modernizzare la propria rete di distribuzione. Endesa investirà 1,2 miliardi di euro nel periodo 2018-2020 per digitalizzare la rete elettrica e 800 milioni per migliorare le strutture già esistenti. Mediobanca Securities ha confermato il rating neutral sul titolo con un target price a 5,50 euro.

Contrastato il comparto bancario, con Intesa -0,58% , Mediobanca -0,42% , Bper Banca -1,19%, mentre hanno terminato in positivo Unicredit (+0,83%) e Banco Bpm (+0,92%). Nel nel settore assicurativo in luce Unipol (+3,27%).

Fuori dal listino principale ha brillato Mondadori (+5,76% a 2,202 euro) in scia alla promozione di Banca Akros, che ha alzato la raccomandazione sul titolo da neutral a buy confermando il prezzo obiettivo a 2,4 euro. Il gruppo avrebbe allo studio l’integrazione delle proprie attività in Francia con quelle di Lagardere e Marie Claire che, secondo gli analisti, consentirà in termini di sinergie di prevedere un ebitda doppio nel 2018 rispetto ai 25 milioni previsti.

Infine, sull’Aim Italia ha brillato Safe Bag (+3,58% a 5,49 euro) che ha rinnovato per ulteriori tre anni il contratto presso l’aeroporto “Cristoforo Colombo” di Genova per l’affidamento in subconcessione delle aree destinate alla fornitura dell’offerta di soluzioni di avvolgimento bagagli, rintracciabilità attraverso Safe Bag 24 e vendita di Travel Goods.

(MFIU – Milano Finanza Intelligence Unit)