Strategia Euro/dollaro

Data: 01/02/18 07:30:00 Type: NANSC|MFTGED

Nella giornata di mercoledì il cambio euro/dollaro ha tentato un allungo ma è stato respinto da quota 1,2475. La situazione tecnica rimane pertanto costruttiva (i vari indicatori direzionali si trovano ancora in posizione long) ma, prima di poter tentare un nuovo allungo, è probabile una fase laterale di consolidamento. Da un punto di vista grafico, infatti, soltanto il breakout di 1,25 potrebbe fornire un nuovo segnale rialzista, con target teorici a 1,2530-1,2535 prima, a quota 1,2560 poi e in area 1,2590-1,2595 in un secondo momento. Difficile per adesso ipotizzare un’inversione ribassista di tendenza. (Gianluca Defendi)

(MFIU – Milano Finanza Intelligence Unit)


Strategia Dax future

Data: 01/02/18 07:45:00 Type: MFANAHP|SPA

Nella seduta di mercoledì il Dax future (scadenza marzo 2018) ha subito una veloce correzione, con le quotazioni che sono scese in area 13.160-13.155 punti. La situazione tecnica appare contrastata: prima di poter tentare un allungo sarà necessaria una fase laterale di riaccumulazione. Fondamentale, sotto questo punto di vista, la tenuta del sostegno situato in area 13.130-13.125 punti. Un recupero dovrà comunque affrontare un primo ostacolo a quota 13.440-13.445 e una seconda barriera in area 13.520-13.525 punti.

L’Eurostoxx50 future (scadenza marzo 2018) ha tentato un recupero ma è stato respinto da quota 3.615. Il quadro tecnico appare contrastato: da un punto di vista grafico, infatti, solo il ritorno sopra 3.650 potrebbe fornire una nuova dimostrazione di forza. Un segnale ribassista arriverà invece con il cedimento di quota 3.575. (riproduzione riservata)

Gianluca Defendi

 

(MFIU – Milano Finanza Intelligence Unit)


Strategia Ftse Mib future

Data: 01/02/18 08:15:00 Type: CHF

È stata una seduta contrastata sul mercato azionario italiano che, dopo la brusca flessione di martedì, ha tentato un difficile recupero. Il Ftse Mib future (scadenza marzo 2018), dopo un’apertura a quota 23.530 punti, è stato respinto da quota 23.600 ed è sceso fino ad un minimo intraday a 23.415 punti. La situazione tecnica di breve termine appare contrastata, con diversi indicatori che registrano un rafforzamento della pressione ribassista. Un’ulteriore discesa avrà un primo target a quota 23.360-23.350 punti e un secondo obiettivo in area 23.280-23.260. Da un punto di vista grafico, tuttavia, un segnale ribassista arriverà soltanto con la rottura del sostegno posto a 23.250 punti. Al rialzo, invece, un nuovo segnale long arriverà solo con il breakout di quota 23.900. Strategia operativa intraday. Short su rimbalzo verso 23.700-23.710 con target a 23.610-23.600 prima, a quota 23.520 poi e in area 23.440-23.420 successivamente. Stop a 23.810. (riproduzione riservata)

(MFIU – Milano Finanza Intelligence Unit)


Strategia Dollaro/Yen

Data: 01/02/18 08:40:00 Type: NANSC

Nella giornata di mercoledì il cambio dollaro/yen ha compiuto un veloce recupero ed è risalito in area 109,40-109,45. Nonostante questo rimbalzo la situazione tecnica rimane ancora negativa: un ulteriore recupero dovrà affrontare un primo ostacolo attorno a 109,70 e una seconda barriera in area 110,30-110,40. Prima di poter iniziare una risalita di una certa consistenza sarà comunque necessaria un’adeguata fase laterale di riaccumulazione. Da un punto di vista grafico, tuttavia, un nuovo segnale ribassista arriverà soltanto con il cedimento di quota 108,30 con target teorici a 108-107,95 prima e attorno a 107,75-107,70 in un secondo momento. (riproduzione riservata)
Gianluca Defendi

(MFIU – Milano Finanza Intelligence Unit)


Strategia Euro/Yen

Data: 01/02/18 09:05:00 Type: NANSC

Nella giornata di mercoledì il cambio euro/yen ha compiuto un veloce recupero ed è risalito in area 136-136,05. Nonostante questo rimbalzo la struttura tecnica di breve termine rimane ancora contrastata: da un punto di vista grafico, infatti, soltanto il breakout della resistenza posta a 136,40 potrebbe fornire una chiara dimostrazione di forza. Pericolosa invece una discesa sotto 134,30 in quanto può innescare un’ulteriore correzione verso il supporto situato in area 134-133,90. Fondamentale comunque la tenuta del sostegno situato a ridosso di quota 133 in quanto può favorire la costruzione di una solida base accumulativa. (riproduzione riservata)
Gianluca Defendi

 

(MFIU – Milano Finanza Intelligence Unit)


Strategia FtseMib future intraday

Data: 01/02/18 10:10:00 Type: CHF

Mattinata positiva sul mercato azionario italiano che compie un veloce recupero, alimentato dal recupero del comparto bancario, e si porta a ridosso di una solida area di resistenza. Il Ftse Mib future (scadenza marzo 2018), dopo un’apertura a 23.630 punti, si è subito rafforzato ed è salito fino a quota 23.730. Nonostante questo rimbalzo la situazione tecnica di breve termine rimane ancora contrastata: al rialzo, infatti, un nuovo segnale rialzista arriverà soltanto con il breakout di quota 23.900. Pericolosa invece discesa sotto 23.400 anche se, da un punto di vista grafico, sarà soltanto il cedimento di quota 23.250 a provocare un’inversione ribassista di tendenza. Strategie operative intraday. Nessuno dei titoli proposti in tabella ha fatto scattare il relativo segnale operativo. (riproduzione riservata)

(MFIU – Milano Finanza Intelligence Unit)


Data: 01/02/18 18:00:00 Type: CAL|{CALCI}|ITAANAL|MEA|{MSNANA}|{MSNCORP}|{MSNMECO}|SPA

Seduta altalenante per il Ftse Mib di Piazza Affari, che al termine della giornata ha concluso in rialzo dello 0,15% a 23.541 punti, riducendo i guadagni dopo aver toccato un massimo intraday di 23.809 punti. In generale sulle borse europee ha pesato il ribasso del Dax di Francoforte (-1,41%), influenzato a sua volta dal rialzo del rendimento del Bund decennale allo 0,72%. Di riflesso il differenziale tra il decennale tedesco e quello italiano ha chiuso in netta contrazione a 124,784 punti base. In rosso anche il Cac di Parigi (-0,5%) e il Ftse 100 di Londra (-0,65%).

Sul fronte della politica monetaria, oggi il capo economista della Banca centrale europea, Peter Praet, ha ribadito che “un ampio grado di stimolo monetario rimane necessario per continuare ad aiutare la ripresa dell’inflazione sottostante e per supportare gli sviluppi complessivi dell’indice dei prezzi al consumo nel medio periodo”. Il membro del Direttivo della Bce ha infatti sottolineato che “gli sviluppi sul fronte dell’inflazione rimangono modesti, motivo per cui siamo ancora distanti dai criteri fissati dal Consiglio esecutivo per un aggiustamento sostanziale del percorso” di politica. Tuttavia, ha aggiunto Praet, “il solido ritmo dell’espansione economica mostra chiaramente che la nostra politica monetaria è stata efficace nello spianare la strada al ritorno dell’inflazione a un tasso inferiore, ma vicino al 2% a medio termine”.

Sul fronte macroeconomico, oggi è stata la giornata dei Pmi manifatturieri. All’interno dell’Eurozona, la lettura definitiva di gennaio si è attestata a 59,6 punti, in linea al consenso degli economisti ma comunque in calo rispetto ai 60,6 segnati a dicembre. Mentre in Italia il settore manifatturiero è cresciuto lo scorso mese al ritmo più sostenuto da sette anni, trainato dal forte flusso di ordinativi. L’indice è infatti salito a 59 punti, il livello più elevato da febbraio 2011, dai 57,4 di dicembre. Le attese degli economisti erano per un indice in lieve rialzo a 57,5.

A Piazza Affari ha messo il turbo Ferrari (+7,46% a 103,2 euro) dopo i conti superiori alle attese. L’utile netto registrato dal Cavallino Rampante ha superato i 528,7 milioni di euro stimati dal consenso attestandosi a 537 milioni, con un deciso incremento del 34%. Sempre all’interno della scuderia Agnelli, in luce anche Cnh (+4,74% a 12,48 euro) che ha raggiunto con Microsoft un accordo per un nuovo progetto di trasformazione digitale che punta a fornire servizi tecnologici potenziati ai clienti dei brand agricoli globali di Cnh Industrial, Case Ih e New Holland Agriculture, e del suo marchio di veicoli commerciali Iveco. Mentre Fca ha chiuso in calo dell’1,17% a 19,234 euro in seguito al dato relativo alle immatricolazioni negli Stati Uniti a gennaio. Le vendite del gruppo guidato da Sergio Marchionne hanno subito una flessione del 13%, trainate in basso dal dimezzamento del volume dei veicoli commerciali per flotte.

Acquisti su Leonardo (+1,71% a 9,886 euro), che ha effettuato un rimbalzo dopo le vendite massicce delle ultime due sedute. Tra gli acquirenti anche l’amministratore delegato Profumo, che ha acquistato ieri 100.000 azioni della società a un prezzo medio di 9,73 euro, per un investimento totale di 973.000 euro.

Bene il settore oil grazie al rialzo dei prezzi del petrolio: Eni ha segnato un +0,72% a 14,59 euro, Saipem +0,32% a 3,783 euro e Tenaris +1,25% a 14,2 euro. A due velocità, invece, il comparto bancario: Intesa -0,7%, Mediobanca +0,98%, Unicredit +0,14%,  Bper -0,77% , Ubi B. -0,19%, Banco Bpm -1,96%. Tra gli altri finanziari, Unipol (-2,05% a 4,35 euro) ha pagato il downgrade di Kepler Cheuvreux da buy a hold, con prezzo obiettivo confermato a 4,6 euro. Gli analisti, per giustificare il taglio del rating, hanno citato la buona performance del titolo.

Nel settore del lusso, rimbalzo di S.Ferragamo (+2,25% a 23,17 euro) dopo i recenti cali e i conti che hanno evidenziato ricavi al di sotto delle attese. Nel resto del comparto Luxottica (-0,89% a 51,34 euro), Moncler (+0,75% a 26,74 euro) e Ynap (-0,24% a 37,76 euro).

Fuori dal listino principale si segnalano Trevi Fin. (+7,66% a 0,485 euro), che ha effettuato un movimento di recupero, e Autogrill (+0,54% a 11,27 euro), su cui Mediobanca Securities ha confermato il giudizio outperform con prezzo obiettivo a 13,6 euro. Gli analisti hanno sottolineato che l’indice sulla performance della ristorazione negli Stati Uniti conferma che è in corso un contesto di ripresa.

(MFIU – Milano Finanza Intelligence Unit)