Analisi di Mercato

Analisi di mercato settimanale di Saverio Berlinzani – 12/03/2021

BANCHE CENTRALI IN AZIONE

Abbiamo vissuto una settimana altalenante sul mercato dei cambi con una iniziale quanto sostenuta ripresa del dollaro, alimentata dall’aumento dei rendimenti dei titoli di Stato, che aveva portato ad una correzione dei listini azionari Usa, specie i tecnologici, in una fase di risk off che aveva aiutato la ripresa del biglietto verde. Successivamente il mercato si è girato per il tentativo, per ora riuscito, delle banche centrali di smorzare il pericolo di un ritorno prepotente del risk off spinto da prospettive di rialzo futuro del costo del denaro. Come ricorderete cari amici, avevamo richiamato l’eventualità di una prolungata fase di trading range tra le principali coppie valutarie, proprio in ragione del bilanciamento di queste due forze contrapposte, QE vs Tapering, ed è ciò che puntualmente è avvenuto. La settimana va a concludersi con i prezzi sempre all’interno delle fasce richiamate, nonostante la rinnovata debolezza di dollaro di fatto pilotata dalle autorità monetarie che hanno smorzato i toni relativamente al rialzo dei rendimenti, negando che per ora vi sia un pericolo inflazione imminente. Un ulteriore motivo della discesa del dollaro è stata la decisione della Camera dei deputati Usa di approvare il pacchetto di stimoli fiscali da 1.9 trilioni di dollari, che naturalmente va nella direzione di fornire ulteriore liquidità ai mercati. Liquidità che pertanto resta alta, potenzialmente in grado di alimentare nuovamente il rialzo dei prezzi dei listini azionari. Anche la Bce giovedì scorso si è allineata all’approccio dovish, mantenendo gli acquisti di attività al livello stabilito. Nessun tapering quindi, anzi, la Bce si è detta pronta ad aumentare gli acquisti di titoli, se ce ne fosse bisogno. Le incertezze sono ancora troppe per poter inasprire la politica monetaria, che peggiorerebbe le condizioni del credito durante una fase di incertezza legata alla pandemia come quella attuale. Sulle price action continuiamo a vedere la fase di trading range segnalata la settimana scorsa. Ma bisogna anche dire che qualcosa è cambiato nelle price action e la settimana entrante sarà estremamente significativa, in ragione del fatto che sono attese alla decisione sui tassi la Fed, la Boe e la Boj. Se l’atteggiamento sarà ancora accomodante per tutte, allora probabilmente continueremo ad assistere ad un rialzo dei mercati in risk on congiuntamente ad un ribasso della divisa americana.

Che cosa farà la Fed? Powell sarà ancora così pessimista relativamente al decorso della crisi pandemica oppure aprirà a qualche spiraglio di ripresa sostenuta, dato che i dati paiono già da un paio di trimestri incoraggianti? Bisognerà a tal proposito ascoltare anche la conferenza stampa, per vedere se il Governatore aprirà al recupero della congiuntura e al rialzo dell’inflazione. Sappiamo bene che in questo determinato periodo storico, maggiore è la preoccupazione dei banchieri centrali, maggiore è la liquidità che viene fornita alle borse che quindi salgono. Stiamo vivendo una contraddizione evidente, peggio si sta, meglio vanno le borse, il che appare come un vero controsenso, specie perché l’economia reale soffre pene talvolta indicibili. Ma questi sono i mercati oggi.

In questo momento, è in atto una diversificazione di portafoglio, legata alle aspettative che gli investitori hanno sui tassi, che potrebbero muoversi in certi paesi con un ritmo maggiore rispetto ad altri, in relazione a come le diverse aree saranno in grado di risolvere il problema della pandemia. La situazione a livello di coperture vaccinali è diversa da paese a paese e ciò crea aspettative differenti tra gli investitori. Pertanto si assiste ad un asset allocation differente per valute. Anche l’oro, dopo una fase di costante ribasso da 1.960 a 1.670 dollari, sta correggendo al rialzo, in controtendenza all’andamento del biglietto verde. La correlazione è corretta, se non fosse che l’oro sta salendo con l’equity che continua a macinare record. Il che potrebbe sembrare un controsenso ma non lo è in quanto gli acquisti di gold sono stati la classica copertura per chi deteneva posizioni long equity

EurUsd sta riprendendo a correre, anche se sappiamo che è frenato dalle parole della Bce che vorrebbe un tasso di cambio più debole per far ripartire la crescita, ancora estremamente fragile in relazione ad una maggiore lentezza nel fornire supporto vaccinale ai propri cittadini, a differenza di quanto avviene in Uk e Usa, dove le campagne vaccinali sembrano decisamente più avanti. Vedremo cosa ci dirà la settimana prossima, ma un fatto è certo: il trend di ribasso del dollaro sembra acquistare momentum. Durerà? Lo vedremo insieme cari amici. Restate collegati con noi, ci divertiremo.

 

Saverio Berlinzani

 

 

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