Fase interlocutoria sui cambi

Una giornata, quella di ieri, che ci ha ricordato gli anni passati, con volatilità relativamente bassa e un mercato che è parso liquido e in fase di consolidamento, laterale e bilaterale allo stesso tempo, la condizione giusta per ritrovare un poco di calma dopo settimane frenetiche ed estremamente volatili. Il tutto condito con un aumento del risk on che ha privilegiato comunque il lato sell Usd su ogni rialzo. In questo momento viviamo come sospesi, in una bolla, in attesa che i contagi da virus corona, finalmente mollino un poco la presa a livello italiano, ma non solo, permettendo così all’umanità di riprendere a vivere, diciamo, quasi normalmente. Non è facile, pensiamo a quei milioni di persone chiusi nelle loro case, ad attendere notizie, o ancor di più quelle migliaia che hanno dei cari in ospedale, senza avere alcuna notizia, perchè impossibilitati a muoversi, o al peggio con i propri cari nelle terapie intensive. Insomma è un momento estremamente difficile per tanti e questo si percepisce e si sente, anche sui mercati, anche per chi è abituato a vivere tutto come un riferimento all’andamento di questo o quel titolo di questa o quella valuta. Il mercato si abitua a tutto, ma questa volta è diverso e anche chi opera in questo settore ne ha in qualche modo risentito. E’ una situazione surreale, che in qualche modo ci cambierà.

Tornando al nostro settore, segnaliamo quindi una fase di indebolimento leggero del biglietto verde, che sembrerebbe aver perso, relativamente, quella condizione di asset rifugio di cui tutti hanno bisogno, almeno per il momento. La chiave è capire se durerà. Se osserviamo i grafici di medio e lungo termine, a noi pare che, dopo questa fase di assestamento che potrebbe sembrare un climax di lungo termine, il biglietto verde, a nostro avviso perderà quota e, anche se adesso ci risulta difficile scoprire quale sarà la ragione, ci pare di poter dire che siamo vicini, sul alcune coppie di valute ad inversioni di medio e lungo termine che potrebbero segnare livelli minimi o massimi per molto tempo. Ci riferiamo a quell’1.4670 di UsdCad o a quel 0.5512 di AudUsd o ancora 0.5455 di NzdUsd, livelli estremi che non sarà facile rivedere. Forse ci vorrà tempo per le inversioni, ma certamente crediamo che questi livelli non sarà facile bucarli. Alcune grandi banche di investimento ieri, hanno segnalato il fatto che il dollaro avrebbe ancora strada da fare, segnalando un 3 5 per cento di possibile rialzo, il che è assolutamente possibile, osservando per esempio il dollar index, che dai minimi di 98.40, potrebbe rivedere tranquillamente 101.80 90, ma non sarà certamente facile andare a violare quel 104.00 visto in apertura domenica sera 22 marzo. Cercare però le ragioni di una possibile caduta strutturale del biglietto verde, non è per niente facile, perchè significherebbe fare delle elucubrazioni su scenari francamente di difficile interpretazione e come si sa, è meglio concentrarsi sui movimenti di giornata e seguire i flussi, anzichè avventurarsi in previsioni non facili, però è sempre stato nella nostra filosofia, quella di ipotizzare diversi scenari, che sono interessanti, se non altro, sotto il profilo della cultura finanziaria.

Il biglietto verde potrebbe perdere il suo status, se per esempio assistessimo ad un crollo dell’equity accompagnato ad una eccessiva e temporanea forza del biglietto verde, perchè con i profitti aziendali in calo e un dollaro forte, unitamente ad un lockdown che sta creando non pochi danni agli Usa, si renderebbe necessario un intervento come quello dell’Hotel Plaza del 1985, quando divenne imprescindibile una svalutazione coordinata della divisa americana per ridurne l’eccessiva forza. Un’altra ragione potrebbe essere la ripartenza economica cinese, non accompagnata ad un altrettanto rapida ripresa Usa, il che potrebbe causare ripercussioni con la necessità di indebolire il biglietto verde sullo Yuan. Le incognite invece sono rappresentate dalle misure della Fed e dell’amministrazione Trump che invece potrebbero magari far ripartire il paese molto velocemente oppure renderlo più vulnerabile sotto il profilo dell’affidabilità legata all’esplosione del debito. E ancora, bisognerà osservare quello che sarà il ruolo della vecchia Europa, alle prese con il periodo più difficile, probabilmente, della sua ventennale storia di unità non ancora compiuta. in questo contesto, vedremo quindi la direzione che prenderà per esempio EurUsd rispetto ad altre coppie di valute, perchè se è vero come accade oggi, che si hanno movimenti unilaterali, o a favore o contro dollaro tutti contemporaneamente, il ritorno alla normalità riporterà la diversificazione tra coppie valutarie in una scelta, molto più tecnica tra gli asset da preferire.

 

Buona giornata e buon trading.

 

Saverio Berlinzani