Analisi di Mercato

Analisi di mercato Saverio Berlinzani – 30/10/2020

BCE, QUALCUNO SI ASPETTAVA DI PIU’

Nessuna novità ieri dalla decisione della Bce, che ha lasciato i tassi invariati, in un momento in cui forse, qualcuno si sarebbe atteso maggiore decisionismo da parte della Lagarde, specialmente in un momento tanto delicato come quello che stiamo vivendo in tutta Europa, con i contagi che sembrano fuori controllo e i Governi che lentamente stanno riproponendo i lockdown. Si deve tener conto, infatti, delle previsioni che ci dicono che altre 4 o 5 settimane con questi numeri e i sistemi sanitari cominceranno ad andare in grave sofferenza. In ogni caso il Governatore ha dichiarato che i rischi sono orientati al ribasso e che la Bce valuterà attentamente le informazioni in arrivo, sia per quel che riguarda la pandemia, la prospettiva del vaccino ma anche l’evoluzione del tasso di cambio. Ma i tempi oggi non sembrano maturi per un rafforzamento del Qe, e occorrerà attendere il mese di Dicembre per consentire una rivalutazione delle prospettive economiche e dei rischi connessi. Sulla base di quelle valutazioni, la Bce potrà ricalibrare i propri strumenti, che per ora, restano appropriati. I tassi, in ogni caso rimarranno quelli attuali o addirittura inferiori fino a quando le prospettive di inflazione non saranno convergenti al 2%. Gli acquisti nell’ambito del programma Pepp continueranno fino al mese di Giugno del 2021, mentre quelli relativi all’Asset Purchase (App) continueranno al ritmo di 20 miliardi mese. Nessuna sorpresa quindi ma la promessa di ricalibrare i numeri a Dicembre in base a quanto sarà accaduto a livello macro. Una Bce dovish quindi, ma meno del previsto forse.

L’EurUsd è sceso quasi fino a 1.1647 per poi correggere e tornare stamani in area 1.1680, nonostante l’avversione al rischio cominci a percepirsi distintamente anche sugli indici e sul Gold, che è in correlazione diretta con i listini. Il Dax sta cedendo terreno e sta trascinando con sé anche i listini americani, che stanno perdendo quota in prossimità delle elezioni, in contrasto con la statistica storica che ci racconta che la settimana prima delle elezioni, tendenzialmente Wall Street è salita 9 volte nelle ultime 12 elezioni. Ma la notizia di ieri, sul fronte Usa, è stato il dato sul Pil del terzo trimestre che è apparso sorprendente, essendo uscito a +33.1% contro una attesa di +31%, ma soprattutto dopo un tonfo del secondo trimestre del 31.4%. Tale rimbalzo è eclatante ma va inserito nel contesto, che è parso di ripresa generalizzata dopo i numeri tremendi del primo e secondo trimestre. Bisogna dire che nonostante il rimbalzo la produzione economica resta sotto i livelli pre-Covid, ma ciò ci pare anche normale e anche logico viste le incertezze attuali. In ogni caso l’economia Usa sembra aver recuperato circa i due terzi della sua produzione persa nel secondo trimestre. Le misure di stimolo sono scuramente servite ma è probabile che i prossimi dati, dato il peggioramento dei numeri relativi alla pandemia, possano essere decisamente inferiori a quelli appena usciti. Vedremo, anche perché in mezzo a tutto ciò tra pochi giorni sapremo chi sarà il Presidente Usa e da quel punto di vista, ci aspettiamo un aumento della volatilità dei mercati.

Buon trading e buon fine settimana.

 

Saverio Berlinzani