Analisi di Mercato

Analisi di mercato Saverio Berlinzani – 30/04/2020

La Fed lascia i tassi invariati

La Federal Reserve, come ampiamente previsto, ha lasciato i Fed Funds invariati, nella forbice tra 0% e 0.25%. Il Fomc, ovvero il Comitato direttivo, ha deciso di mantenere i tassi attuali per tutto il tempo necessario a far ripartire l’economia e la congiuntura, duramente colpita dalla pandemia. Gli obiettivi, secondo quanto si legge nello statement, restano massima occupazione e stabilità dei prezzi. Nella conferenza stampa che ha fatto seguito alla decisione, il Governatore Jerome Powell, ha ribadito la necessità di utilizzare tutti gli strumenti a disposizione per sostenere l’economia a stelle e strisce, continuando ad acquistare titoli di Stato e asset garantiti da mutui, oltre a tutte le operazioni di Repo overnight e a termine, per iniettare e fornire tutta la liquidità necessaria al sistema. Il Presidente ha infatti riaffermato l’impegno di rilanciare l’economia senza guardare al bilancio e al debito, in questa fase tanto delicata, nella quale la priorità è il recupero dei posti di lavoro e della produzione. L’impegno è fornire prestiti, ma non solo, rilanciare anche il sostegno a chi questi prestiti non li può pagare, attraverso crediti fiscali e agevolazioni. Per il futuro l’obiettivo numero uno è uscire dalla pandemia e, successivamente, rilanciare una economia verso la quale le incognite sono tante, compreso il fatto che non si ha la certezza che la ripartenza possa essere immediata, anzi. Un Presidente quindi che ha mostrato un certo pessimismo, almeno così è parso a noi, nonostante la determinazione ad intervenire per sostenere e far ripartire il colosso Usa.

Il mercato ha reagito vendendo dollari, in una fase nella quale il biglietto verde comunque non molla i supporti chiave, ad eccezione forse delle sole valute oceaniche e dollaro canadese, verso le quali è tornata la fiducia di un tempo. Il mercato e gli investitori stanno comprendendo che Australia e Nuova Zelanda sono rimasti marginalmente fuori dalla crisi pandemica e, nonostante il lockdown cinese del primo periodo, ovvero tra febbraio e marzo, assai difficile per l’export verso il gigante asiatico, si sono ripresi e mostrano numeri migliori di altri nonostante ovviamente, il lockdown li abbia colpiti soprattutto nell’occupazione come gli altri. Ma ora che in Cina i casi di contagio sono ridotti praticamente a zero e il mondo asiatico è in ripartenza, sono ovviamente i primi a beneficiarne, compreso il fatto che l’inflazione è salita sopra il 2% in Australia nel primo trimestre, e non ce la sentiamo di escludere un prossimo rialzo del costo del denaro nei prossimi mesi.

Sul fronte degli altri rapporti di cambio, siamo sempre in trading range, con EurUsd che non riesce a sfondare quota 1.0890-00 e se dovesse fallire ancora nei prossimi giorni, probabilmente potrebbe poi riattaccare i supporti a 1.0810-20 area. Cable che ha trovato anch’esso un muro a 1.2510-20 e per ora si è stabilizzato in area 1.2450. UsdJpy che tiene i supporti a quota 106.25-30 con la Boj sempre vigile. Sugli altri rapporti di cambio segnaliamo la discesa di UsdCad, arrivato sul primo supporto chiave a 1.3855-60 ma con possibilità anche di accelerare a raggiungere i target in area 1.3725-30. Su AudUsd potremmo vedere anche 0.6640-50 prima di una correzione rilevante mentre su NzdUsd 0.6220 potrebbe essere l’obiettivo analogo. Oggi è ancora giornata di dati, dopo quello di ieri sul Pil Usa che ha mostrato un calo del 4.8% su base annua. Ma ripetiamo, i dati in questo momento non sono significativi per le price action che hanno già necessariamente inglobato la recessione nei movimenti attuali. Restiamo vigili perchè se il mercato dovesse tornare in modalità risk off per qualche ragione, dovremo essere pronti a reagire. Per il momento non è così e le price action sono in attesa che qualcosa accada.

 

Buona giornata e buon trading.

 

Saverio Berlinzani