Analisi di Mercato

Analisi di mercato Saverio Berlinzani – 30/03/2020

Vicino ai livelli chiave

Se osserviamo i grafici delle borse Usa, e insieme diamo una occhiata a quelli delle principali coppie di valute, noteremo che c’è una similitudine evidente, caratterizzata da un crollo nel periodo che va dal 9 al 19 marzo a cui ha fatto seguito un recupero che è arrivato all’incirca al 61.8% della discesa, chi più chi meno. E questa e’ una caratteristica tipica dei mercati in risk off, ovvero non offrono più alcuna diversificazione ma sono monocordi e si buttano in modo univoco sul mercato stesso. Per cui abbiamo assistito ad un mercato dollaro centrico ed equity centrico, con acquisti di dollari accompagnati a crolli di borsa, nel quale non è valsa più alcuna scelta differente in quanto il dollaro ha rappresentato dapprima la valuta migliore da scegliere (negli ultimi anni) perchè offriva maggiori rendimenti, e ora rappresenta invece ancora la valuta rifugio per eccellenza, superando anche Jpy e Chf in questa peculiarità che appariva fino a qualche tempo fa prerogativa di queste ultime due divise. Ora siamo arrivati su punti chiave, importantissimi per capire quel che accadrà prossimamente, cioè le correzioni che abbiamo visto, che sono frutto soprattutto delle decisioni prese dalle banche centrali di sostenere i mercati con quantità illimitate di denaro, potrebbero essere arrivate ad un punto di svolta. Si tratta di comprendere se dai livelli attuali, ritornerà la paura e il panico, legati sia agli effetti sanitari legati al corona virus, sia a quelli economici, che sembrano diventare estremamente pesanti, man mano che i lock down imposti dalle autorità di mezzo mondo, proseguono ininterrotti, oppure se gli interventi a sostegno dell’economia reale con l’helicopter money che un po’ tutti stanno necessariamente adottare, aiuterà la ripresa, che comunque sarà lenta e graduale.

In questo scenario, non si deve neppure escludere il fatto che gli Usa, sembrano decisamente i più colpiti, in termini di contagiati, dall’epidemia e questo potrebbe cambiare lo scenario sul biglietto verde, che potrebbe pagarne le conseguenze in termini di valutazioni. Se infatti il dollaro continuasse a salire con Wall Street in calo, beh i problemi per gli Usa diventerebbero due e non di poco conto. Osservando le diverse coppie, segnaliamo EurUsd quasi a 1.1100 con 1.1164 che rappresenta il 61.8% di tutta la discesa iniziata in area 1.1500 e terminata a 1.0630. Cosi’ come il Cable che da 1.3220 era sceso a 1.1410 in meno di 8 sedute e poi ha corretto raggiungendo quasi il 61.8% della discesa ac 1.2528 con un massimo per ora raggiunto a 1.2488. Sulle oceaniche il recupero è stato simile nel senso che AudUsd sceso dall’inizio marzo da 0.6890 a 0.5500, ha quasi raggiunto il 61.8% a 0.6220 fermandosi prima a 0.6196. Mediamente stessa cosa per NzdUsd, mentre per UsdJpy e UsdCad le correzioni sono state di entità minore, non arrivando neanche al 50% il primo, 107.10 con il 50% a 106.65 mentre UsdCad è arrivato a toccare esattamente il 50% per poi correggere, ovvero 1.3950 area. Ora, come detto siamo sui livelli chiave, e onestamente non ci sentiamo di fare alcuna scommessa su quanto accadrà perchè non conosciamo l’evoluzione di questa pandemia, che sta assumendo contorni per certi versi inquietanti, tantomeno possiamo avere certezze sull’entità della recessione che sta arrivando. Una cosa però è sicura, la ripresa sarà lenta e graduale e il mondo cambierà per tutti noi. L’approccio alla vita che conduciamo, forse cambierà, sarà tutto meno frenetico e forse per certi versi migliore. Ci auguriamo che ritornino solidarietà insieme alla necessaria crescita e ritornoallo sviluppo, da cui non si può, nè si deve prescindere.

 

Buona giornata e buon trading.

 

Saverio Berlinzani