Analisi di Mercato

Analisi di mercato Saverio Berlinzani – 29/05/2020

Tutto ruota attorno al dollaro USA

Il Dollar index, in questa fase, che insieme ad EurUsd è il vero termometro della condizione tecnica del mercato valutario, si trova su livelli che sembrano indicare un breakout dopo una fase di distribuzione (accumulazione per l’EurUsd, avendo correlazione inversa con l’indice) durata qualche giorno. 98.30 era il livello già visto nel mese di marzo, il 27 per la precisione, e da quel momento era iniziata una fase di cogestione laterale con massimi a 101.00 e minimi a 98.75 in cui i prezzi oscillavano. Fino a ieri quando c’è stato prima il breakout di 98.75 e successivamente, stanotte anche il livello di 98.30, anche se ci troviamo ora a 98.27 e non possiamo escludere che possa anche essere un falso breakout. Lo vedremo stasera in chiusura di seduta. Al di là della presenza di un ulteriore supporto minor a 98.12, area già vista tra il 12 e il 29 Novembre 2019, se dovessimo violare tali supporti, non ci sarebbero più livelli fino a 97.00 e potremmo addirittura vedere, nel medio termine, anche area 94.50, supporto che rappresenta il minimo del 9 marzo 2020, quando si pensava che il dollaro potesse crollare in presenza di una espansione della pandemia e quando non era ancora apparsa la fame di dollari come valuta rifugio a cui abbiamo assistito successivamente al taglio del costo del denaro da parte della Fed.

Anche l’EurUsd ha rotto la fase di accumulazione, superando la media a 200 giorni in area 1.1015 e accelerando fino a 1.1100, dove ora incontra delle resistenze chiave, tra 1.1120 e 1.1150, livelli dai quali potremmo assistere a correzioni tecniche anche fino al breakout precedente a 1.1015-20 area. Si tratta di un breakout molto importante perchè potrebbe aver cambiato lo scenario di medio termine sul biglietto verde, la cui forza va avanti da ormai anni, in particolar modo dal gennaio 2018. E l’Euro, dopo aver tenuto i minimi, anche grazie al recupero dapprima delle oceaniche sul biglietto verde e poi anche del dollaro canadese a 1.4500, ora potrebbe guidare la riscossa delle valute concorrenti rispetto ad un biglietto verde che sembra stanco e in difficoltà per molteplici ragioni, non solo tecniche. Il cambiamento del trend di fondo, però, necessità di una tenuta del risk on, perchè come abbiamo avuto modo di constatare, se le borse perdessero nuovamente quota, si assisterebbe nuovamente al ristorno della divisa Usa come valuta rifugio, a meno che non sia cambiato il paradigma di correlazione equity giù-dollaro su, il che potrebbe anche succedere, in quanto mai come in questo 2020, si deve rimanere mentalmente flessibili e limitarsi ad osservare l’andamento dei prezzi senza troppi ragionamenti che abbiano come riferimenti il recente passato. Semmai va preso a modello quanto accadde durante le fasi di recessione passata, ovvero quella del 2008 2009. In ogni caso, l’Euro, come detto, pare il leader di questa ripresa e al di sopra di 1.1140, i livelli di osservare sono posti a 1.1225-30 e quindi 1.1380 90, con 1.1480 a fare da ultimo livello di resistenza significativa. Quando il dollaro scende, il mercato diventa più interessante, perchè consente di operare negli swing che si vengono a formare nelle fasi di congestione di breve e pare più dinamico rispetto al movimento contrario che di solito è più lento e meno interessante. Ergo, prepariamoci ad un aumento della volatilità di breve controllando i livelli e i punti anche sui cross della moneta unica come EurGbp, EurAud, EurJpy, che offrono spunti assai interessanti.

 

Buon trading e buon fine settimana.

 

Saverio Berlinzani