Analisi di Mercato

Analisi di mercato Saverio Berlinzani – 28/09/2020

Brexit ed elezioni Usa i prossimi market movers

Comincia una nuova settimana, quella che ci porta alla fine del mese di settembre e non possiamo fare a meno di segnalare, quelli che secondo noi, saranno, da qui in avanti, i temi cruciali in grado di muovere i prezzi da qui alla fine dell’anno. Il primo è certamente quello della Brexit, i cui colloqui sembrano fermi al palo. La sterlina nelle ultime sedute, ha recuperato terreno e farebbe pensare ad un accordo, che sia adesso, o negli ultimi giorni prima della deadline, fissata per il 15 ottobre dal Primo Ministro Inglese Boris Johnson. Ma attenzione, questo pazzo 2020 ci ha abituato a tutto e di conseguenza non possiamo rilassarci e pensare che tutto sia scontato. E, specie alla luce di quanto abbiamo visto negli ultimi 4 anni, tutto è in divenire e pronto a smentire qualsiasi idea o posizione. Nel caso di non accordo, la discesa della valuta britannica potrebbe essere estremamente impulsiva, qualcuno dice anche la parità contro Euro. E siamo in area 0.9100. Al contrario, un accordo probabilmente, potrebbe spingere i prezzi verso 0.8500.

Ma non c’è solo la Brexit a tenere banco. A breve cominceranno anche i dibattiti tra il Presidente Trump, candidato ovviamente per i Repubblicani e Biden, lo sfidante democratico, che si dice pronto a sconfiggere il tycoon Presidente. Il primo di questi si terrà martedì notte, durante le serate americane, quindi a notte inoltrata da noi e durante la sessione asiatica, a partire dall’1 orario di Grenweech. Il secondo sarà il 7 ottobre ma riguarderà Pence contro Harris, il primo è il Vice Primo Ministro contro il candidato democratico alla stessa vice Presidenza, mentre il terzo e il quarto incontro tra Trump e Biden è programmato per il 15 e il 22 Ottobre. La partita è lunga e gli effetti sul mercato sono imprevedibili, almeno per ora. L’idea che ci siamo fatti, è che probabilmente, una vittoria di Trump sarebbe negativa per il biglietto verde mentre i democratici al Governo potrebbero rappresentare una notizia positiva per la divisa americana. Le ragioni sono da ricercare nel fatto che Trump, dapprima ha cercato di aggiustare la bilancia commerciale con l’introduzione dei dazi, ma ciò non è bastato neppure a limare il deficit, rimasto intorno ai 50 miliardi di dollari mese ed ora, con il sostegno della Fed e di Powell, spinge per il deprezzamento del biglietto verde, che però è stato stoppato da altre banche centrali, che non hanno intenzione di farsi carico di una rivalutazione eccessiva della propria divisa. In particolar modo la Bce. Detto questo, cari amici, ci si deve apprestare ad un cambiamento che potrebbe diventare rilevante, in termini di price action e per questa ragione occorre essere attenti alle notizie macro che in questa fase rischiano di comandare anche sull’analisi tecnica. Comunque la si pensi la riguardo, e tutte le opinioni sono valide, ci pare di poter dire che il 2020 non è finito e le premesse per un pazzo finale ci sono tutte. Il risk off, che per ora è ancora solo potenziale, potrebbe ingrossarsi come un fiume in piena, specie se si dovesse tornare a parlare di lockdown in molti paesi.

Buona giornata e buon trading.

 

Saverio Berlinzani