Analisi di Mercato

Analisi di mercato Saverio Berlinzani – 28/04/2020

Trading range di consolidamento

Giornata priva di grande significato quella di ieri, con trading range persistenti e bassa volatilità. Però poi nella notte, il dollaro ha leggermente recuperato contro le principali valute concorrenti, anche se solo di qualche decina di pips, nulla più. Ancora viviamo un momento di poca chiarezza, nel quale probabilmente si sono trovati degli equilibri di breve termine, in attesa che, come abbiamo ribadito anche ieri, qualcosa si sblocchi sul fronte pandemia. In Italia abbiamo raggiunto il picco, e sarà fase 2 (anche se parecchio controversa) a cominciare dal prossimo 4 maggio, ma anche in altri paesi il virus sembra rallentare la sua corsa, eccezion fatta per gli Usa, dove ancora i contagi e i decessi sembrano in espansione. Ma è probabile che entro qualche settimana un po’ ovunque, almeno nel primo mondo, si possa vedere la luce in fondo al tunnel, almeno sotto il profilo dei contagi e dell’evoluzione della malattia. I problemi da affrontare aumentano quando si pensa poi a quel che accadrà alle economie di mezzo mondo, e le misure da utilizzare sembrano per la verità, chiare ovunque, ovvero si parla sempre di più e incessantemente di monetizzazione del debito, almeno per questa fase temporanea di emergenza. Il che in buona sostanza, significa cancellazione del debito per quella parte di emissioni di denaro che dovrebbero servire a riportare le economie a livello pre-Covid e ripartire senza rischiare una depressione che sarebbe, in circostanze come questa, devastante, perchè, nel medio termine, potrebbe anche essere accompagnata ad un leggero rialzo dell’inflazione, con rischi di stagflazione. Ma la dottrina dibatte sui due timori, che riguardano l’azzardo morale e il rischio che a questa monetizzazione si accompagni un aumento incontrollato dell’inflazione che presumibilmente ci potrebbe essere, generando iperinflazione e rischi conseguenti di perdita di credibilità delle banche centrali.

Ma perchè si parla di possibile aumento dei prezzi? Le ragioni sono legate evidentemente al fatto che la necessità di precauzioni da utilizzare nella vita sociale, porterà inevitabilmente le aziende a dover affrontare maggiori costi a fronte di minori incassi (pensiamo al trasporto aereo e al fatto per esempio che gli aerei voleranno mezzi vuoti), pertanto dovranno aumentare i prezzi per coprire costi e spese. Ciò però non deve farci dimenticare che ad oggi, i disoccupati sono milioni e prima che si generi inflazione e un aumento per esempio dei consumi, ce ne corre. Di conseguenza, la nostra idea al riguardo è che, se si considera questo periodo storico come un periodo post bellico, l’idea della monetizzazione paragonabile ad un piano di salvataggio analogo al piano Marshall del dopoguerra, cioè temporaneo e limitato al recupero della congiuntura pre pandemia, appare non solo una soluzione adeguata ma anche necessaria, dati i livelli di disoccupazione raggiunti nelle ultime settimane. L’azzardo morale non dovrebbe essere contemplato dato che negli ultimi 10 anni, dal 2010 ad oggi, abbiamo assistito ad un Qe persistente da parte delle banche centrali del primo mondo senza che ciò ne minasse minimamente la credibilità. Anzi, per anni si è giustamente esaltata l’azione del Presidente Draghi per aver ripetutamente salvato il nostro paese con il famoso “whatever it takes”. Detto ciò secondo noi non esistono molte alternative, perchè la formula dei prestiti è un modo per indebitare maggiormente aziende e privati, già enormemente provati da oltre due mesi di lockdown. Gli aiuti basati su prestiti da restituire potrebbero essere inutili e inefficaci, come dimostrano anche i numeri di coloro che sino ad oggi hanno fatto ricorso ai prestiti per riavviare l’attività nel nostro paese. Detto ciò, anche in Europa si parla di possibili elargizioni a fondo perduto all’interno del Recovery Fund, segno che si è compreso che diventa indispensabile parlare, almeno temporaneamente, di sostegni concreti.

Venendo al Forex ribadiamo quanto abbiamo affermato anche ieri, ovvero trading range, accompagnato da qualche movimento più interessante, come per esempio il rialzo di AudNzd che ieri ha rotto quota 1.0650 ed è salito questa notte a 1.0750 dopo le parole di Orr della Rbnz che ha parlato di possibilità di tassi negativi, sorprendendo di fatto il mercato che non si attendeva una simile uscita. Ciò ha pesato sui movimenti di NzdUsd che ha leggermente ripiegato, tornando appena sotto quota 0.6000. Sul fronte del cross, ci attendiamo una possibile salita a 1.0830 anche se riteniamo che vi siano possibilità di correzione a breve. Euro e Cable nel range di ieri, mentre il petrolio è sceso quasi a 11 dollari al barile scadenza di giugno, senza che UsdCad ne approfittasse al rialzo però, con i prezzi che sono rimasti abbondantemente sotto quota 1.4100-10, prima resistenza chiave. AudUsd ha una resistenza chiave a 0.6470, la cui rottura potrebbe portare i prezzi a 0.6550 e 0.6680 anche se forse è prematura e i prezzi necessitano di qualche correzione. UsdJpy sempre stabile tra 107.20 e 108.20 con la Boj sempre pronta a minacciare interventi sui tassi per tenere sottovalutata la divisa giapponese. In buona sostanza, dobbiamo attendere, anche se sul fronte del Dollar index potremmo attenderci ancora debolezza fino ai target posti in area 98.70-75 e 98.30-35 area.

 

Buona giornata e buon trading.

 

Saverio Berlinzani