Analisi di Mercato

Analisi di mercato Saverio Berlinzani – 27/10/2020

SI AVVICINANO LE ELEZIONI USA

Ad una settimana dalle elezioni, Usa, le price action di mercati paiono realmente insignificanti. E allora ci vengono in aiuto, per meglio comprendere lo stato dell’arte, le statistiche passate. C’è uno studio abbastanza interessante di Goldman Sachs che evidenzia le performance dell’S&P500 dell’ultima settimana prima delle elezioni Usa, riguardante le ultime 12, ovvero dal 1972 ad oggi. Per 11 volte su 12 l’indice americano ha fatto registrare un andamento positivo nell’ultima settimana prima delle votazioni, con una media di crescita dell’1.6%. Se fosse così anche questa volta, potremmo attenderci un ritorno del risk on per questo breve periodo e una ripresa degli indici. Di conseguenza, anche il dollaro potrebbe nuovamente perdere quota, anche se obiettivamente non è che la price action di questi ultimi giorni abbia evidenziato particolare volatilità e direzionalità, anzi. Siamo all’interno di un trading range di attesa, classico dei periodi di chiara incertezza da parte di investitori confusi, in un anno tremendo sotto tanti punti di vista, in primis la presenza martellante di una pandemia che non sembra dare tregua. Secondo una analisi fatta sempre dalla grande banca di investimento Usa, il dollaro è destinato a rimanere debole, in prossimità delle elezioni statunitensi ma anche per ragioni legate alla scoperta del vaccino, che secondo gli analisti, darà un impulso ai mercati entro qualche mese. Ma è anche vero che gli stessi analisti di Goldman Sachs hanno spiegato come la prima asta Ue relativa ai fondi del Sure, richiesti al mercato per far fronte alla pandemia, potrebbe vedere un aumento della richiesta di questi titoli emessi dalla Bce, da parte di fondi sovrani, che quindi andrebbero a contribuire ad aumentare la domanda di Euro. Ma non bisogna neppure esagerare nel pensare che la moneta unica possa avere un impulso importante, in quanto secondo gli stessi analisti, i fondi sovrani preferiscono investire su titoli a scadenze decisamente più brevi, e per tale ragione considerano la salita della moneta unica ancora valida, ma sostenuta più dalla debolezza di dollaro che non da una forza intrinseca di Euro generata da domanda estera di titoli europei.

Detto questo, occorre comunque osservare il mercato da vicino e preferibilmente, il trading di questi giorni, sembra offrire maggiori spunti nelle operazioni di brevissimo termine piuttosto che nell’impostazione di trade di medio termine, verso i quali occorre chiarirsi le idee e aspettare l’esito delle elezioni, che potrebbero cambiare gli scenari rapidamente a seconda del risultato che verrà fuori il 3 Novembre prossimo. I sondaggi danno ancora Biden nettamente in testa, in almeno 7 su 10 exit polls, e anche largamente. Gli analisti politici interpellati oggi pensano che le probabilità che i democratici vincano elezioni ed entrambe le camere, siano al 71%, mentre solo il 16% pensa che Biden vinca le elezioni, la maggioranza della camera, ma perda il controllo del Senato. Solo il 2% pensa che Trump vinca mantenendo il controllo di entrambe le camere, e il 7% ritiene che Trump vinca le elezioni e mantenga il solo Senato perdendo invece la Camera. Insomma percentuale schiaccianti a favore dei democratici. Vedremo chi avrà avuto ragione. Nel 2016, previsioni simili furono completamente smentite dalle urne. Sarà così anche questa volta?

Buona giornata a tutti.

 

Saverio Berlinzani