Rotti i primi target, l’Euro guadagna ancora sul dollaro

Abbiamo più volte richiamato, in questo ultimo periodo, il rafforzamento dell’Euro e stamani, aprendo le piattaforme operative, troviamo un EurUsd sopra 1.1700, un Gold a 1932 dollari l’oncia, un UsdJpy a 105.60 e un Cable anch’esso abbondantemente sopra 1.2800. Avevamo spiegato, speriamo con sufficiente accuratezza, che questo mese di luglio sembrava essere il mese dell’appetito al rischio e si sta confermando tale. La ragione di questa forza della moneta unica e parallelamente, di questa estrema debolezza del dollaro, che fino a qualche settimana fa era ancora moneta appetibile, è chiaramente legata alla migliore capacità di risposta che il Vecchio Continente sembra aver dato alla diffusione della pandemia del Covid 19. In questa circostanza, pare evidente come negli Stati Uniti, il fatto di non aver reagito in fretta alla diffusione del virus, stia portando ad un rallentamento della ripresa e a numeri sui contagi ancora purtroppo rilevanti. In aggiunta a tutto ciò dobbiamo ricordare che la tensione Usa-Cina, in questo momento in decisa risalita, sta avendo come conseguenza non un aumento dell’avversione al rischio, come accadde fino al dicembre scorso, ma un deprezzamento del dollaro a cui si associa una risalita del gold. In questo momento la correlazione tra l’oro giallo e i mercati azionari è diretta quando storicamente è stata inversa e i due asset sembrano muoversi quasi ignorandosi. Lo ha richiamato Ray Dalio, il fondatore di Bridgewater che in una recente intervista ha dichiarato che “c’è una guerra commerciale accanto ad una guerra tecnologica e geopolitica e ora anche una guerra dei capitali. Se dici che per legge non bisogna investire in Cina, le conseguenze potrebbero implicare il crollo del dollaro”.

Tecnicamente il biglietto verde si trova su un trend invertito e di chiara discesa, soprattutto contro l’Euro e il trend, dopo la violazione dei primi obiettivi che avevamo richiamato a 1.1640-50 area, ha accelerato fino al superamento di quota 1.1700. A questo punto, al di là di correzioni sempre possibili, i nuovi obiettivi della moneta unica, sono posti a 1.1800 e nulla sembra fermarne la corsa. Sarà curioso e interessante vedere fino a dove la Bce, che pure raramente ha parlato di livelli di coppie valutarie, deciderà di frenare la corsa del’Euro per non inficiare una ripresa che a livello globale, pare ancora asfittica. Certamente, per il nostro paese, già alle prese con mille difficoltà, una forza eccessiva della moneta unica, andrebbe a soffocare la fragile ripresa in atto. Ma fino a 1.22/1.24 dubitiamo fortemente che qualcuno possa frenarne la corsa. Osservando il Dollar index, abbiamo sfondato la precedente quota fissata sul minimo del 9 marzo di quest’anno a 94.45-50 area ed ora sembra che i nuovi target siano fissati nella nuova area posta tra 93.30 e 93.50, livelli visti nel 2018, e precisamente nel mese di settembre di quell’anno, nei giorni 20, 21 e 22. Sotto quei livelli, non troviamo molti altri target fino almeno a 92.80 e successivamente 91.80, fino ad arrivare anche ai minimi del febbraio 2018, intorno a 88.00- 88.30, che se riportati sull’EurUsd (ricordiamo che la moneta unica partecipa al paniere UsdIndex con una percentuale di circa il 53%), significherebbero un’area che avevamo visto sempre in quell’anno a 1.2550 circa. In questa salita di quasi tutte le valute contro dollaro, segnaliamo però una minor forza delle oceaniche, che non sono riuscite per ora a violare i precedenti livelli di massimo a 0.7180 e 0.6690 circa per AudUsd e NzdUsd, che hanno tenuto egregiamente e senza una rottura nelle prossime ore, potrebbero anche correggere data l’estrema condizione di ipercomprato e presenza di divergenze ribassiste. Ma, probabilmente, solo per una correzione. Questo il quadro tecnico, unitamente ad un dubbio che ci assilla, relativo al fatto che il mese di agosto di un anno così strano, potrebbe rivelarsi pericoloso.

 

Buona giornata e buon trading.

 

Saverio Berlinzani