Analisi di Mercato

Analisi di mercato Saverio Berlinzani – 25/03/2021

I CROSS VALUTARI AL CENTRO DELLA SCENA

Ancora una sessione, quella di ieri, vissuta all’insegna di una price action poco volatile sul Forex, specie delle valute contro dollaro (i cosiddetti cambi originali, chiamati tali perché le quotazioni che nascono dai market maker partono proprio da questi tipi di coppie valutarie, mentre le altre, quelle che non contemplano il dollaro, definite cross, derivano semplicemente da una divisione o moltiplicazione tra cambi originali). Sugli originali quindi, le price action non ci stanno raccontando moltissimo, a dire la verità, ma lo avevamo ampiamente ricordato circa due settimane e mezzo orsono, quando la salita dei rendimenti obbligazionari Usa, in particolar modo dei T bond, avevano indotto gli investitori a comprare dollari in modo massiccio per il timore, per ora infondato, che la Fed fosse pronta al tapering ovvero all’uscita dal Qe e al rialzo dei Fed Funds. La Fed, e in particolar modo il suo Presidente, hanno negato decisamente una eventualità del genere, tanto che i rendimenti dei titoli a breve scadenza sono rimasti pressoché invariati, proprio perché nel breve medio termine, la Fed rimarrà ancorata al proprio mantra, ovvero tassi a 0.25% per lungo tempo, Qe attivo e stimoli fiscali che sono stati approvati dall’amministrazione, che aiutano il mercato a ripartire. Sugli stimoli fiscali, dei 1900 miliardi di dollari promessi, pare che ad oggi quelli trasferiti siano intorno ai 325 miliardi al ritmo di 80 miliardi a settimana. Al di là di questo però il dado è tratto, nel senso che nonostante sia chiaro che le cose almeno per ora non cambino, in prospettiva l’inflazione è destinata a salire, così come la macchina produttiva Usa, e prima o poi (la Fed parla del 2023, ma molti analisti anticipano il rialzo a metà 2022) le autorità monetarie dovranno adeguarsi e uscire da questo enorme azzardo morale che dura da oltre 10 anni. E il mercato già anticipa, scegliendo le valute dei paesi migliori e più virtuosi ed è questa la ragione per cui assistiamo a pochi movimenti sui cambi originali (la presenza delle due forze contrapposte Qe versus tapering ne attenua la volatilità perché si controbilanciano) mentre la diversificazione di portafoglio crea volatilità sui cross.

Nelle ultime ore il cross che più ha attirato la nostra attenzione è NzdCad, con il dollaro neozelandese sotto pressione in ragione della decisione del Governo di calmierare la speculazione nel mercato immobiliare, fatto che è stato interpretato dagli investitori come dovish, nel senso che aiuteranno la Banca Centrale a non dover non solo alzare ma a rimanere ancora ancorata al Qe senza doversi preoccupare anche dei rialzi dei prezzi del real estate. Dall’altra parte un dollaro canadese che resta forte grazie anche al forte rimbalzo del petrolio a seguito della notizia che un cargo portacontainer lungo 400 metri si è messo di traverso a nord del porto di Suez bloccando la navigazione di decine di altre navi. Ci potrebbero voler diversi giorni prima di liberarla e si dice che ciò avrebbe provocato l’aumento del prezzo del petrolio che però, dopo la correzione al rialzo della discesa delle ultime sedute, sembrerebbe distribuire al ribasso nuovamente. La conseguenza è che NzdCad ha perso nelle ultime 4 settimana oltre il 7% passando da 0.9330 a 0.8770. Siamo giunti su livelli assai interessanti perché tutta l’area compresa tra 0.8700 e 0.8600 sembrerebbe offrire significativi livelli di supporto. Ma vi sono altri cambi che si stanno muovendo e tra questi GbpJpy che, dopo tre mesi di salita del 10%, con un’escursione da 137.00 area a 152.70, ha corretto di un 3% nel giro di tre sedute, a dimostrazione di un eccesso che necessitava di correzioni. Sul fronte dati, oggi, segnaliamo l’ultima rilevazione del Pil Usa del quarto trimestre 2020, atteso a +4.1% su base trimestrale, un dato abbastanza scontato che non crediamo generi molta volatilità in una settimana che si sta ancora rivelando interlocutoria.

Buona giornata e buon trading.

 

Saverio Berlinzani

 

 

 

 

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