Analisi di Mercato

Analisi di mercato Saverio Berlinzani – 24/03/2021

LA RISCOSSA DEL BIGLIETTO VERDE

Nonostante le continue dichiarazioni dei banchieri centrali volte a rassicurare mercati e investitori che nulla cambierà in termini di immissione di liquidità sui mercati da qui al 2023, e che i tassi non verranno rialzati per ancora lungo tempo, le price action nel Forex stanno rapidamente cambiando. Nonostante si sia sempre all’interno dei trading range degli ultimi due mesi, il sentiment degli operatori è decisamente mutato. Se poi consideriamo il fatto che i piccoli operatori cominciano ora a mettersi short dollari, il tutto lascia pensare che da qui a qualche giorno potremmo assistere ad un prepotente ritorno del biglietto verde, magari accompagnato ad un risk off che potrebbe toccare anche i mercati azionari. Come ricorderete, abbiamo ripetuto, nelle ultime settimane, che a muoversi sarebbero stati i cross, ed è poi quello che si è verificato e abbiamo ampiamente spiegato le ragioni di tale convinzione, legata alle due forze contrapposte (Qe versus tapering) che si controbilanciano, almeno per il momento. E quindi abbiamo assistito ad una diversificazione di portafoglio valutario che prima aveva colpito lo Jpy, poi aveva visto un Cad sugli scudi ed infine il Nzd. Ora questa diversificazione potrebbe iniziare a toccare anche Euro e sterlina, specie se tutto ciò sarà accompagnato ad un aumento dell’avversione al rischio che farebbe tornare un poco di volatilità anche sui cambi originali.

Non è da escludere. EurUsd infatti sembra poter violare la ema a 200 periodi esponenziale, sul daily, evento che non accadeva dal maggio 2020, che potrebbe anche scatenare i venditori di medio e lungo termine, che sul Cme a Chicago sono ancora long circa 90 mila contratti ovvero 10 miliardi di Euro circa, ma considerate che fino ad un paio di settimane orsono erano 140 mila contratti long moneta unica, pari a 16 miliardi di Euro. Quindi si sono quasi dimezzati in poche sedute e la rottura della media esponenziale a 200 giorni potrebbe innescare qualcosa di più rilevante. La Sterlina è rimasta indietro e potrebbe subire, nelle prossime ore, lo stesso trattamento. I livelli da osservare sono posti a 1.3620-30 area e la violazione di 1.3775-85 ne rappresenta una conferma interessante. Le oceaniche vedono un dollaro neozelandese che ha perso il 4% in meno di 5 sedute, e attacca anch’esso la ema 200 sul daily a 0.6910, possibile prossimo obiettivo. AudUsd è indietro rispetto a Nzd ma comincia a perdere anch’esso terreno anche se siamo ancora molto lontani dalla stessa media mobile a 200 periodi che passa a 0.7386. UsdCad invece attacca 1.2600 ma è il cambio che più ha visto debolezza di dollaro, in quanto le medie sono ancora lontane, anche quella a 100 periodi sul daily che passa a 1.2790, mentre la 200 passa a 1.2977.

Fatte queste premesse tecniche, quindi, dobbiamo capire le ragioni di questi movimenti, e ci piace ribadirle ancora una volta, proprio perché riteniamo che si sia all’inizio di qualcosa di epocale sui tassi, nonostante nessuno parli di tapering fino al 2022 inoltrato. I mercati anticipano e i rendimenti obbligazionari che salgono sono e rappresentano la chiave di questo cambiamento. Il mercato dei cambi, sempre sensibile all’andamento tassi, è quindi probabilmente il primo mercato che si muove in questa direzione. Sull’azionario diventa difficile sbilanciarsi data la liquidità che continua ad entrarvi ma sentire e leggere di piccoli trader azionari che sono preoccupati di ribassi nell’ordine del 2-3% dopo anni di rialzi, a noi sembra essere un primo segnale di un cambiamento che prima o poi vedrà coinvolti tutti.

Buona giornata e buon trading.

 

Saverio Berlinzani

 

 

 

 

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