Analisi di Mercato

Analisi di mercato Saverio Berlinzani – 23/09/2020

Prosegue il recupero del dollaro

Sui mercati la vera novità delle ultime ore è rappresentata dalla decorrelazione che improvvisamente è emersa tra quelli azionari e il dollaro. Una correlazione inversa che nel 2020 aveva sempre funzionato, ovvero con equity in crescita e dollaro debole e viceversa. Il cambiamento riguarda il fatto che nelle ultime 5-6 sedute abbiamo assistito ad un lag temporale tra i movimenti di un mercato rispetto all’altro, ovvero gli indici si sono mossi al ribasso perdendo circa un 10-15%, mentre il Forex restava nel range dell’ultimo mese e mezzo, per poi scatenarsi solo dopo che gli indici hanno terminato la discesa e sembrano correggere al rialzo. L’EurUsd è arrivato al breakout di quell’1.1700 che avevamo ribadito essere il punto critico oltre il quale probabilmente avremmo intravisto un sell off da parte di qualche istituzionale long da tempo di moneta unica e che viene evidenziato dalle posizioni sui future. Ed invece, la rottura c’è stata, ma per ora i long, peraltro considerati mani forti in questo caso, essendo big players, tengono duro e non hanno ancora cominciato a vendere. A spingere l’Euro al ribasso in questa ultima fase, sono state le parole della Bce e dei vari suoi rappresentanti, che di fatto hanno stoppato la salita sopra quota 1.2000, dimostrando ancora una volta che il deprezzamento competitivo, nel mercato dei cambi, pare ancora essere la soluzione più efficace per tenere le proprie quote di mercato commerciale, altrimenti a rischio. Le dichiarazioni di Lagarde, ma anche di Lane o di Mersch, sono tutte andate nella direzione di non manipolare più di tanto il mercato dei cambi, ma di rispondere allo stesso tentativo esercitato dagli americani, che con Powell avevano dato il via libera alla caduta del biglietto verde. Quindi per le banche centrali, di fatto, il tasso di cambio è cruciale e la guerra commerciale si combatte, anche se sotto banco, proprio su questo terreno.

L’interessante evoluzione delle price action riguarda tutti i tassi di cambio, anche quel UsdJpy che aveva testato due giorni orsono, causa le festività giapponesi, la discesa del cambio fino a 104.00 per poi risalire tra ieri e oggi sopra 105.00. Il Dollar index sembra in deciso recupero e i target sembrano essere circa più alti dell’1% rispetto ai valori attuali. Se questo 1% lo riportiamo sui principali tassi di cambio, potremmo andare a trovare quelli che sono i target per questa settimana del biglietto verde. Interessante però sarà osservare il cambio principe, ossia l’EurUsd, quello su cui è concentrata la maggior parte dei flussi, con obiettivi possibili in area 1.1590, circa 100 pips dai livelli attuali. Seguiremo quindi con estremo interessa la seduta odierna.

Buona giornata e buon trading.

 

Saverio Berlinzani