Analisi di Mercato

Analisi di mercato Saverio Berlinzani – 23/06/2020

La gaffe di Navarro crea volatilità notturna

Scrivevamo proprio ieri su queste pagine quanto fosse necessario, per i mercati attuali, avere delle certezze, in un momento così complicato sotto ogni punto di vista. Non l’avessimo mai fatto! A creare ulteriore scompiglio, ci ha pensato il Consigliere della Casa Bianca sul commercio internazionale, Pete Navarro, che ha visto bene di gettare un po’ di benzina sul fuoco, con una dichiarazione che, a giudicare dalle reazioni successive sia di Trump sia del consigliere economico Kudlow, deve aver creato tensioni anche all’interno del Governo Usa. Navarro ha sostenuto, in una intervista all’emittente televisiva filo governativa Fox, che l’accordo commerciale con la Cina fosse di fatto terminato (ha usato il termine “over”), scatenando la reazione dei mercati che avevano trovato una certa stabilità ieri, dopo che Wall Street aveva chiuso in positivo (Nasdaq su nuovi massimi storici) e con un biglietto verde in ribasso strutturale. Improvvisamente in pochi minuti, le oceaniche hanno perso circa l’1% così come UsdJpy che ha mollato qualche decina di pips, e un risk off che è immediatamente riemerso anche su EurUsd (- 50 pips) e Cable (-70 pips circa). Ma qualcuno, dai piani alti, deve essersi alterato non poco dato che dopo neanche mezzora, Kudlow, Trump, e lo stesso Navarro, non solo hanno smentito, ma hanno riaffermato che l’accordo commerciale è pienamente in vigore. Mercato e prezzi che naturalmente sono tornati sui loro passi riprendendosi tutto ciò che avevano perso con le prime dichiarazioni.
Non siamo soliti lamentarci della volatilità, anzi, ma quando è artificialmente generata da tanta superficialità e scarsa conoscenza delle reazioni che i mercati possono avere di fronte al peso di tali dichiarazioni, per di più rilasciate da figure chiave di un Governo, diventa difficile giustificarla o rallegrarsi per movimenti repentini e impulsivi. Sappiamo da sempre, che quella delle dichiarazioni è una tematica che influenza i prezzi, ma proprio per questa ragione ci si dovrebbe aspettare maggiore prudenza in chi le rilascia, per di più quando sono opinioni personali come quella di questa notte. Purtroppo, con la Presidenza Trump, questo aspetto ha generato spesso movimenti di difficile interpretazione, in seguito alle esternazioni del Presidente a cui per fortuna i mercati hanno fatto il callo e oggi sono state pesantemente ridimensionate negli effetti, rispetto al passato. Per il resto, nella sessione asiatica, erano stati pubblicati i dati australiani sui Pmi manifatturiero, uscito a 49.8 a giugno, rispetto ad un dato precedente di 44, mentre i servizi sono usciti a 53.2 rispetto al 26.9 del mese di maggio. Il dato composite, è uscito anch’esso positivo, a 52.6 contro un dato precedente a 28.1. Possiamo, a questo punto dire, che per Aud, il virus sembra non esserci mai stato, a giudicare da come i dati siano in ripresa, seppur la Rba mantenga non solo un approccio estremamente prudente ma addirittura pessimista e quindi dovish rispetto al prossimo futuro. Evidentemente il timore di rafforzamento prematuro della valuta, che ha recuperato praticamente tutto rispetto ai massimi di inizio anno e ai minimi del 27 marzo scorso, è prevalente rispetto all’ottimismo verso un recupero della congiuntura più veloce del previsto. Aud resta solida e il livello di 0.7060 è la resistenza chiave che deve tenere per evitare una ulteriore accelerazione verso 0.7200-10 area e 0.7405-15 che ci pare chiaro che ora non sarebbe gradita in Australia, viste le dichiarazioni dei banchieri centrali australiani nelle ultime settimane. Per quel che riguarda il resto, restiamo nei range degli ultimi giorni con una tendenza al risk on sui mercati azionari. Ma attenzione, agosto non è lontano e in un anno come questo, ci aspettiamo i fuochi d’artificio, e non ci fidiamo di questa pseudo euforia.

 

Buona giornata e buon trading.

 

Saverio Berlinzani