Analisi di Mercato

Analisi di mercato Saverio Berlinzani – 22/09/2020

Improvviso ritorno del risk off

Come un fulmine a ciel sereno, improvvisamente torna la paura sui mercati, legata innanzitutto al mercato azionario, che per molti investitori e analisti si trova in una delle più significative bolle speculative di tutti i tempi. Il Nasdaq, per esempio, è cresciuto del 48% nell’ultimo anno, mentre gli utili societari delle compagnie che ne fanno parte sono scesi del 30%. Secondo le valutazioni poi sulle stime dell’andamento degli utili per il 2021, molti analisti prevedono una crescita dei profitti aziendali del 120%. Qualcosa che non va sembra in effetti esserci. Si leggono poi molti commenti, per fortuna, che mettono in guarda dagli eccessi di euforia, anche perché il mondo reale, il main street, specie in questa fase storica, sembra vivere ben altro rispetto a quanto espresso invece da Wall Street. Ergo, pensare che questa bolla sia destinata ad esplodere, prima o poi, è legittimo anche se purtroppo, o per fortuna, la scelta è soggettiva, i prezzi del mercato azionario alla fine hanno sempre ripreso a salire, grazie soprattutto all’enorme massa di liquidità che è arrivata su questo fronte. Ma come spesso accade, prima o poi si correggerà e forse stiamo vivendo l’inizio di questi pullback. A ben vedere gli indici hanno già ritracciato almeno un 10% con il nasdaq sceso di quasi 1800 punti, quasi il 15% mentre il Dow ci ha lasciato circa il 10%, ma sui cambi questo risk off è cominciato solo ieri, avendo trascorso le ultime due settimane in pieno trading range e prezzi abbastanza fermi.

Solo ieri, dicevamo, abbiamo avuto, complice la liquidità ridotta in Asia in ragione della festività giapponese, un massiccio acquisto di dollaro, ritornato valuta rifugio, inizialmente contro Jpy, poi a ruota contro tutte le altre valute, che hanno perso circa un 1% 1.5% contro la valuta americana. In serata ci sono state correzioni, ma non possiamo escludere che questa tendenza possa accentuarsi oggi, con i livelli chiave di medio termine per Euro, sterlina, Aud e Nzd, a rischio rottura. Specie su Eurusd, considerate anche le enormi posizioni long che gli Istituzionali hanno assunto negli ultimi 5 6 mesi, pari a circa 23 24 miliardi di euro sul solo futures, che sappiamo non rappresentare neanche il 10% dei volumi totali, vi sono dei rischi di sell off generalizzato, nel caso di violazione dell’area di 1.1690 1.1720, che rappresenta quella di supporto di medio e lungo termine che ha già tenuto in diverse circostanze. Una eventuale rottura potrebbe innescare ondate di vendite di Euro con i target individuabili in area 1.1520-30, livello di massimo raggiunto nel marzo di quest’anno prima dello scoppio del Covid e area significativa per una eventuale ripartenza del ciclo di ribasso del dollaro, che da un punto di vista temporale di medio e lungo periodo, a noi non pare esauritosi. Ma è una fase in cui bisogna fare molta attenzione, perché la volatilità, quella vera, potrebbe esplodere da un momento all’altro e per qualsiasi ragione, dopo settimane e settimane di compressione. Non dimentichiamo che la pandemia sembra ritornare in molti paesi d’Europa, non dimentichiamo lo scandalo che sta colpendo il settore bancario, accusato di riciclaggio, in ragione di 2.000 miliardi di transazione sospette messe in piedi dai maggiori Istituti di credito del mondo tra il 1999 e il 2017. Le informazioni sulle transazioni derivano da oltre 2000 rapporti consegnati dalle stesse banche. Non sappiamo come finirà anche perché sui media se ne è parlato poco, ma certamente è un qualcosa che potrebbe contribuire ad alimentare la tensione, già sufficientemente alta. Segnaliamo anche la discesa del Gold in area 1885 che con 1860 che rappresenta un livello di supporto interessante di medio e lungo termine. Vedremo cari amici, le giornate di lavoro si fanno interessanti.

Buona giornata e buon trading.

 

Saverio Berlinzani