Analisi di Mercato

Analisi di mercato Saverio Berlinzani – 22/02/2021

IL DOLLARO USA RIMANE SOTTO PRESSIONE

La discesa del dollaro sta assumendo i contorni di una caduta senza fine. Le ragioni di questo crollo sono legate evidentemente agli stimoli fiscali proposti dall’amministrazione Biden, che di fatto non sono ancora arrivati a famiglie e imprese e quindi ci vorrà tempo prima che producano gli effetti sperati su consumi e investimenti. Nel breve termine il dollaro scende anche perché i dati sul mercato del lavoro sembrano ancora deludenti e per effetto della correlazione con i mercati azionari, che invece continuano a godere di ampia liquidità e non mollano un centimetro. La logica conseguenza è un risk on sull’equity e un rialzo delle materie prime che alimenta questa spirale negativa che prima o poi porterà molti banchieri centrali a rilasciare dichiarazioni contro l’eccesso di forza della propria valuta. Basterebbe dare una veloce occhiata ad un grafico settimanale AudUsd per comprendere l’entità di un movimento (-25% circa) che era stato generato dal panico nel marzo scorso e oggi, a distanza di un anno, si è ribaltato producendo una ripresa che dai minimi è stata di 25 figure, pari a ben oltre il 30% al prezzo attuale (ma se considerassimo il livello del minimo saremmo oltre il 40%). In ogni caso, una discesa della divisa americana che non sappiamo quanto aiuterà la bilancia commerciale, dato che le materie prime continuano nella loro corsa al rialzo.

Certamente ed entrando nel dettaglio, le uniche due valute che faticano a salire contro la divisa Usa sono lo Jpy e l’Euro che non riescono a mettere la stessa pressione di Gbp, Aud, Nzd e Cad che invece proseguono nella propria corsa al rialzo. La sterlina non è lontana ormai da 1.4340-50 che potrebbe essere un buon target di arrivo per questo ciclo, così come AudUsd sembra indirizzata a 0.8000 inizialmente e in seguito anche a 0.8150. UsdCad che potrebbe ancora scivolare verso l’area di 1.2480 1.2500 mentre NzdUsd ha come obiettivi l’area di 0.7500. Teniamo a mente questi livelli cari amici perché potrebbero essere visti anche nel breve termine. Sulla moneta unica non c’è lo stesso entusiasmo perché la Bce monitora il tasso di cambio e lo ha verbalmente stoppato, così come in Giappone la Boj è sempre attenta ad evitare una eccessiva rivalutazione dello Jpy. A nostro parere per molti trader diventerà cruciale provare a prendere questi ultimi movimenti, nei quali di solito si formano quelle configurazioni definite climax, ovvero alta volatilità vicino a dei livelli di fine movimento o addirittura inversione. Ora sembra difficile fare ipotesi su un possibile recupero del dollaro, che per essere tale, dovrà essere sostenuto da una base macro e di dati maggiormente confortanti di quelli attuali e soprattutto, dovrà avere il supporto di una banca centrale che invece sembra molto soddisfatta di fronte ad un mercato azionario sui massimi e un dollaro debole, la situazione ideale per far ripartire la macchina Usa nel medio e lungo termine. Il problema sono i paesi concorrenti, che faranno fatica a sopportare per molto tempo una rivalutazione della propria moneta oltre certi limiti. Ma probabilmente non è ancora giunto il momento. Sul fronte dati, attenzione al Pil Usa e a quello tedesco questa settimana, nella quale ci sarà anche la decisione sui tassi in Nuova Zelanda. Altri dati più o meno importanti sono in via di pubblicazione, tra cui gli ordini di beni durevoli negli Usa, nonché l’Ifo tedesco. Staremo a vedere, certo i livelli sul mercato diventano estremamente interessanti.

Buona giornata e buon trading.

 

Saverio Berlinzani

 

 

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