Analisi di Mercato

Analisi di mercato Saverio Berlinzani – 21/10/2020

Risk on sugli scudi

Ancora una volta, i tentativi di acquisti di dollari come valuta rifugio, in una iniziale quanto timida fase di risk off, sono stati soffocati dalla ripresa dei mercati azionari, che ancora una volta hanno smentito tutto e tutti e hanno ripreso a salire, trascinando con sé tutto quel che ne deriva, ovvero euro in rialzo, dollaro in discesa, gold nuovamente in rialzo e risk on sempre presente. Le ragioni? Diverse e per certi versi anche contraddittorie. La ricerca di un accordo negli Usa, tra democratici e repubblicani in relazione ai nuovi stimoli fiscali, non c’è ancora e ciò ha provocato una reazione degli investitori contraria al biglietto verde, nonostante il tutto, forse, avrebbe dovuto significare ulteriore incertezza globale, oltre a quelle che già conosciamo, come la pandemia, la Brexit e le difficoltose relazioni Usa-Cina. Per tale ragione avevamo ipotizzato un aumento dell’avversione al rischio, secondo la nostra precedente analisi, ma così non è stato. Abbiamo infatti assistito al movimento contrario durante la seduta europea e americana di ieri. Ecco perché parliamo di reazioni contraddittorie. Ma del resto, lo sappiamo, il mercato ha sempre ragione, pertanto bisogna adeguarsi a lui e non viceversa. C’è da dire che Nancy Pelosi, spera ancora di raggiungere un accordo per fine settimana, ma sembra che le possibilità siano ridotte al lumicino. In questa fase quindi di ulteriore risk off e di liquidità infinita che finisce sempre e solo sui mercati azionari, data la persistenze e duratura crisi del mercato obbligazionario, privo di rendimenti, anche lo Yuan si è rafforzato, rompendo contro dollaro il supporto posto a 6.66, livello ritenuto assai importante. I prossimi supporti sono posti ora in area 6.5600.

L’EurUsd ha violato quota 1.1800 puntando al successivo livello posto a 1.1850, appena sfiorato, e nel caso di break out, troverebbe ulteriori resistenze tra 1.1880 e 1.1900. A ruota cerca di seguire il Cable, che però per effetto della salita dell’EurGbp, dovuta alle poche speranze che ormai sembrano esserci per un accordo tra Uk ed Eu, ha guadagnato meno contro dollaro ed è solo ora a ridosso nuovamente di 1.3000. Al di sopra di tali livelli vi sono le resistenze chiave poste a 1.3020-30 area e 1.3070-80. Le oceaniche, che ieri avevano ceduto terreno sull’insistenza della Rba e Rbnz a volere un cambio più debole, con dichiarazioni dovish, hanno recuperato terreno riportandosi in area 0.7080 e 0.6610 per Audusd e NzdUsd rispettivamente. Il UsdCad ha ceduto di conseguenza scendendo sotto quota 1.3100 e avvicinandosi ai supporti chiave di 1.3045 55 area. Un’altra ragione della instabilità delle correlazioni, in questo periodo, è rappresentata dai movimenti di EurAud ed EurNzd, indicatori ragionevolmente affidabili di avversione al rischio, specie quando salgono, e che hanno prodotto una salita interessante negli ultimi giorni, nonostante prevalga ancora l’appetito al rischio. EurAud è salito da 1.6320 a 1.6830 in 6 sedute, pari a circa il 3.4% mentre EurNzd si è mosso di circa 450 pips in 4 sedute, pari a circa il 2.8%. Non è poco considerando che in risk on la loro tendenza naturale è il ribasso. Non c’è molto altro se non che i dati inglesi usciti sull’inflazione del mese di settembre hanno evidenziato un +0.5% come da attese su base annua, mentre su base mensile è uscito a +0.4% contro un consensus a +0.5%, quindi leggermente inferiore alle attese. Il dato core, ovvero esclusi alimentari ed energia è invece in linea con le attese a +1.3% su base annua. Oggi pomeriggio sono attesi i dati canadesi su inflazione e vendite al dettaglio, un market mover interessante per chi detiene posizioni sul Cad. Per il resto ci avviciniamo a grandi passi alle elezioni Usa, che ci diranno molto sui destini del biglietto verde. Prudenza e attenzione sono sempre d’obbligo, non ci dimentichiamo mai di ricordarlo.

Buona giornata e buon trading.

Saverio Berlinzani