Analisi di Mercato

Analisi di mercato Saverio Berlinzani – 20/07/2020

Consiglio Europeo, ancora nessun accordo

Per ora, Il Consiglio Europeo, iniziato Venerdì scorso, prosegue ad oltranza e queste sembrano essere le ore decisive. Fino a questo momento non si è ancora trovata una soluzione relativa al pacchetto di aiuti concernente il Recovery Fund e riguardante il bilancio Europeo per il 2021-2027. Sembra che qualche passo avanti sia stato fatto, ma ancora nessuno si sbilancia. I leader che sostengono la proposta del Presidente del Consiglio Europeo, Charles Michel, sono 22 mentre alcuni paesi, i cosiddetti “frugali”, rappresentati da Olanda, Svezia, Danimarca, Austria e Finlandia, sono contrari a questa proposta e si oppongono duramente. In questo momento pare che le posizioni siano lontane una cinquantina di miliardi con i 22 che propongono un pacchetto da 400 miliardi di sussidi e 350 miliardi di prestiti, mentre le opposizioni vorrebbero fermare i sussidi a 350 miliardi. L’Italia protesta perchè la sforbiciata significherebbe tagli alle politiche verdi, a quelle per il digitale e ad altri investimenti. Si prova a chiudere a 375 ma l’opposizione vuole inserire maggiori controlli e una riduzione del bilancio. Alla fine, crediamo, un compromesso si troverà, ma è un evidente segnale comunque di una difficoltà a trovare soluzioni comuni in un’area che dimostra ogni giorno di più di non volere una vera unione. Il problema, a nostro modesto avviso, è proprio questo, cioè si rimane in una situazione di compromesso che fa della Ue un cavallo zoppo. L’Italia e altri paesi del sud vorrebbero una vera Unione, con una politica fiscale unica, condivisione dei rischi, mentre i paesi del nord Europa, avvantaggiati da 20 anni di Euro, inutile negarlo, non vogliono andare oltre questo limite di Unione presente oggi, senza alcuna condivisione dei rischi, e mantenendo alcuni vantaggi derivanti dal dumping fiscale che è e rimane una distorsione evidente. Ecco dove è lo stallo, è puramente filosofico e non si accetta che se si vuole l’Europa Unita, si deve farla, ma deve essere completa. La Ue è incompleta, ma questa incompletezza fa comodo a qualcuno e causa danni ad altri. Bisogna avere il coraggio di prendere una delle due strade, l’Unione vera o piuttosto lo smantellamento di questa Europa. Dobbiamo avere il coraggio di dirlo senza essere tacciati per forza di antieuropeismo.

Sul fronte del mercato, per ora, il mancato raggiungimento dell’accordo, non ha causato un ribasso della moneta unica, che invece ha tenuto molto bene, dopo aver aperto in leggero gap a 1.1410, risalendo poi a 1.1430. Così tutti i cross della moneta unica che anziché pagare questa condizione di incertezza hanno mantenuto un tono positivo e sono saliti ulteriormente, come EurJpy, EurGbp e pure i cross EurAud, EurNzd. La ragione è forse legata al fatto che il trend pare rialzista negli ultimi giorni e se intervenisse un aumento del risk off in ragione di un mancato accordo, probabilmente la moneta unica potrebbe scendere contro dollaro ma salire nei cross, tipico movimento in caso di avversione al rischio stesso, anche se la logica ci dovrebbe dire che in caso di un fallimento al Consiglio Europeo, ad essere colpita, dovrebbe essere la moneta unica, che dovrebbe entrare in un periodo di correlazione specifica (per chi conosce quanto abbiamo teorizzato al riguardo). Vedremo quel che accadrà. Per ora è stato un mese di luglio tranquillo ma si avvicina il mese di agosto, che come ripetiamo ormai da tempo, vedrà scadere, il 5 agosto, la data entro la quale la Bce dovrà rispondere alla Corte Costituzionale tedesca. Non siamo lontani, allacciamo le cinture.

 

Buona giornata e buon trading.

 

Saverio Berlinzani