Analisi di Mercato

Analisi di mercato Saverio Berlinzani – 20/05/2020

Vicini ai livelli chiave

In un mercato ancora incerto e perennemente in attesa di notizie che possano in qualche modo provocarne un aumento di volatilità per scrollarsi di dosso l’indecisione attuale, non è sempre facile trovare spunti e argomenti interessanti da proporre. L’unica vera novità forse, è rappresentata dal cambiamento del sentiment che in qualche modo si osserva sul cambio principale, l’EurUsd che ha fatto quasi 200 pips dai minimi e che consolida sopra 1.0900 abbastanza facilmente, almeno per ora. Sembra che la ragione sia legata al fatto che i due paesi leader della Ue, Germania e Francia, si sono messi d’accordo sulle tecnicalità del piano di salvataggio dell’economia del vecchio Continente, attraverso il Recovery Fund, il Fondo per la Ricostruzione, che in qualche modo, tende a mutualizzare i debiti che i paesi più colpiti dalla pandemia faranno chiedendo il sostegno finanziario al fondo stesso. Il Fondo avrà a disposizione 500 miliardi, meno di quanto originariamente previsto (1.000 miliardi), e andrà ad essere contabilizzato nel bilancio della Ue. I prestiti andranno rimborsati ovviamente ma andranno restituiti in base alla propria quota di partecipazione al bilancio Ue e non rispetto a quanto richiesto. Questo ovviamente potrà far sì che un paese come l’Italia per esempio, che partecipa al bilancio Ue per una quota pari al circa il 17%, dovrebbe restituire circa il 17% di questi 500 miliardi, pari a circa 85 miliardi, ma potrebbe riceverne di più di 85, essendo uno dei paesi più colpiti dalla pandemia stessa. Il nuovo strumento sarà finanziato attraverso debito comune quindi, con obbligazioni emesse dalla Commissione Europea. Il tutto però dovrà superare l’ostacolo posto da quei paesi che sono da sempre contrari, come Austria, Olanda, Svezia e Danimarca che continuano a sostenere la necessità che siano solo prestiti. La partita è aperta, e sarà interessante osservarne gli sviluppi.

EurUsd, dicevamo, si è messo sopra certi livelli e ora non è lontano da un’area di resistenza chiave posta a 1.1010 20, che se fosse superata, potrebbe vedere i prezzi accelerare anche fino a 1.1160 senza escludere quel massimo visto il 9 Marzo a 1.1500, prima della grande discesa legata al risk off avvenuto poi fino alla fine dello stesso mese e che aveva portato poi i prezzi a 1.0640. La fase attuale è delicata perchè tutti i cambi contro dollaro, almeno tra le majors e le commodities currencies, si trovano su punti cruciali, che, se violati, potrebbero portare ad un cambiamento di trend di medio-lungo periodo strutturale, un trend a favore del dollaro che va avanti da quasi tre anni. Molto dipenderà dai mercati azionari, ovvero se l’equity comincerà nuovamente a privilegiare il risk off, il dollaro potrebbe riprendere quota come valuta rifugio, nonostante i pessimi dati macro attuali, mentre se l’equity continuerà a tenere i supporti chiave e non perderà quota, allora l’inversione sul biglietto verde potrebbe divenire realtà. Le prossime due settimane saranno cruciali, al riguardo.

 

Buona giornata e buon trading.

 

Saverio Berlinzani