Pausa di riflessione sul Forex

Ricomincia un’altra settimana, all’insegna dell’incertezza, con mercati che ancora attendono dei segnali, qualcosa che possa far prendere una direzione ai sottostanti. I mercati azionari Usa, quelli su cui si concentra la maggior parte degli interessi degli analisti e investitori, hanno corretto dai minimi di metà fine marzo, e poi si sono fermati, in attesa di qualcosa. Non cedono terreno, ma non riescono neppure a riguadagnare i livelli persi a inizio anno con l’avvento della pandemia. In ogni caso la tenuta, appare confortante, alla luce del fatto che, sulla questione sanitaria, è vero che si parla di fase due, ovvero di riapertura delle attività principali rispetto al lockdown di un mese orsono, ma di fatto i numeri ci dicono che siamo ancora in piena emergenza, anche se in calo. Siamo in prossimità del picco, ma ancora, nella maggior parte dei paesi, non c’è stata l’inversione, quella che permetterebbe di guardare al futuro con maggiore fiducia. Le misure finanziarie prese dalle banche centrali avranno certamente degli effetti, che però ancora non si vedono. Ricordiamo che poi questa settimana è quella cruciale nel vecchio continente, con l’appuntamento del 23 aprile del Consiglio Europeo, che dovrà prendere una decisione sulle proposte informali fatte dall’Eurogruppo un paio di settimane orsono, ovvero Mes, Recovery Fund o azione da parte della Bce. Nelle ultime ore si fa largo il fatto che la Bce possa comprare emissioni di bond perpetui dei paesi, in buona sostanza una monetizzazione del debito di cui si parla anche in altri paesi come gli Stati Uniti, per finanziare la ricostruzione e la ripresa nei paesi membri, mentre sembra che sia Il Mes, sia gli altri fondi proposti, abbiano il problema di doverli di fatto finanziare da parte degli stati e parrebbero limitati verso lo scopo che dovrebbero prefiggersi. Però vedremo, anche perchè su tutto ciò pende la decisione della Corte Costituzionale tedesca, il prossimo 5 maggio, verso l’azione della Bce, che potrebbe andare contro i dettami delle carta costituzionale di Berlino. Un rifiuto metterebbe in discussione l’intero progetto europeo, con conseguenze estremamente pericolose.

Sul fronte cambi invece, poche le novità, con le principali coppie di valute che sembrano ancora in trading range di breve termine, anch’esse in attesa che qualcosa succeda. EurUsd che per ora oscilla tra 1.0810 e 1.0890, con volatilità che è tornata dentro i ranghi e che ci ricorda il trading dello scorso anno, il che può essere anche un momento di riflessione, ma anche di mancanza di opportunità se restiamo in range troppo stretti. Il Cable si muove in stretta correlazione con EurUsd tanto che EurGbp resta nel solito range da settimane, compreso tra 0.8670 e 0.8740. Le oceaniche tengono e questa è la sorpresa cui assistiamo e non hanno più quel tono dimesso di inizio anno, che le vedeva crollare senza soluzione di continuità. AudUsd per ora ha tenuto molto bene i supporti di area 0.6260-70 ed è tornato sopra 0.6300 anche se ancora lontano dai livelli chiave di 0.6440, la cui rottura potrebbe riaprire a 0.6680 e 0.7000, mentre NzdUsd, che pareva indietro, ha dato una scossa nelle ultime ore riprendendosi quota 0.6060 e puntando quota 0.6110-20 area. AudNzd che dai minimi di 1.0000 visti al culmine della tensione a Marzo, è salito fino a 1.0620, è tornato sotto quota 1.0500 vicino ai supporti chiave di 1.0420-50 area. Il petrolio con scadenza oggi quota sotto i 15 dollari mentre la scadenza di giugno, su cui si concentrano i volumi, si trova a 23.60. L’oro è tornato sotto 1.700 a 1.680, e per ora non sembra voler riattaccare le resistenze. In questo momento l’unica strategia pare l’attesa. Non crediamo, almeno per ora, alla ripartenza dei trend in quanto a nostro avviso non vi sono le condizioni per un ritorno violento del risk off.

 

Buona giornata e buon trading.

 

Saverio Berlinzani