Analisi di Mercato

Analisi di mercato Saverio Berlinzani – 19/10/2020

Mercati lontani dal mondo reale

Il mese di Ottobre, sta, almeno sui mercati, scivolando via lentamente, pur se i temi macro, politici e sociali che il mondo sta affrontando paiono tutt’altro che scontati. La seconda ondata del virus Covid 19 sta accelerando in Europa, il continente che pareva, solo qualche settimana orsono, messo meglio sia da un punto di vista dei contagi sia da quello della ripresa economica. Ed invece, improvvisamente, ci troviamo di fronte a nuovi possibili lockdown, al possibile ritorno della recessione, che potrebbe colpire tutti i principali paesi europei. In Francia i 30 mila casi al giorno di nuovi contagi lasciano immaginare che la trasmissione del virus sia fuori controllo, così come nel Regno Unito, e a ruota segue la Spagna, mentre Italia e Germania sono leggermente in ritardo rispetto ai paesi sopracitati. Nel resto del mondo, a parte il silenzio che avvolge la Cina, dove i contagi sembrano limitati e circoscritti, tutto il sud est asiatico pare toccato in misura decisamente inferiore, mentre negli States, non c’è mai stato un distacco temporale tra prima e seconda ondata. Eppure i mercati non ne risentono più di tanto. Il risk off e l’avversione al rischio che, secondo logica, dovrebbero permeare le decisioni degli investitori in questa fase, specie se rapportati ai movimenti del mese di marzo di questo stranissimo 2020, non sono presenti. Il Dow si trova a 800 punti dai massimi storici, circa il 4%, mentre il Nasdaq a 500 punti, circa la stessa percentuale. E niente sembra far smuoverli verso un ribasso che forse sarebbe logico in un momento storico tanto delicato e non tanto per la presenza del virus, ma per gli effetti che un eventuale ulteriore lockdown potrebbe causare alla congiuntura macroeconomica e soprattutto per gli effetti che l’avversione al rischio potrebbe causare sulla fiducia generale nelle misure che le Banche Centrali e i Governi stanno adottando, ovvero liquidità all’infinito. Se crollasse la fiducia nel sistema e in queste misure, che accadrebbe ai mercati? Nel nostro mercato (Forex), la situazione è di calma apparente ovvero di prezzi che oscillano nei trading range delle ultime settimane, con i prezzi però pronti a partire al primo soffio di vento consistente. Lo abbiamo visto sulla sterlina, ancora alle prese con la Brexit, che talvolta pare valuta emergente, facendosi 100 150 pips in pochi secondi, quando escono notizie anche se in fondo il mercato si sta pure abituando a queste price action. L’EurUsd, proprio in relazione alle enormi posizioni degli Istituzionali presenti sul mercato dei future al Cme di Chicago, pari a circa una ventina di miliardi long, potrebbe, nel caso di rottura dei supporti chiave, posti a 1.1680 90 nel breve termine, innescare una ondata di vendite significativa, nel caso queste posizioni iniziassero ad essere liquidate, e considerato che sui future ci sono 20 miliardi di posizioni long, sul cash potrebbero essercene almeno 15-20 volte tanto. Seguiamolo quindi con attenzione. Sulla Brexit, la scadenza fissata da Boris Johnson, ovvero quella del 15 Ottobre, è passata senza grandi scossoni, in quanto gli inglesi hanno lasciato intendere di voler negoziare ancora. Il che significa che ora la vera scadenza è rappresentata dalla prima settimana di Novembre. Ciò di fatto lascia meno di due mesi per la stesura e l’approvazione dell’accordo. Il Parlamento Europeo si riunirà poi il 23-26 novembre. Se entro fine anno non sarà trovato un accordo, varranno le condizioni del Wto sul commercio. Questo per dire che, dopo quasi 5 anni, siamo ancora al punto di partenza.

Buona giornata e buon trading.

 

Saverio Berlinzani