Analisi di Mercato

Analisi di mercato Saverio Berlinzani – 19/01/2021

ATTESA PER LE BANCHE CENTRALI

La giornata di ieri, influenzata dalla festività americana (Martin Luther King’s day) non ci ha detto molto in quanto la maggior parte delle valute è rimasta in uno stretto trading range, caratterizzato da scarsi interessi e bassissima volatilità. Ma nella notte, durante la sessione asiatica, l’appetito al rischio che aveva caratterizzato queste prime due settimane del 2021, è prepotentemente tornato, facendo scendere lo Jpy contro dollaro ma al contempo generando anche acquisti sui cross dello Jpy, con la divisa giapponese tornata sotto pressione. Ciò ovviamente ha influenzato AudUsd, NzdUsd che sono tornati a salire dimostrando la solita forza e capacità di resistere ad ogni minimo ritorno del biglietto verde. La questione resta sempre la stessa, ovvero se il biglietto verde sarà capace di resistere alla pressione nelle prossime settimane, e se le banche centrali dei paesi concorrenti degli Usa, si allineeranno alle parole dei rappresentanti della Fed in relazione al livello di inflazione, che risulterà il tema centrale di questo 2021 appena cominciato. Per ora riteniamo che la Bce, ma anche la Boc e la Boj, non si azzarderanno a rilevare il problema di una inflazione che non c’è ancora, e quindi reitereranno, almeno per adesso, la necessità di stampare ad oltranza, sperando nell’aiuto dei Governi sugli stimoli fiscali per far ripartire una economia globale che al di là della Cina (l’unica che cresce a giudicare dai dati presentati), risulta essere in estrema sofferenza. Ciò, in linea teorica, potrebbe frenare la discesa del dollaro, ma è altrettanto vero che nei fatti, anche la Fed, per ora andrà avanti ad oltranza con i tassi bassi. E. considerata una inflazione più alta negli Usa, i tassi reali negli Stati Uniti sono inferiori a quelli di altri paesi e questa rimane una delle principali ragioni della possibile caduta della divisa Usa. Vedremo l’evolversi di queste dinamiche nelle prossime settimane.

Nel breve periodo, intanto, e tecnicamente, l’EurUsd, che resta il main driver, si è fermato in area 1.2050-60 ed ha rimbalzato una cinquantina di pips, così come tutte le principali valute hanno di nuovo rialzato la testa contro dollaro, a cominciare dal dollaro australiano che è tornato sopra 0.7700. Dollaro neozelandese che ha seguito a ruota e UsdCad che ha mollato nuovamente tornando a ridosso del precedente breakout a 1.2715-25 area. Il solo UsdJpy è salito, alimentato dal risk on dei mercati azionari asiatici, con l’effetto di aver trascinato al rialzo AudJpy e relativi cross della valuta giapponese. Cable stabile anche se, in base al Mc Donald parity, la valuta britannica sarebbe deprezzata del 22% sul dollaro, con un fair value intorno a 1.6000. Sappiamo bene che l’analisi del fair value utilizzando i prezzi del panino Mc Donald può ed è spesso fallace. Peraltro sappiamo come nella realtà i prezzi si discostino anche molto e per lungo termine da tali livelli. Attenzione ai dati della settimana quindi e già oggi abbiamo l’inflazione tedesca, lo Zew e, nel pomeriggio, le vendite del settore manifatturiero canadese, e i flussi di capitali da e verso gli Usa. Da domani si fa sul serio con l’inflazione inglese e la decisione della Bank of Canada.

Buona giornata e buon trading.

 

Saverio Berlinzani

 

 

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