Analisi di Mercato

Analisi di mercato Saverio Berlinzani – 18/11/2020

USDJPY VICINO AI SUPPORTI, EURUSD ALLE RESISTENZE

Si va avanti, cari amici, con il trading range segnalato anche ieri. Niente per ora riesce a smuovere i mercati valutari dal loro torpore e ormai, crediamo, si dovrà arrivare al nuovo anno, per vedere un cambiamento di queste price action, che per spostarsi dai box orizzontali attuali, hanno bisogno di ben di più di quanto emerge a livello di notizie macro o relative al vaccino o ancora alla Brexit. Tutto è ormai stato digerito dai prezzi attuali e scontato, per cui qualsiasi news esca, rappresenta un film già visto. All’interno di questo scenario, però rimane una leggera tendenza ribassista del biglietto verde, che scivola lentamente contro alcune valute, tra cui spicca il UsdJpy che è sceso ormai sotto quota 104.00 nuovamente e neppure le notizie sui vaccini in via di ultimazione è riuscito a risollevare. Questa debolezza di dollaro non crediamo sia possibile definirla debolezza da risk on ma di una correlazione specifica dollaro, con il biglietto verde in ribasso. Che significa tutto questo? Significa che il mercato sta prezzando un indebolimento della valuta Usa per i problemi e le incertezze espressamente legate agli Usa, ovvero la pandemia, la mancanza di un Presidente, dato che Trump ancora non concede la vittoria a Biden, e l’impossibilità per ora, di trovare un accordo sugli stimoli fiscali richiesti a gran voce dalla Fed. Ritornando al UsdJpy, siamo in una chiara fase di ritorno verso i minimi, che potrebbe sfociare in un break out di questi livelli, oppure di una fase lenta di accumulazione che invece produrrà un minimo crescente e un ritorno dei prezzi verso livelli superiori. 104.00 è un chiaro supporto minor che se violato riaprirebbe la strada al test dell’area 103.60 e quindi anche 103.20 30 area, mentre una tenuta di questi livelli fino ai minimi potrebbe, come detto vedere una reazione, con obiettivi di ritorno possibili a 104.55-65 inizialmente e 105.10-15 successivamente.

Molto dipenderà anche dalla price action di EurUsd che resta nel trading range, ma con leggera prevalenza rialzista, e livelli di resistenza chiari posti a 1.1895-00 e 1.1920-25, a cui segue poi l’area psicologica e fondamentale di 1.2000. L’ultima volta a farlo scendere aveva contribuito la Bce e le dichiarazioni della Lagarde, che aveva parlato di interesse verso il livello del tasso di cambio, che rischia di inficiare il ritorno dell’inflazione in tutta Europa. Di conseguenza sopra 1.2000 per ora sembrerebbe esserci qualcuno che non lo vuole, ma attenzione perché se superasse questi livelli poi potremmo salire anche ipoteticamente fino a 1.2550, livelli del febbraio 2018. Le oceaniche restano a loro volta in leggera tendenza rialzista, non disdegnando però correzioni e al riguardo riteniamo che nel medio e lungo termine possano ancora essere favorite per diverse ragioni, tra cui la riprese anticipata della Cina, interlocutore privilegiato, e soprattutto un controllo ferreo della pandemia che probabilmente ha permesso loro di venirne fuori prima degli altri. Per quanto riguarda la sterlina, segue a ruota l’Euro anche se con sbalzi più volatili legati alle dichiarazioni sulla Brexit, che ancora non è risolta anche se finalmente sembriamo avvicinarci decisamente alla scadenza. E l’accordo sembra vicinissimo. Sul fronte dati, negli States, emergono numeri ancora stabili, come le vendite al dettaglio di ieri, uscite a +0.3% a ottobre, contro attese di +0.5%, ma con la produzione industriale sempre di ottobre a +1.1% contro un consensus di +1%. Produzione manifatturiera a +1% anch’essa in un quadro macro che pare comunque stabile nonostante la pandemia e qualche lockdown mirato e localizzato. Vi sono dati anche oggi e tra questi suggeriamo i dati inglesi su inflazione e retail price index alle 8.00, inflazione in Eurozona alle 11.00 mentre dagli Usa siamo in attesa dei dati sul mercato immobiliare.

Buona giornata e buon trading.

 

Saverio Berlinzani