Analisi di Mercato

Analisi di mercato Saverio Berlinzani – 17/09/2020

Dollaro in ripresa dopo la Fed

La Federal Reserve, nel consueto appuntamento sui tassi, lascia invariati i Fed Funds allo 0.25%, come ampiamente atteso dagli analisti. Nello statement si legge che “La Fed si impegna a utilizzare la propria gamma completa di strumenti per sostenere l’economia statunitense in un momento tanto complicato, promuovendo gli obiettivi di massima occupazione e stabilità dei prezzi. La pandemia COVID-19 sta causando enormi difficoltà umane ed economiche negli Stati Uniti e in tutto il mondo. L’attività economica e l’occupazione sono aumentate negli ultimi mesi, ma rimangono ben al di sotto dei livelli di inizio anno. La domanda più debole e i prezzi del petrolio significativamente più bassi stanno frenando l’inflazione e i prezzi al consumo. Le condizioni finanziarie complessive sono migliorate negli ultimi mesi, e in parte riflettono le misure politiche a sostegno dell’economia e del flusso di credito a famiglie e imprese. Il ritmo della ripresa economica dipenderà in modo significativo dal decorso della pandemia. L’attuale crisi della sanità pubblica continuerà a pesare sull’attività economica, sull’occupazione e sull’inflazione, almeno nel breve termine, e pone significativi rischi per le prospettive economiche nel medio termine. Il board ha come obiettivo la massima ‘occupazione e una inflazione al tasso del 2 per cento nel lungo periodo. Con l’inflazione che rimane costantemente al di sotto di questo obiettivo di lungo termine, la Fed mirerà al raggiungimento di un livello moderatamente superiore al 2% per un po’ di tempo, in modo che l’inflazione sia in media del 2% con le aspettative sui prezzi ben ancorate al 2% nel più lungo termine. Il Comitato prevede di mantenere un orientamento accomodante della politica monetaria fino al raggiungimento di questi risultati, e ha deciso di mantenere l’intervallo obiettivo per il tasso dei fondi federali da 0 a 1/4 percento e si aspetta questo intervallo target fino a quando le condizioni del mercato del lavoro non avranno raggiunto livelli coerenti con le aspettative. Inoltre, nei prossimi mesi la Federal Reserve aumenterà le sue disponibilità in titoli del Tesoro e titoli garantiti da ipoteca di agenzie almeno al ritmo attuale per sostenere il buon funzionamento del mercato e contribuire a promuovere condizioni finanziarie accomodanti, sostenendo così il flusso di credito a famiglie e imprese. Il Comitato sarà pronto ad adeguare l’orientamento della politica monetaria in modo appropriato qualora emergessero rischi che potrebbero impedire il raggiungimento degli obiettivi. Le valutazioni terranno conto di un’ampia gamma di informazioni, comprese letture sulla salute pubblica, condizioni del mercato del lavoro, pressioni e aspettative di inflazione e sviluppi finanziari e internazionali”.

La Fed ha presentato le proiezioni economiche per questo 2020 e per i prossimi anni, fino al 2023 incluso, e la vera sorpresa sono i numeri forniti sull’ultimo anno, quello della definitiva ripresa, secondo la Fed stessa, ovvero il 2023. Si legge infatti che il Pil crescerà ad un ritmo del 2.5% con un tasso di disoccupazione intorno al 4% e soprattutto una inflazione ancora intorno al 2%, previsioni che qualche giornalista ha fatto notare come eccessivamente ottimistiche, durante il question time successivo alla conferenza stampa del Presidente, il quale si è limitato a rispondere che queste sono delle proiezioni e che la Fed è sempre pronta ad aggiustamenti nella propria politica monetaria. Se qualcuno ricorderà, ieri avevamo detto che, per il principio del “sell on rumors and buy on news” ci saremmo attesi un dollaro, dapprima in ribasso, per poi invece chiudere in rialzo contro le principali valute e così è stato, anche per il tentativo di ribasso dei mercati azionari e della discesa del Gold. EurUsd sotto quota 1.1800, Cable in area 1.2930 e oceaniche che hanno ceduto il passo e sono scese di circa l’1% in una correzione che sembrava dovuta visto l’eccesso di ipercomprato e presenza di divergenze significative sui time frame a 4 ore. Anche il UsdCad si è rimesso sopra 1.3200 e potrebbe puntare a 1.3300 nelle prossime sedute, specie dopo i dati sull’inflazione, inferiori alle attese. Questa tendenza potrebbe andare avanti per qualche seduta, anche se rimane evidente il fatto che il mercato resti comunque all’interno di un trading range ben definito e per ora abbastanza solido. Sulla sterlina, abbiamo assistito ad un recupero sorprendente anche per le notizie che sono uscite da ambo le parti, che ci raccontano una tensione latente tra Uk e Ue e poca disponibilità, almeno nelle dichiarazioni ufficiali, a venirsi incontro, ma tutta una serie di parole più o meno da ultimatum, piuttosto che da tentativi di incontri conciliatori. Eppure EurGbp è scesa sotto 0.9100, perdendo quasi 160 pips dai massimi, ovvero circa l’1.8%. La partita non è ancora finita e ancora vi saranno tensioni che produrranno volatilità su questo cambio.

Buona giornata e buon trading.

 

Saverio Berlinzani