Analisi di Mercato

Analisi di mercato Saverio Berlinzani – 17/07/2020

Lagarde chiede coesione politica

Se analizziamo gli ultimi sei mesi e mezzo di mercato, da un punto di vista dei movimenti e delle price action, scopriremo come si possano dividere chiaramente in quattro periodi (nell’analisi abbiamo considerato il cambio AudUsd, uno di quelli più sensibili agli andamenti risk on risk off, specie in questo 2020). Una prima fase nella quale gli investitori, moderatamente preoccupati della situazione legata alla pandemia, appena scoppiata in Cina, (mesi di Gennaio e Febbraio) avevano venduto ma senza grande timore di un crollo dei mercati. Una seconda fase, invece, caratterizzata (dal 9 Marzo fino al 19 dello stesso mese), da un panic selling generalizzato, con movimenti durati solo 10 giorni ma di una intensità paragonabile solo a quella che vedemmo nel 2008 in occasione della crisi Lehman. Una terza fase, nella quale le banche centrali sono intervenute con una potenza di fuoco mai vista prima e con grande decisione, nella quale i prezzi sono risaliti in modo deciso e sostenuto, andando a generare una classica ripresa a V che tutti ricordano e durata almeno fino al 10 giugno, quando si sono visti i massimi di questo recupero, che poi mediamente sono rappresentati da quei livelli da cui tutto era partito a inizio anno. Infine, una quarta fase, che ancora perdura, e che è caratterizzata da una chiara riduzione della volatilità e nella quale si è costruita una chiara fase di congestione tra massimi e minimi di periodo.

Abbiamo specificato che abbiamo preso in considerazione Audusd per suddividere questi periodi in 4 fasi, perché il cambio in questione è sicuramente quello più sensibile alle variazioni delle correlazioni e dei periodi risk on risk off che abbiamo potuto notare. Se prendessimo il Cable, l’individuazione di queste 4 fasi sarebbe meno chiara, semplicemente per il fatto che la fase di congestione dopo la ripresa a V, sembra essere partita prima, ovvero nel mese di aprile e anche la vola è parsa meno importante. Detto ciò comunque, rimane il fatto che dopo la grande discesa e la ripresa, la fase di congestione e di compressione di volatilità è attuale per la maggior parte dei tassi di cambio, ad eccezione forse di EurUsd, ancora diverso per motivi specifici legati all’Europa e ai cambiamenti in atto nei rapporti di forza tra Commissione, Istituzioni politiche e Banca Centrale, che sta mostrando i muscoli come aveva fatto già con Draghi e l’ormai famoso “Whatever it takes” per salvare l’Euro nel 2012. Questo cambiamento potrebbe portare la moneta unica verso livelli più alti e tecnicamente il trend sembrerebbe cambiare, anche se decisiva sembra proprio la chiusura di questa settimana, con i prezzi che oscillano intorno alla ema (media mobile esponenziale) a 200 periodi su base settimanale, che passa ora a 1.1380. Una chiusura, stasera, al di sopra di quest’area potrebbe cambiare lo scenario di lungo termine con la possibilità di salire anche verso 1.2000, specie se il Consiglio Europeo, sempre in programma da oggi a domenica, riuscirà a trovare un accordo sul Recovery Fund, ancora in alto mare per le chiare divergenze tra alcuni paesi del nord Europa e quelli del sud. Ieri il Presidente Lagarde, nella conferenza stampa che ha fatto seguito alla decisione sui tassi, rimasti ovviamente invariati, ha richiamato l’attenzione sulla necessità di un accordo politico per non vanificare gli sforzi fatti dalla Banca Centrale per aiutare i paesi ad uscire dalla pandemia con una iniezione di liquidità senza precedenti, ma soprattutto con gli acquisti di titoli dei paesi coinvolti anche al di fuori delle regole determinate dai capital Key, che impedirebbero acquisti superiori alle quote di partecipazione di azioni della Bce che ogni paese detiene. Tale sforzo, secondo il Presidente, ha bisogno di un sostegno delle Istituzioni politiche che devono mostrare finalmente, coesione nel trovare accordi politici ugualmente importanti. Vedremo come finirà, certamente l’Euro ad oggi ha beneficiato di questo intervento delle autorità monetarie, e in parte anche di un rallentamento degli Stati Uniti, che vivono una fase assai delicata sia perché sono oggi in piena pandemia sia perché la congiuntura economica mostra difficoltà nella ripresa. Ma questo paradossalmente, potrebbe, se la borsa cominciasse a scendere, a far risalire il dollaro in una nuova situazione di risk off che potrebbe generarsi prossimamente. E le indicazioni che abbiamo dal Forex, evidenziano una difficoltà dei tassi di cambio a rompere le resistenze contro dollaro, il quale tiene per ora i supporti chiave. E ancora ieri, dopo un ennesimo tentativo di ribasso del biglietto verde, questo ha reagito, segno che non è morto e sembra rialzare la testa. Agosto è ormai alle porte, non dimentichiamolo. Storicamente i movimenti più importanti, negli anni passati, spesso sono avvenuti nel mese estivo, anche per una certa riduzione della liquidità che si evidenzia proprio in questo periodo. Non dimentichiamolo.

 

Buona giornata e buon trading.

 

Saverio Berlinzani