Analisi di Mercato

Analisi di mercato Saverio Berlinzani – 17/03/2021

E VENNE IL GIORNO DELLA FED

Siamo finalmente giunti al giorno tanto atteso, quello della Federal Reserve. Stasera, si comincia alle 19.00 ora italiana, con la decisione sui tassi, che peraltro appare scontata, ovvero un nulla di fatto, con i Fed Funds a +0.25% ma poi alle 19.30 tutti gli occhi puntati sui monitor per ascoltare il Presidente in conferenza stampa e allora sì che, molto probabilmente, vedremo un aumento della volatilità sui mercati. Riteniamo comunque che la Fed, oltre a lasciare i tassi invariati, manterrà inalterati gli acquisti mensili di Treasuries e Mortgage backed Securities, ovvero titoli del Tesoro e titoli acquistati a garanzia dei mutui, per 80 miliardi di dollari mese i primi e 40 miliardi sempre al mese i secondi. Ma sarà la conferenza stampa a dirci di più. Il mantra ripetuto dopo le ultime 4 o 5 decisioni sui tassi rimarrà sempre lo stesso? Ovvero che è ancora prematuro modificare la politica monetaria in ragione del fatto che gli obiettivi dichiarati su inflazione e occupazione sono ancora ben lontani dall’essere raggiunti. E’ probabile che Powell si esprima in questo modo anche se i rendimenti dei mercati obbligazionari sui titoli a lunga scadenza, paiono proseguire nella loro corsa al rialzo e se la Fed non interverrà sostenendone i prezzi, il timore di una accelerazione ulteriore al rialzo dei rendimenti (con i prezzi dei titoli che crollano), potrebbero generare una certa paura sui mercati azionari e un dollaro in deciso rialzo. A Powell quindi potrebbe non bastare essere dovish per calmierare i mercati e, per evitare il ritorno del risk off, potrebbe dover essere costretto a controllare l’andamento della curva dei rendimenti.

Non dimentichiamo che è stato appena approvato il piano da 1900 miliardi che porterà nelle tasche di cittadini e imprese nuova liquidità, una parte della quale potrebbe finire nei mercati azionari, sostenendone i corsi quindi, ma non dimentichiamo che il piano produrrà necessariamente una ripresa dei consumi e, possibilmente, sia dell’inflazione sia della crescita economica. Il piano vaccini procede spedito, e i mercati stanno chiaramente anticipando un evento del genere. Per di più la Fed, nelle sue previsioni di crescita, potrebbe rivedere al rialzo tali stime, passando da un +4.2% per il 2021 ad un +6% e ad un +3.5% nel 2022 superiore al +3.2% previsto a Dicembre scorso. L’inflazione invece potrebbe essere mantenuta ai livelli stimati a fine 2021 con un +1.8% nel 2021 e +1.9% nel 2022. Ma la sorpresa potrebbe proprio venire dai falchi del Board che potrebbero rivedere le stime di possibile rialzo del costo del denaro non più al 2023, come dichiarato nell’ultima riunione, ma prima, nel 2022 per esempio. E ciò potrebbe generare volatilità sui mercati obbligazionari e di conseguenza, sugli altri mercati, di riflesso.

Nelle ultime ore il biglietto verde ha avuto price action miste. EurUsd che è sceso mezza figura in area 1.1900 con il Cable stabilizzatosi in area 1.3880 dopo aver puntato ieri anche a 1.3810 15, supporto che poi ha egregiamente tenuto. Pressione invece su UsdCad, fermo sui supporti di 1.2430-40 area mentre il UsdJpy è tornato sopra 109.00. Da segnalare i dati, mai così negativi da tempo immemore, sulla bilancia commerciale giapponese, che da un surplus di 1.100 miliardi di Jpy, pari a circa 10 miliardi di dollari, fatto registrare nello stesso mese di un anno fa, si è ridotto a 217 miliardi di Jpy pari a circa 2 miliardi di dollari, per effetto di una discesa del 4.5% dell’export mentre l’import è aumentato dell’11.8%. Un altro motivo probabilmente, della discesa della valuta giapponese nell’ultimo periodo. Ma attenzione a Powell che, se fosse estremamente dovish, potrebbe portare un poco di respiro allo Jpy. Lo vedremo cari amici, sarà interessante scoprirlo insieme.

Buona giornata e buon trading.

 

Saverio Berlinzani

 

 

 

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