Analisi di Mercato

Analisi di mercato Saverio Berlinzani – 15/09/2021

INFLAZIONE USA IN FLESSIONE, BASTERA’?

C’era attesa per i dati sull’inflazione Usa, pubblicati ieri alle 14.30, e inizialmente i numeri usciti sembravano poter portare ad un aumento della volatilità. In effetti per qualche decina di minuti abbiamo assistito ad un mercato da vecchi tempi, con movimenti repentini, e bilaterali, tipici di un dato misto, di non facile lettura e passibile invece di diverse interpretazioni. L’inflazione è uscita in linea su base annua, almeno nel dato generale, al 5.3% mentre quello core è uscito a +4% sempre su base annua, peggiore delle attese che erano per un numero compreso tra il 4.2% e il 4.3%. I dati mensili invece hanno fatto registrare uno 0.3% ad agosto contro il consensus di +0.4% e un dato core di +0.1% rispetto ad attese di +0.3%. Si tratta dell’incremento più piccolo dal mese di febbraio di quest’anno. Secondo qualche analista, ciò basterebbe ad indurre la Fed a rimandare l’avvio del tapering, ovvero la riduzione degli stimoli monetari. E così pareva osservando il la discesa del dollaro e la salita dei listini. Invece, dopo l’entusiasmo iniziale, il mercato si è rigirato e ha visto il recupero della divisa Usa accompagnato da una discesa dei principali listini azionari Usa che hanno chiuso in rosso. La nostra idea al riguardo è che la Fed non si farà influenzare da questo numero, seppur previsto sotto certi aspetti, in ragione del fatto che anche i rappresentanti della Fed avevano dichiarato che la variante pandemica avrebbe causato un rallentamento e consolidamento della congiuntura. Secondo noi il tapering è avviato e nelle prossime riunioni qualcosa. Dubitiamo del fatto che per una sola rilevazione di dati relativamente inferiori al consensus, la Fed possa sconfessare se stessa, per una mera questione di credibilità dei messaggi rilasciati al mercato. Il tapering si farà e solo successivamente, se i dati confermeranno un rallentamento dei prezzi ed una crescita inferiore alle attese, assisteremo ad un rallentamento del tapering ed ad un ammorbidimento delle restrizioni, una sorta di nuovo Qe sul tapering, che ormai è diventato un gioco di parole.

Sul fronte price action, EurUsd, dopo il dato, era schizzato 50 pips per poi fermarsi e retrocedere così come Cable e le oceaniche, in un mercato dollaro centrico all’inizio ma che poi si è trasformato in un mercato risk off che ha visto anche UsdJpy scendere, l’unico peraltro che poi non ha recuperato terreno in ragione della sua caratteristica di tasso di cambio legato all’equity. E siccome le borse hanno chiuso in rosso in presenza di risk off, ecco che il UsdJpy non è riuscito a riguadagnare il terreno perduto. Chissà se questa avversione al rischio persisterà e se vedremo oggi movimenti erratici in tal senso, anche se il potenziale per storni sul mercato equity ci sono e non sono da sottovalutare. E’ vero che gli investitori si sono abituati a vedere i listini recuperare i punti percentuali persi, ma è proprio quando si abbassa la guardia che poi succedono i patatrac. Attenzione massima quindi, specie perché ci avviciniamo al periodo caldo (in senso figurativo) dell’anno. Questa notte, a conferma di quanto sta accadendo, sono usciti i dati cinesi su produzione industriale e vendite la dettaglio, inferiori alle attese, e in linea con il rallentamento generale che si nota a livello globale. Alle 08.00 occhio ai dati inglesi sull’inflazione, mentre in tarda mattinata, la produzione industriale di Eurozona sarà il dato predominante. Alle 14.30 inflazione canadese e prezzi Usa alle importazioni ed esportazioni, oltre all’indice manifatturiero dello stato di New York. Più tardi ancora produzione industriale e manifatturiera americani chiuderanno la giornata dei dati. A naso, non sembra che la volatilità stia aumentando drasticamente, ma forse qualcosa si intravede.

Buona giornata e buon trading.

 

Saverio Berlinzani

 

 

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