Analisi di Mercato

Analisi di mercato Saverio Berlinzani – 15/03/2021

IL DOLLARO IGNORA L’AUMENTO DEI RENDIMENTI

I rendimenti del decennale americano sono saliti sopra l’1.62%, ma ciò non è stato sufficiente a generare tensione durante l’ultima sessione della settimana scorsa. Basti pensare che il Dow Jones ha chiuso la settimana sui massimi storici a 32.800 punti, con un guadagno di 1000 punti in una sola settimana mentre S&P500 e Nasdaq hanno tenuto abbastanza bene, pur chiudendo leggermente in rosso. Il mercato dei cambi ha fatto registrare un’altra seduta nella quale il dollaro non è comunque riuscito a recuperare contro le principali valute ed è rimasto tendenzialmente debole. Però come abbiamo già ricordato nelle ultime due settimane, qualcosa sta cambiando, in termini di diversificazione di portafoglio da parte degli investitori. Assistiamo infatti a movimenti diversi a seconda della valuta che osserviamo, e il caso più eclatante viene dalla de correlazione significativa in atto tra Jpy e Cad, due divise che contro dollaro solitamente hanno una correlazione abbastanza alta tra di loro, e che invece in questo periodo, vivono fasi decisamente opposte. Da un lato lo Jpy, spinto al ribasso dai flussi derivanti dalla chiusura di posizioni long che da tempo erano presenti sul mercato e che si sono girate short, oltre che per la pressione che la Boj aveva messo sui compratori di Jpy quando il cambio era intorno ai 104 Jpy per dollaro. Dall’altro lato il dollaro canadese, sul quale invece sono entrati importanti flussi in acquisto, specie venerdì scorso, quando i dati canadesi sull’occupazione hanno sorpreso gli analisti, con un 8.2% rispetto ad un consensus al 9.2% e un deciso miglioramento degli occupati nel mese di febbraio, a 259 mila unità contro attese di 75 mila. UsdCad che è sceso in pochi minuti da 1.2570 a 1.2470 e a farne le spese è stato proprio il cross CadJpy su cui è interessante soffermarsi un attimo per analizzarlo da vicino. Dal mese di novembre scorso il cross è salito di circa il 12.5% da 77.50 a 87.50, ovvero 10 figure, e sembra ora indirizzato ai massimi dell’ottobre 2018 quando aveva raggiunto quota 89.20-30 area. Stiamo arrivando su eccessi significativi, ma non possiamo escludere il test del doppio massimo, che potrebbe anche giungere in poco tempo. Vedremo se la ragione sarà una ulteriore rialzo del UsdJpy oppure una discesa di UsdCad o ancora di entrambe.

Ritornando al discorso che da due settimane portiamo avanti, ovvero quello della diversificazione valutaria, ribadiamo il concetto, ovvero quest’anno si comincerà a preferire una valuta rispetto ad un’altra in relazione alle aspettative che gli investitori hanno sull’uscita definitiva dalla pandemia, percorso che non sarà lo stesso per tutti i paesi, dato il diverso approccio che i vari paesi del primo mondo stanno avendo sui vaccini. Questo dovrebbe generare aspettative diverse da paese a paese e quindi da valuta a valuta. Ciò dovrebbe tendere a ridurre la correlazione dollarocentrica che ha condizionato i mercati negli ultimi 10 anni. Ecco perché sui cross ci aspettiamo alta volatilità considerando per esempio anche EurCad, EurAud ed EurNzd per esempio. Ma anche AudJpy e NzdJpy. Ci concentreremo i prossimi giorni sull’analisi di queste coppie valutarie, quando di volta in volta assisteremo a movimenti interessanti. Questa poi è la settimana delle banche centrali americana, inglese e giapponese, con le decisioni sui tassi. Da domani cominceremo a concentrarci sulle price actions possibili in relazione alle aspettative che il mercato ha sugli interventi verbali di Powell, Bailey e Kuroda. Sappiamo già che tutte e tre non toccheranno i tassi, ma non sappiamo l’approccio che adotteranno o se ci sarà qualche piccolo cambiamento nell’atteggiamento verso i mercati. Ma noi saremo attaccati ai prezzi ovvero ci concentreremo sulle price action giorno per giorno, ora per ora.

Buona giornata e buon trading.

 

Saverio Berlinzani

 

 

 

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