Analisi di Mercato

Analisi di mercato Saverio Berlinzani – 14/10/2020

Regna l’incertezza

Su mercati, nonostante la condizione generale macro sia in chiaro peggioramento, non si respira ancora un’aria così pesante, tipica delle situazioni di risk off. Ma qualcosa in quella direzione comincia a muoversi. Come ricorderete abbiamo più volte sostenuto la tesi di un possibile ritorno dell’avversione al rischio dopo la ripresa a V che ha caratterizzato il periodo maggio settembre, ma onestamente avevamo pensato che potesse accadere alla fine dell’estate. Ed invece siamo arrivati a metà ottobre senza scossoni e solo ora, anche in ragione del deciso peggioramento dei contagi e della pandemia, si comincia ad intravedere qualche segnale di avversione che ritorna. Durerà o sarà il solito fuoco di paglia? A favore di una situazione di calma apparente vi sono certamente le parole dei banchieri centrali, pronti ad estendere la liquidità e a mettere sul mercato nuovi stimoli per tenere in piedi le economie colpite prima dal lockdown di tutte le attività e ora da mini lockdown localizzati. Se consideriamo che negli Usa, dopo il recupero degli ultimi 3-4 mesi, siamo ancora agli stessi livelli di disoccupazione toccati nel 2008, ovvero 10 milioni di disoccupati, ci rendiamo conto di come la Fed non possa permettersi di interrompere la fornitura di liquidità, dopo averne stampata per una somma oltre i 3 mila miliardi di dollari e in seguito pure a circa 2.5 mila miliardi di stimoli fiscali distribuiti dal Governo Trump. Nel resto del mondo non è che le cose siano molto diverse e si parla ormai insistentemente di tassi sottozero anche per paesi che non li avevano mai messi in conto, come la Gran Bretagna, dopo che Bailey ieri ha ammesso che sono una opzione possibile.

Ergo la liquidità potrà sostenere i mercati anche in questa circostanza? Fino a prova contraria sarà così, ma se dovesse partire una avversione al rischio da mercati in panico, in quel caso la caduta sarebbe estremamente violenta perché non vi sarebbero quasi più strumenti per poter contrastare il risk off da parte delle autorità monetarie e politiche. Si entrerebbe in quella che John Maynard Keynes chiamava “trappola della liquidità”, nella quale la politica monetaria non è più in grado di esercitare alcuna influenza sull’economia. Ecco perché sui mercati, ora, sembra non vi siano interessi e la volatilità è scesa drasticamente, ad eccezione di micro movimenti anche volatili ma di breve durata. Perché la paura è latente e gli investitori preferiscono attendere che si chiariscano le cose, nel senso che i tre grandi temi che influenzano l’andamento dei mercati, ovvero la Brexit, le elezioni Usa e il Covid, non hanno ancora dato risposte convincenti a chi opera. Però i banchieri centrali, tutti i giorni intervengono per rassicurare gli investitori sulla necessità di stampare e di immettere sempre più liquidità sul mercato. Il timore però che l’utilità marginale di ogni euro in più immesso sul mercato, sia più che proporzionalmente decrescente, deve farci riflettere e soprattutto deve tenerci in allerta.

Nelle ultime ore il dollaro ha recuperato terreno contro le principali valute, in ragione di questo risk off latente, con l’EurUsd vicino ai supporti chiave di 1.1725-30, il Cable sotto pressione con target di breve posti in area 1.2840-50, in ragione del fatto che sulla Brexit non sono stati fatti, per ora, passi in avanti, specie sulla questione della pesca. L’oro ha perso terreno tornando sotto 1900 e il Dollar Index si trova sulle resistenze chiave a 93.60. Giovedì è giorno della deadline sulla Brexit e speriamo che almeno una delle tre questioni sul tavolo possa finalmente trovare una soluzione. E poi ci concentreremo sulle elezioni americane che potrebbero essere una sorpresa, dato che i sondaggi americani sono tradizionalmente poco attendibili. Vedremo cari amici, ci aspetta un fine 2020 con grossi interrogativi.

Buona giornata e buon trading.

 

Saverio Berlinzani