Analisi di Mercato

Analisi di mercato Saverio Berlinzani – 14/09/2021

ATTESA PER L’INFLAZIONE USA

Pochissime novità sul fronte valutario durante la sessione di ieri, caratterizzata da bassa volatilità e scarsi interessi, in ragione del fatto che gli investitori e analisti attendono i dati sull’inflazione Usa, la terza variabile che si aggiunge a pandemia e crescita e che questa settimana potrebbe rappresentare l’unico vero market mover del mercato. Dopo alcune sedute ribassiste, anche i mercati azionari sembrano impostati per una correzione mentre le price action sul nostro mercato, evidenziano i soliti movimenti in trading range. Ieri pomeriggio è uscito il dato Usa sulle aspettative di inflazione dei consumatori statunitensi, che sono aumentate per il decimo mese consecutivo nel mese di agosto, arrivando al 5.2%. A trainare la crescita sono stati i settori alimentare, quello degli affitti, del gas e delle cure mediche. A dimostrazione che negli Usa, a differenza che altrove, gli stimoli fiscali e infrastrutturali tengono alti i prezzi, almeno per ora. Questa notte sono usciti i dati sulla fiducia delle imprese in Australia, salite a -5 nel mese di agosto contro un -7 che era stato rivisto al ribasso a luglio. L’ultima lettura, tuttavia, è rimasta al di sotto della media, a causa dei lockdown in alcune aree del paese. Ha anche parlato il Governatore Lowe il quale ha ribadito che il Pil dovrebbe subire una flessione nel terzo trimestre per recuperare poi nel quarto. L’unico movimento degno di questo nome, sui cambi, e seppur lento, è rappresentato dalla discesa per la tredicesima settimana consecutiva da parte di AudNzd, scesa ormai a ridosso di 1.0300, vicino ad aree estremamente interessanti di medio e lungo termine. L’altro dato uscito nella notte degno di essere richiamato è la produzione industriale giapponese, uscita negativa a Luglio a -1.5% come da attese, mentre su base annua la ripresa è stata di un +11.6%. Ma il dato che molto probabilmente potrebbe segnare la svolta per la giornata odierna, uscirà alle 14.30 quando verranno pubblicati i dati sull’inflazione Usa del mese di agosto, sia il dato generale, che il dato core. Le attese sono per un +5.3% su base annua nel dato generale, mentre il dato core dovrebbe restare leggermente più basso ad un +4.3%. Su base mensile, le attese per agosto sono dello 0.5% il dato generale e +0.3% il dato core, ovvero esclusi alimentari ed energia. Solo se dovessero discostarsi in maniera significativa dal consensus, potremmo assistere a movimenti degni di tal nome, altrimenti, come più volte abbiamo ribadito in questo periodo, si tratterà solo di un movimento di breve poi destinato a rientrare. La chiave dei mercati è la volontà delle banche centrali di mantenere l’equilibrio attuale, che fa comodo a tutti in un periodo ancora difficile. Solo quando questo equilibrio si spezzerà a favore del tapering o di un nuovo Qe, a seconda ovviamente della congiuntura macro, allora cominceremo a vedere movimenti strutturali sui vari cambi. Sino ad allora, accontentiamoci di questi mercati, che offrono comunque spunti interessanti per operare.

Buona giornata e buon trading.

 

Saverio Berlinzani

 

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