Analisi di Mercato

Analisi di mercato Saverio Berlinzani – 13/11/2020

ALLA RICERCA DI SPUNTI OPERATIVI

Poche le novità sul mercato valutario, in una fase che, come abbiamo ricordato anche ieri, non offre grandi spunti e occasioni per chi lavora in trend, mentre resta assai interessante per chi opera nel breve termine e riesce a sfruttare anche le fasi laterali. La volatilità è scesa nelle ultime sedute, proprio perché dopo tanta attesa per le elezioni Usa e per la Brexit, il fatto di non avere ancora una soluzione a portata di mano, ha allentato la tensione e l’interesse dei grandi players, che molto probabilmente stanno tirando i remi in barca per l’anno in corso. In effetti, o i risultati sono stati già fatti, oppure è assai improbabile riuscire a farli da qui a fine dell’anno. Ma ci sono comunque opportunità di breve termine che secondo noi, una volatilità sufficiente, offre a chi opera. Nelle ultime ore, il tema dominante è rappresentato dalle oscillazioni della sterlina, che ha trovato resistenze importanti in area 1.3300 rispetto al dollaro ma soprattutto l’area di 0.8860-70 sul cross contro l’Euro, livello nel quale si sono concentrati dei flussi di acquisto importanti, che hanno contribuito a riportare il cross vicino alle prime resistenze chiave poste tra 0.9020 e 0.9050, quindi non molto lontane dai livelli attuali posti in area 0.9000. La ragione è legata allo spostamento probabile, l’ennesimo, dei colloqui che mirano a trovare un accordo sulla Brexit, dopo tanti anni di notizie di ogni tipo, che hanno causato una incertezza enorme sulla valuta inglese. Detto ciò, siamo vicini ad un accordo che bene o male, a nostro avviso, dovrebbe arrivare tra fine novembre e la prima quindicina di dicembre.

A livello macro, il Governatore Bailey non ha ancora del tutto escluso di portare i tassi sotto la soglia dello zero, mentre i dati macro hanno evidenziato un buon recupero nel terzo trimestre con il Pil cresciuto del 15.5% su base trimestrale. Su base annuale però, il prodotto interno lordo fa segnare ancora un -9.6% che preoccupa, specie in relazione al fatto che ancora siamo alle prese con possibili lockdown mirati e una situazione pandemica non ancora risolta, anzi. La bilancia commerciale è uscita, per quanto riguarda i beni, in passivo di 9.3 miliardi di sterline, mentre la produzione industriale su base annua, fa segnare un -6.3% nonostante un incremento mensile dello 0.5%. Insomma situazione ancora ingarbugliata con la valuta che tutto sommato tiene i supporti per ora e regge l’urto della speculazione, sempre pronta a vendere valuta su ogni rialzo. La Boe però non molla e si dice pronta a tagliare nuovamente il costo del denaro, se ce ne fosse bisogno, aumentando ancora l’Asset Purchase ovvero il Qe. Ma questa è una tendenza generalizzata che però vede qualche segnale di cambiamento nella decisione della Rbnz, la banca centrale neozelandese, la quale, come sappiamo, ha cambiato orientamento escludendo la possibilità che i tassi vadano sottozero. Ebbene, questa decisione non è da sottovalutare perché rappresenta un primo segnale di quel che faranno le altre banche centrali, nel momento in cui la pandemia, dovesse finalmente essere sconfitta dal vaccino, che non è poi così lontano. In quel momento, non possiamo escludere un cambiamento dell’orientamento generale, che sarà un tapering strutturale per drenare gli eccessi di liquidità che sono stati immessi nel sistema. E non pensiate che questo evento sia poi così lontano come potrebbe sembrare. Cominciamo a prepararci, nel 2021 (magari nel secondo semestre) a vedere una differenziazione delle politiche monetarie tra le diverse istituzioni finanziarie e a qualche sparuto rialzo dei tassi, prima o poi. Per noi sarebbe una manna, perché potremmo ricominciare a tradare i carry trades e le correlazioni si stabilizzerebbero. Le uniche incognite deriverebbero dalla mancanza di nuova benzina per i mercati azionari, non dimentichiamolo.

Buona giornata e buon trading.

 

Saverio Berlinzani