Analisi di Mercato

Analisi di mercato Saverio Berlinzani – 13/01/2021

EURUSD NUOVAMENTE SOPRA 1.2200

Dopo due sedute caratterizzate da una certa forza del dollaro, causata e generata da prese di beneficio, al primo ostacolo che ha trovato di fronte, la divisa Usa si è arresa e le vendite di bigliettoni verdi sono ricominciate. L’EurUsd, ovvero il main driver dei mercati, si è fermato in area 1.2130-40 e dopo due giorni nei quali ha cercato di rompere i supporti, ha ripreso a salire ed è tornato velocemente e facilmente sopra 1.2200. E considerate che in questo momento, tra le altre coppie di cambi originali, l’Euro è il più debole. Se osserviamo infatti dove si trovano i minimi di dollaro nei confronti delle altre principali valute, capiamo quanto l’Euro nei giorni scorsi sia sceso rispetto per esempio alla sterlina, che invece si trova in prossimità dei massimi precedenti a 1.3710 area. Ora dobbiamo capire se questo movimento è un puro e semplice swing di distribuzione, a massimi decrescenti, oppure se sarà l’inizio di una nuova ondata ribassista per il biglietto verde. Se l’EurUsd per esempio, non sfonderà quota 1.2340-50 che rappresenta l’area chiave per il ritorno del bull trend, allora potremmo parlare di inizio di fase correttiva più sostanziale e questo attuale movimento rappresenterà solo ed esclusivamente la formazione di un massimo inferiore di medio termine. Ma ci vuole qualche seduta per capirlo.

Sul fronte macro non siamo in un periodo cruciale, dove il mercato è di fronte a questioni chiave, perché questi temi sono ancora di là da venire. Ci riferiamo per esempio al discorso inflazione che, secondo alcuni analisti, sarà il prossimo tema rilevante. Sappiamo bene che oggi se considerassimo l’inflazione Usa rispetto a quella europea, comprenderemmo come i tassi reali Usa siano più bassi di quelli Europei, e forse questa, in ultima istanza, è anche la ragione della salita della moneta unica, ma è altrettanto vero che ci vorrà tempo prima di vedere salire l’inflazione su base strutturale. Però questo è certamente il prossimo tema di cui parlare, ovvero il ritorno prepotente dell’inflazione dopo che gli stimoli fiscali prodotti in tutto il mondo, potrebbero aver prodotto un aumento della capacità di spesa che ancora non si vede a livello di consumi perché siamo in piena emergenza e il virus non è stato sconfitto. Ma nel momento in cui si cominceranno ad intravedere gli effetti del vaccino, e parliamo forse di primavera inoltrata, allora potremmo assistere ad un’impennata dei prezzi e il ritorno dei consumi e di una vita sociale diversa. E a quel punto le banche centrali potrebbero vedersi costrette ad alzare repentinamente i tassi. Ma oggi, secondo noi, è ancora prematuro parlare di rialzo del costo del denaro, come ha ribadito la Fed, tanto che i rendimenti dei Treasuris sono saliti sopra l’1% per effetto di ancora appetito al rischio da parte degli investitori. E in ogni caso quando l’inflazione salirà è probabile che sarà la Fed la prima ad alzarli, e questo potrebbe frenare decisamente la discesa del dollaro e, al contempo, togliere liquidità ai mercati azionari che prima o poi storneranno. Lo vedremo, intanto godiamoci il mercato di oggi, fatto di swing e interessanti opportunità.

Buona giornata e buon trading.

 

Saverio Berlinzani

 

 

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