Analisi di Mercato

Analisi di mercato Saverio Berlinzani – 12/08/2020

UN PRIMO AIUTO AL DOLLARO ARRIVA DALL’ORO

La vera novità delle ultime ore, è rappresentata dal crollo del Gold, la cui price action ricorda molto quella delle classiche bolle speculative che improvvisamente esplodono lasciando morti e feriti sul campo. Giovedì scorso l’oro giallo andava a far registrare nuovi massimi a 2074 dollari per oncia, e da quel momento è cominciata una discesa che all’inizio pareva una correzione di breve termine, anche insignificante, tanto che Lunedi di questa settimana quotava ancora 2054 dollari, per poi schiantarsi ieri e questa notte. Siamo passati da 2034 a 1864 dollari in circa 40 ore, un calo di quasi il 10%. E non sembra per ora fermarsi. Tutto ciò ha sostenuto il dollaro che ancora ieri, specie in mattinata, pareva perdere quota nei confronti delle principali valute concorrenti , e che invece, grazie al sostegno dell’oro e a questa apparentemente strana correlazione, si è ripreso e ha recuperato qualcosa. Non tanto per la verità, ciò va detto, ma quanto basta per alimentare qualche speranza di ulteriore recupero.

A sostenere comunque la divisa Usa, per correlazione dollaro centrica, ci ha pensato anche la decisione sui tassi della Rbnz, che ha lasciato i tassi invariati allo 0.25%, ma ha sorprendentemente aumentato il LSAP (Large Scale Asset Purchase) a 100 miliardi di dollari neozelandesi. Se ci pensate, è una cifra immensa per un paese di 4.5 milioni di abitanti. Le stime erano comprese tra i 70 e i 90 miliardi. Nello statement si legge che restano aperte altre opzioni quali i tassi negativi, e che la politica economica continuerà a fornire supporto alla crescita e fornirà stimoli aggiuntivi se necessario. Si legge anche che il rafforzamento del dollaro neozelandese ha ridotto i profitti dell’export, e ciò ha ovviamente fatto scendere NzdUsd di una cinquantina di pips, anche se in questo momento la divisa oceanica sta cercando un recupero. In ogni caso il recupero del dollaro sembra avviato anche se per ora non ha rotto punti cruciali al rialzo, rappresentati per esempio dal supporto di EurUsd di 1.1695, che coincide con quel 94.05 10 area del dollar index ancora intatto, oppure l’area del Cable compresa tra 1.2980 e 1.3000.

Anche il UsdCad ha recuperato dai minimi un cenitnaio di pips, ma anch’esso resta sotto l’area chiave di resistenza rappresentata da quel 1.3400 che è la chiave per poter salire ancora. A sostenere il dollaro pare esserci anche il UsdJpy che ha smesso di attaccare i supporti già da qualche giorno e ha forse rappresentato un segnale anticipatore dopo il minimo realizzato a fine luglio a 104.19. Insomma, il dollaro tenta faticosamente un recupero e trova un alleato insospettabile nell’ora, proprio per il fatto che la correlazione, in principio dovrebbe essere contraria in questa fase in cui il biglietto verde rappresenta la divisa rifugio per eccellenza, con usd che sale in risk off e un gold che nella stessa situazione dovrebbe salire ugualmente. Ed invece il gold è salito in fa se di appetito al rischio con il biglietto verde che scendeva.

A questo punto, l’unica spiegazione plausibile è che le banche centrali fossero dentro a comprare oro e gli investitori ugualmente long per coprire il rischio bolla sull’equity. In ogni caso questa è la correlazione attuale. Ora vediamo se alla discesa del gold così impulsiva, anche il biglietto verde avrà una accelerazione rialzista.

 

Buona giornata e buon trading

Saverio Berlinzani