Analisi di Mercato

Analisi di mercato Saverio Berlinzani – 11/11/2020

UNA RBNZ MENO DOVISH DEL PREVISTO

La notizia da non sottovalutare oggi, relativa alla sessione asiatica, è la decisione della Banca Centrale Neozelandese (Rbnz), che, tramite il Governatore Orr, ha deciso di lasciare i tassi (Ocr) invariati allo 0.25%, ma, ed è anche la prima tra le banche centrali del primo mondo, si è rivelata meno dovish del previsto. Orr ha infatti dichiarato, nella conferenza stampa che ha fatto seguito alla decisione di lasciare i tassi invariati, che l’attività economica a livello nazionale, ma anche internazionale, è stata migliore di quanto ipotizzato in precedenza, anche se relativamente ai singoli aggregati, sia l’inflazione che l’occupazione sono da tempo al di sotto degli obiettivi prefissati. Orr ha mantenuto il Qe a 100 miliardi di dollari neozelandesi, mentre il Funding Lending Programme (FLP), ovvero il Programma per combattere la pandemia e far ripartire i consumi domestici, rimane invariato sui 28 miliardi di Nzd. Ma il fatto significativo, e che secondo noi introduce un elemento di novità che potrebbe in futuro essere replicato e potrebbe in qualche modo cambiare la tendenza generalizzata sui tassi, è l’allontanamento dei tassi negativi, che era un argomento che pareva possibile negli ultimi mesi. Orr ha negato che nella situazione attuale, i tassi possano scendere sotto lo zero, anche se come opzione resta aperta, nel caso in cui la congiuntura dovesse peggiorare nuovamente. Ma quali altre banche centrali potrebbero seguire? Per ora nessuna, a meno che la Rba non si produca in un altrettanto coraggioso cambiamento della tendenza sui tassi (Lowe ci pare più accomodante di Orr sotto questo profilo però). Tra le altre banche centrali del primo mondo, ci sembra estremamente improbabile però che qualcosa cambi in questa direzione, specie in Europa, ove la seconda ondata della pandemia sembra addirittura generare dei lockdown generalizzati che ritarderebbero ulteriormente la ripresa economica. Però le notizie riguardanti il ritrovamento e la messa a punto del vaccino, ormai imminente (si parla di qualche mese), potrebbero ribaltare velocemente questo scenario e come spesso accade, i mercati potrebbero anticipare gli eventi.

Il dollaro neozelandese è salito comunque repentinamente contro tutte le principali valute, rompendo i massimi precedenti a 0.6850 e puntando ora a 0.6900. Certamente, una eccessiva rivalutazione del Nzd sopra 0.7000 non farebbe piacere alla Rbnz, per cui se dovessero esserci ulteriori rialzi, potremmo assistere a qualche dichiarazione per frenarne una corsa eccessiva. Sulle altre coppie di valute, non c’è molto da segnalare se non il tentativo del Cable, di attaccare area 1.3300, per effetto della rinnovata debolezza dell’EurGbp che è andata fino al test dei supporti chiave di medio termine a 0.8880 per poti stabilizzarsi in area 0.8910-20 area. EurUsd sempre confinato tra 1.1800 e 1.1850, con una leggera tendenza ribassista che però per ora non ha provocato la violazione dei supporti posti in area 1.1790 e 1.1760. UsdCad che resta sotto 1.3050, ma che fatica a tornare sotto 1.3000, in attesa probabilmente dei movimenti di Aud che per ora non ha seguito NzdUsd nella sua corsa ma si è fermato sotto le resistenze poste a 0.7340-50 area. UsdJpy ancora appena sopra 105, incapace per ora di violare 105.60, ma in fase di congestione, con forse, la possibilità di attaccare gli obiettivi finali di questo movimento, posti in area 106.30 40. Per ora quindi, i mercati azionari restano vicini ai massimi, il Gold è sceso sotto quota 1900 e il dollaro resta nel limbo. E’ uno scenario ottimista quello dei mercati finanziari, che per ora contrasta radicalmente con quanto accade nel mondo reale, fatto di attività economiche in contrazione a causa dei lockdown e della pandemia. Chi prevarrà?

Buona giornata e buon trading.

 

Saverio Berlinzani